Morto a 24 anni dopo otto interventi, indagati 54 medici

A cura di: Giuseppe Catapano

U57Z817S6020-kFFE-U10601383582389AJB-700x394@LaStampa.itDalla prima visita nel pronto soccorso dell’ospedale di Altamura (Bari) all’ultima nel Policlinico di Bari dopo due mesi, passando per cinque reparti e otto sale operatorie: saranno accertate tutte le possibili responsabilità di chi ha visitato, curato e operato l’operaio 24enne di Altamura Antonio Picerno, morto il 14 settembre scorso. Sono 54 i medici nei confronti dei quali la Procura di Bari ipotizza il reato di omicidio colposo. Ci sono i sanitari del pronto soccorso di Altamura che per ben tre volte lo hanno visitato prima di ricoverarlo. Poi i chirurghi che gli hanno asportato una cisti, una parte dell’intestino e infine la milza. Ancora il consulente ortopedico e il medico che lo ha visitato nel reparto di nefrologia, oltre a chirurghi e anestesisti che lo hanno operato altre cinque volte nel Policlinico, dove è deceduto.

Un numero di presunte responsabilità che non ha precedenti nelle indagini per colpe mediche. Nel registro degli indagati il pm ha iscritto infatti 30 medici di Altamura e 24 del Policlinico di Bari. I medici legali che la Procura nominerà per eseguire l’autopsia dovranno verificare se ci siano state negligenze da parte dei sanitari e in quale fase della degenza siano stati commessi eventuali errori che potrebbero aver determinato la morte del giovane. Gli accertamenti saranno effettuati domani, dopo l’affidamento dell’incarico ai medici legali Roberto Vaglio e Michele De Palma. Il pm che coordina l’indagine, Bruna Manganelli, chiederà di individuare le cause della morte e se questa poteva essere evitata.

Stando alla denuncia del padre del 24enne depositata dopo il decesso ai carabinieri, il figlio sarebbe stato dimesso per ben due volte, il 16 e il 17 luglio, dopo essersi recato al pronto soccorso dell’ospedale di Altamura con una diagnosi di sospetta colica renale e prescrizione di antidolorifici a seguito di consulenze nefrologiche e ortopediche. Il 20 luglio, tornato per la terza volta al pronto soccorso, è stato ricoverato per un intervento d’urgenza di asportazione di una cisti.

Il giorno dopo, ormai in rianimazione, il ragazzo è stato sottoposto ad un altro intervento per l’asportazione di una parte dell’intestino e poi ad un altro ancora per l’asportazione della milza in necrosi. In condizioni molto gravi è stato trasferito, il 10 agosto, al Policlinico di Bari e sottoposto nel giro di un mese ad altri cinque interventi con ricovero nei reparti di Medicina interna e Chirurgia, fino al decesso.

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