Il prof . Giuseppe Catapano , riceve e pubblica sentenza storica ottenuta dall’avv. Tania Busetto di Venezia Il Ministero della Salute condannato a risarcire per i danni causati da vaccinazioni

UDIENZA DEL 02/10/2014
Sono comparsi la signora Galimberti personalmente con l’avv. Busetto
Tania e per la Regione Veneto l’avv. Villa in sost. Avv. Drago.
L’avv. Villa dimette foglio allegato al verbale.
I procuratori delle parti discutono la causa riportandosi ai rispettivi scritti
e concludendo come in atti.
Il giudice decide la causa con sentenza con motivazione contestuale di
cui dà pubblica lettura.
Il Giudice
dr.ssa Maddalena Bassi

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Verona – Sezione Lavoro,
nella persona del Giudice dott.ssa Maddalena Bassi, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa n. 1284 /2008 promossa con ricorso depositato in data 2.7.2008
DA
EMILIA STEFANA PER LA MINORE BARUCCO ANGELA GALIMBERTI,
comparso in causa a mezzo dell’avv. TANIA BUSETTO e FAUSTO BARATTELLA
DANZI ROBERTA del foro di Venezia ed elettivamente domiciliata in Verona presso lo
studio dell’avv. ROBERTA DANZI come da mandato a margine del ricorso
CONTRO
MINISTERO DELLA SALUTE contumace
CON LA CHIAMATA IN CAUSA DI
REGIONE VENETO, comparso in causa a mezzo dell’avv. CHIARA DRAGO e
dell’avv. EZIO ZANON giusta procura generale alle liti ed elettivamente domiciliato in
Verona presso lo studio dell’avv. ELISABETTA VILLA
OGGETTO: risarcimento danni da vaccinazioni
UDIENZA DI DISCUSSIONE: 02/10/2014

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 2.7.2008 presso la sezione lavoro del Tribunale di
Verona Galimberti Emilia Stefania agiva in giudizio in qualità di esercente la potestà
genitoriale sulla figlia minore Angela Barucco al fine di sentir dichiarare, previo
accertamento della sussistenza del nesso di causa tra la somministrazione del vaccino
anti antipolio DT e antiepatite B avvenuta in data 24.5.2002 e la patologia da cui è
affetta la minore, il diritto di quest’ultima a percepire l’indennizzo di cui alla legge
210/1992, con conseguente condanna del Ministero della Salute convenuto a
corrispondere il detto indennizzo.
La causa, nella quale è stata dichiarata la contumacia del ministero convenuto ed è
stata autorizzata la chiamata in causa della Regione Veneto, è stata istruita mediante
ctu medico legale e così decisa, dopo numerosi rinvii disposti, dapprima, per permettere la chiamata in causa della Regione e, successivamente, a causa del
ritardo nell’elaborazione della perizia da parte del primo ctu nominato, poi, revocato,
all’udienza del 2.10.2014.
Merita accoglimento l’eccezione preliminare sollevata dalla Regione Veneto di carenza
di legittimazione passiva.
Com’è noto, in ordine a tale questione si sono inizialmente registrati due
orientamenti contrapposti.
Dapprima la Cassazione (Cass., sez. lav., 23 novembre 2006, n. 24889; 8 maggio
2007, n. 10431 Cass., sez. lav., 1 luglio 2008, n. 17976, Cass., sez. lav., 4 aprile
2008, n. 28698) ha affermato la legittimazione passiva del Ministero rispetto al
contenzioso giurisdizionale relativo alle domande di indennizzo “presentate” fino al
21.2.2001 (data di pubblicazione del DPCM 22.12.2000 a partire dalla quale sono
stati trasferiti i beni e le risorse finanziarie, umane e strumentali alla Regione Veneto
per l’esercizio delle funzioni in materia di sanità) e della Regione rispetto alle istanze
amministrative “presentate” dopo la predetta data.
Successivamente, un secondo e contrapposto orientamento (Cass., sez. lav., 13
ottobre 2009, n. 21703 e 21704) ha stabilito che, anche dopo la data suddetta,
sussiste la legittimazione passiva del Ministero della Salute, in relazione alle domande
volte al conseguimento dell’indennizzo previsto in favore dei soggetti che hanno
riportato danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.

Tale ultima interpretazione è stata accolta dalla Sezioni Unite della Suprema Corte
che, dopo ampio excursus sull’evoluzione giurisprudenziale, legislativa e
costituzionale in materia di trasferimento di funzioni amministrative alle Regioni, ha
condivisibilmente affermato che “le disposizioni sul contenzioso contenute nei cit.
D.P.C.M. ( n.d.r. DPCM 26/5/00 e 24/7/03 ) riguardano solo l’onere dello stesso, ma
da esse non si ricava anche un regola processuale sulla legittimazione passiva, ne’
potrebbe ricavarsi per inidoneità della fonte a disciplinare tale aspetto pur in un
mutato contesto costituzionale di riparto delle competenze legislative tra Stato e
Regione,che ora assegna alle regioni la competenza residuale in materia di assistenza
sociale; b) la L. n. 210 del 1992, art. 5 continua ad assegnare al Ministro della salute
la competenza a decidere il ricorso amministrativo avverso la valutazione della
commissione medico-ospedaliera; c) questa competenza è stata fatta salva dal
D.Lgs. n. 112 del 1998, art. 123 e sopravvive anche nel mutato contesto di
trasferimento alle regioni di compiti e funzioni in tema di indennizzo (ad opera dei cit.
D.P.C.M. 8 gennaio 2002 e 24 luglio 2003) e di attribuzione alle regioni della
competenza legislativa residuale in materia di assistenza pubblica (ad opera dell’art.
117 Cost., comma 4, riformato). Di tale permanente vigenza c’è indiretta conferma
nel menzionato accordo Stato-Regioni. Può allora concludersi affermando che, come
il Ministro della salute decide in sede amministrativa pronunciandosi sul ricorso di chi
chiede la prestazione assistenziale in esame, analogamente è nei suoi confronti che
va proposta l’azione giudiziaria con cui il danneggiato rivendica l’indennizzo. (Sez. U,
Sentenza n. 12538 del 09/06/2011).
La legittimazione passiva del Ministero si ricava, quindi, dal dettato normativo tanto
dell’art. 123 del D.Lgs. n. 112 del 1998, quanto della legge 210/1992. Il primo
prevede, infatti, che spettano allo Stato le funzioni in materia di ricorsi per la
corresponsione degli indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di
tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione
di emoderivati, in quanto attività svolta dalla C.M.O. (commissione medica
ospedaliera) incardinata nell’amministrazione dello Stato.

La legge. n. 210 del 1992 prevede, inoltre, all’art. 3 che la domanda di indennizzo va presentata alla ULSS territorialmente competente ma è diretta al Ministero della Salute e all’art. 5 che avverso la valutazione della commissione medico-ospedaliera di cui all’art. 4, è
ammesso ricorso al Ministro della Sanità, assegnando così al Ministro la competenza a decidere il ricorso amministrativo avverso la valutazione della commissione medico-ospedaliera.

Le funzioni amministrative trasferite alle Regioni riguardano quindi le sole attività
inerenti al segmento finale della procedura, che prende avvio dalla trasmissione del
fascicolo da parte della C.M.O. comprensivo del referto emesso da questa a
conclusione dell’accertamento sanitario di cui agli artt. 3 e 4 della stessa legge n.
910 del 1999 e che si conclude con la corresponsione dell’indennizzo o con
l’archiviazione in caso di insussistenza dei requisiti necessari per il godimento del
beneficio.
Quanto al merito della controversia si condividono le conclusioni cui è pervenuto il
ctu nominato dott. Equisetto, il cui elaborato peritale si richiama integralmente in
quanto esaustivo ed immune da vizi logici.

Il ctu, il quale si è avvalso nell’elaborazione della perizia della collaborazione della
dr.ssa Martina Born del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di Merano, ha accertato
che Angela Barucco è affetta da atassia cerebellare e ritardo psicomotorio, patologia
ascrivibile alla IV categoria della tabella A allegata al DPR 834/1981, e che il quadro
psico motorio che la stessa presenta è causalmente riconducibile, con elevato grado
di probabilità, ai vaccini (in particolare l’Engerix B pediatrico) somministrati alla
bimba in data 24.5.2002, posto che la detta componente vaccinale elenca tra gli
effetti indesiderati encefaliti ed encefalopatie con una frequenza di 1:10.000 dosi. Il
ctu, inoltre, con l’ausilio della dott.ssa Born, ha escluso che l’infezione delle vie
urinarie in atto al momento della somministrazione del vaccino rappresentasse una
controindicazione scientificamente approvata alla somministrazione dei vaccini in
oggetto.
Alla luce della consulenza in atti spetta, dunque, alla parte ricorrente, nella sua
qualità di esercente la potestà genitoriale su Angela, l’indennità di cui alla legge
210/1992 nelle sue componenti di importo fisso (assegno reversibile)e di indennità
integrativa speciale entrambe rivalutate annualmente sulla base del tasso di
inflazione programmato.

Il ricorso merita, quindi, accoglimento.
Le spese di lite seguono la soccombenza quanto al rapporto ricorrente \ Ministero
della Salute e si liquidano come in dispositivo. Si compensano integralmente le spese
di lite tra Ministero convenuto e la terza chiamata Regione Veneto.
Le spese di ctu si pongono in via definitiva interamente a carico del Ministero
convenuto.
p.q.m.
definitivamente pronunciando, contrariis reiectis, così provvede:
1. accerta il diritto di Angela Barucco, in quanto affetta da atassia cerebellare e
ritardo psicomotorio ascrivibile alla IV categoria della tabella A DPR 834/1981, a
percepire l’indennità di cui alla legge n. 210/1992 e per l’effetto condanna il
Ministero della Salute a corrispondere a parte ricorrente, in qualità di genitore
esercente la potestà parentale, la detta indennità composta dall’assegno di cui
all’art. 2 comma 1 della legge 210/92 e dall’indennità integrativa speciale di cui
all’art. 2 comma 2 della medesima legge dal primo giorno successivo alla domanda
amministrativa, oltre interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo;

2. dichiara il difetto di legittimazione passiva della Regione;
3. condanna il Ministero della Salute alla refusione a favore della ricorrente delle
spese di lite, che liquida in € 3.500,00, per compensi, oltre iva e cpa;
4. quanto a Ministero e Regione dichiara le spese di lite integralmente compensate;
5. pone le spese di ctu per intero e in via definitiva a carico del Ministero della
Salute.
Così deciso in Verona il 02/10/2014
Il Giudice
dr.ssa Maddalena Bassi

 

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Un commento

  1. Luca Ventaloro · · Rispondi

    Ottima sentenza.
    Ma ce ne sono almeno un centinaio

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