Rimborsi illegittimi Processo a tre ex Pdl

A cura di: Giuseppe Catapano

Un danno alle casse della Regione Lazio pari a 260.893 euro. Questo sostiene la Procura della Repubblica che ha ottenuto il rinvio a giudizio degli ex consiglieri regionali, in quota Pdl, Lidia Nobili, Romolo Del Balzo e Stefano Galetto. Prosciolto da ogni accusa Carlo De Romanis.

Così ha deciso il gup Elisabetta Pierazzi, accogliendo in parte le richieste del procuratore aggiunto Francesco Caporale e del sostituto Alberto Pioletti. Nei confronti dei tre ex politici – il cui processo partirà il 16 gennaio prossimo – sono ipotizzati i reati di peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato e in concorso con altre tre persone, Renato Salvato, Mauro Borrelli e Paolo Campanelli (rappresentanti legali di società). In tutti i casi, come appurato da complesse indagini del Nucleo di polizia valutaria della Finanza, al comando del generale Bottillo, sarebbero state presentate presunte documentazioni fasulle allo scopo di ottenere rimborsi erogati dalla Regione Lazio, che poi si sarebbero stati spartiti in modi differenti. Nel dettaglio, Galetto risponde del reato di peculato assieme a Salvato e Borrelli, con i quali sarebbe riuscito a ottenere 85mila euro, erogata «mediante 5 bonifici bancari compiuti dal conto corrente intestato al gruppo consiliare Popolo della libertà sul conto corrente intestato all’associazione Unione Rugby Pontina», di cui era rappresentate legale Salvato e socio Borrelli. La Nobili, accusata di truffa aggravata, si sarebbe servita della società Lallaria e del suo rappresentante legale Campanelli. Stando all’accusa l’ex consigliera avrebbe presentato alla contabilità del suo gruppo politico 9 fatture emesse dall’azienda per un importo 126.173 euro, per presunte «attività di intermediazione mai espletate». Infine Del Balzo, che pure risponde di truffa aggravata, avrebbe presentato «generiche richieste di rimborso per spese sostenute» giudicate dalla Procura «false». In tutto sarebbe riuscito ad appropriarsi, illecitamente, di 39.720 euro. De Romanis era stato accusato di aver percepito illegittimamente 29.780 euro. Tuttavia il gup ha ritenuto l’ex politico innocente. Secondo il suo difensore, l’avvocato Nicola Madia, «dopo mesi di linciaggio mediatico alimentato da accuse assolutamente inesistenti su feste faraoniche fatte con i soldi pubblici, il giudice ha sancito che nemmeno un euro di denaro pubblico è stato mai speso in modo improprio o a fini illeciti. Il proscioglimento sta a dimostrare tutto questo».

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