Tsipras come Craxi impegnato a smarcarsi dall’influenza anglo-americana

basi militari americane 2Il più prestigioso quotidiano francese Le Monde non ha dubbi: “Tsipras manda in pezzi l’asse franco-tedesco”. “Francoise Hollande ha preso in contropiede la cancelliera tedesca, Angela Merkel,  “l’accordo con i greci va trovato subito, non può essere rinviato, bisogna evitare il referendum che sarebbe un salto nel vuoto.” Poche ore dopo Angela Merkel, di fronte al Bundestag ha detto esattamente l’opposto. “Rispettiamo il referendum, le porte del negoziato con la Grecia sono aperte ma qualsiasi trattativa va rinviata a dopo il voto”. Obama e il ministro del Tesoro Lew sono attestati su posizioni francesi e hanno chiarito con toni più veementi del solito che non vogliono vedere Atene consegnata nelle mani di Putin. E – aggiungiamo noi – non vogliono vedere il progetto TAp fallire a vantaggio del progetto Turkisc stream

tsiprasIl premier greco Tsipras è sembrato voler spalleggiare la posizione di Obama facendo filtrare la lettera inviata all’eurogruppo dalle colonne del Financial Times. in cui si impegna a realizzare la sostanza delle riforme richieste dai creditori in cambio di un nuovo prestito e di un piano per rimodulare il debito. In realtà se ne vuole smarcare tanto vero che poche ore dopo chiedeva ai Greci di votare NO al referendum.

Evidentemente il teatrino della politica non è una caratteristica solo italiana, ma qualche volta è necessario per far prevalere l’interesse dei popoli sull’interesse dei vari megagruppi economici.

Se prevalesse quest’ultimo interesse quello dei popoli tutta la fascia europea latino-mediterranea non solo la Grecia dovrebbe come prima cosa uscire dall’euro e poi dovrebbe cambiare completamente campo: passare dall’influenza anglo-americana in parte germanica a quella russo-cinese.

Mi spiego brevemente snocciolando due cifre. L’Italia per fare un esempio in questo momento incassa dalla imposizione fiscale interna  circa 700 miliardi di euro. Ne spende 800. Però tutti sono d’accordo che la pressione fiscale attuale è insostenibile. Tende a distruggere il sistema. Quindi va ridotta. Per cui l’Italia dovrebbe incassare dalla imposizione fiscale, diciamo, non più di 600 miliardi di euro con un gap fra entrate e uscite di 200 miliardi di euro l’anno. Tanto quant’è, grosso modo, la somma destinata a pagare gli interessi sul debito pubblico (circa 100 miliardi di euro l’anno) e la bolletta gasifera-petrolifera (circa 70 miliardi di euro l’anno)

Quindi per tornare a star bene l’Italia dovrebbe dimezzare il debito pubblico con una manovra valutaria (per esempio stampa di nuova moneta per 1.000 miliardi di euro ) pagare la bolletta gasifera petrolifera con merci anziché con denaro (è quanto volevano fare Craxi e Gardini con Enimont prodotti chimici in cambio di idrocarburi) e attuare una politica di bilancio che tagli ancora 50 miliardi di debito pubblico annuo e torni a creare degli asset pubblici positivi per incrementare gli attivi, rinnegando le ideologie neoliberiste.

.A maggior ragione e in maggior misura le stesse cose dovrebbero fare Grecia, Spagna e Portogallo.

europa latinomediteraneaQuindi allora noi dovremmo avere una coscienza e un credo di paese latino-mediterraneo, approvigionarci di gas e di petrolio solo da paesi che possono accettare il baratto come Algeria Libia Irak e Grecia quando sarà, abbiamo bisogno che i paesi di questi mercati siano stabili (come aveva ben visto Craxi che sosteneva la Libia e l’Irak contro possibili aggressioni occidentali mascherate come isis come sta avvenendo adesso) , dobbiamo prendere i soldi in prestito da chi poi ha interesse a reinvestirli sul nostro territorio in infrastrutture o in investimenti come la Cina che ha interesse per esempio a modernizzare il sistema dei trasporti e della logistica a sue spese come sta per fare in Grecia per favorire e migliorare le proprie attività commerciali, dovremmo attuare politiche di risanamento che prevedano il ritorno dello Stato nell’investimento produttivo partecipato dai privati per maggiorare gli investimenti i profitti e i posti di lavoro.

Invece tranne la Grecia tutti i paesi latino-mediterranei stanno facendo l‘esatto contrario, continuando a voler stare attaccati a una mammella quella americana che in un lontano passato ha anche partorito il piano Marschall ma che ora latte non ne ha più anzi ne vuole, essendo anche gli Stati Uniti oberati dal debito pubblico e sopratutto continuando gli Stati Uniti a voler perseguire in una politica imperiale fondata sulla sempre maggiore spesa militare e quindi sulla sempre maggiore creazione di debito  alla quale anche noi giocoforza dobbiamo concorrere come paesi membri della Nato (300 milioni di euro l’anno più le  missioni).

E’ notizia di pochi giorni fa che gli Stati Uniti vogliono allocare nuove basi Nato in Irak dopo averne già allocate otto (nuove) in Afganistan che impegneranno 15.000 soldati americani ad eternum.

Ecco perché la Germania è quanto meno perplessa nello stare accodata ai francesi e agli americani nella gestione della crisi greca, tutta ispirata al mantenimento della Grecia nella Nato a qualsiasi costo. E dice per il momento: rinviamo ogni decisione! Vediamo prima l’esito del referendum!

impero austriaco impero britannicoBasterebbe guardare la storia degli ultimi imperi tutti caduti per aver voluto o dovuto eccedere nelle guerre e nelle spese militari per capire come andrà, non ultima la storia dell’impero birtannico che ha dovuto cedere il passo a quello amerciano proprio perchè la Gran Bretagna ha dovuto sostenere il peso di due guerre mondiali, ha dovuto chiedere risorse alle proprie colonie e ha quindi guastato il rapporto con quelle. Gli Stati Uniti invece sono stati alla finestra a guardare. e a rafforzare la propria economia. Prendendone quindi il posto. Ma almeno la Gran Bretagna è stata costretta alla ultima guerra mondiale dal nazismo. Gli Stati Uniti invece pur di far guerre il nazislamismo se lo sono inventati loro stessi. Ricadendo quindi nello stesso errore. E spianando la strada all’impero russo e all’impero cinese  nuovi incontrastati dominatori del pianeta, anche perchè stanno lontani da qualsiasi guerra..

Michele Imperio

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2 commenti

  1. Giovanni Caciolli · · Rispondi

    Due parole: qualcuno mi può spiegare cosa c’entra Bettino Craxi in questo discorso, da craxiano sono molto curioso. Grazie.

    1. In un primo momento Tzipras aveva manifestato il proposito di smarcarsi dall’euro e di ritornare a una moneta sovrana. E questo è l’unico modo per recuperare sul debito come ha fatto per esempio l’Ungheria con Victor Orban e come sicuramente avrebbe fatto anche Craxi che voleva risolvere – in parte – io problema delo debito con Enimont una soceità che avrebbe pagato il petrolio non già con dollari ma con prodotti chimici finiti in una specie di baratto per non aggravare ulteriormente il debito pubblico. Una bella idea che però ha portato alla sua liquidazione. Il primo Tzipras in questo gli assomigliava.

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