Sicurezza Napoli: Alfano «200 poliziotti in più». De Magistris «Non si combatte così la camorra»

A cura di: Giuseppe Catapano

NAPOLI – Si è svolto oggi il question time alla Camera dei Deputati, durante il quale il ministro degli interni, Angelino Alfano, ha dato nuova spinta al tema sui rinforzi che saranno inviati in città per aumentare la sicurezza dei cittadini. 200 uomini in più e 300 telecamere saranno sparsi per le strade, l’ennesima scelta che guarderebbe a Napoli come una centro che sarebbe al primo posto nell’agenda governativa «perchè – ha affermato Alfano – è una grande città che merita una grande risposta in termini di sicurezza. Risposta che già lo Stato ha dato e che si è tradotta in una diminuzione dell’indice di delittuosità».

A seguito del comitato su ordine e sicurezza pubblica, continua il ministro degli interni, sarebbe stato pensato un piano di collaborazione sinergica «tra le strutture investigative e di prevenzione e controllo sotto la guida della procura distrettuale antimafia e del prefetto di Napoli».

I 200 poliziotti che arriveranno in città faranno parte di un piano di rafforzamento dell’attività investigativa in città « Le strutture dei carabinieri, polizia e finanza potranno giovarsi del distacco degli operativi servizi centrali anticrimine, ossia lo Sco, il Ros e lo Scico e l’apporto della Dia. Saranno programmate operazioni di controllo che definiamo ad alto impatto e tutto questo anche grazie a 200 unità di rinforzo della polizia» e conclude «entro la fine di novembre sarà ripristinata la piena funzionalità delle apparecchiature di video sorveglianza, circa 300, ora non attive. Da tempo a Napoli opera inoltre un contingente militare a disposizione del prefetto di 400 uomini».

De Magistris, tuttavia, alla questione dell’invio di rinforzi militari e di altre forze dell’ordine in città, non ci sta affatto e alla riunione del consiglio comunale di oggi ha dichiarato «L’Esercito non serve per sconfiggere il crimine organizzato come camorra o mafia. Chi lo invoca, dimostra di non essere competente in materia». Un intervento quello dei militari, ha voluto sottolineare il sindaco, che costa molto «e quei soldi potrebbero servire per la benzina di Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. Se questi soldi si potessero spendere per l’emergenza abitativa in città, per asili nido e assunzione maestre, potremmo fare molto di più. Se ottenessimo lo sblocco del Patto di Stabilità, potremmo assumere nuove forze per la Polizia Municipale, ma purtroppo non ci è consentito farlo».

Non solo, ma il primo cittadino ha anche affermato che l’intervento dell’esercito contribuirebbe ad «ingenerare paura nei cittadini» e «a vuotare le vie di Napoli».«Io credo che per sconfiggere le mafie sia innanzitutto necessario che certa politica interrompa i rapporti con la criminalità organizzata – e aggiunge – La strada per sconfiggere la camorra è lunghissima, ma noi l’abbiamo intrapresa. Tra tante difficoltà, abbiamo una città fin troppo viva, che sta provando a scrivere una rivoluzione culturale. Per fare ciò bisogna calarsi nei vicoli di Napoli e dare una possibilità anche a chi ha sbagliato in passato. Solo così possiamo vincere questa battaglia. Non è con le politiche dei divieti che si ottengono risultati importanti. Contro la camorra bisogna schierarsi e noi l’abbiamo fatto. Abbiamo intrapreso politiche di cambiamento e antimafia nei fatti».

Non si tratta di sottovalutare il fenomeno della criminalità organizzata presente in città spiega De Magistris, spiegando che il punto su cui si è tanto battuto in tempi recenti è la «collaborazione tra istituzioni, anche grazie al grandissimo lavoro che sta facendo il Prefetto Pantalone»

Poi arriva anche una stoccata nei confronti delle vecchie giunte di centro sinistra di Iervolino e Bassolino, ai quali chiede di non paragonare l’attuale giunta, sottolineando «Noi siamo cosa diversa rispetto al passato. Abbiamo interrotto i rapporti con determinati interessi e con una certa borghesia cittadina. Questa ora è una città con una pluralità di idee e grande fervore culturale. La nostra realtà la stanno apprezzando in molti, sia in Italia che all’estero».

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