Marano, lettera alla città per la famiglia Raiano. Vive da 21 giorni in auto

A cura di: Giuseppe Catapano

MARANO DI NAPOLI – Stefania Fanelli, membro di Sel e attivista dello sportello “Frida Kahlo”, ha scritto una lettera aperta alla città per raccontare la drammatica vicenda della famiglia Raiano che da ben 21 giorni vive nella propria auto davanti alla casa comunale di Marano, dopo aver ricevuto uno sfratto esecutivo. «Cosa significa – si legge – vivere in auto avete mai provato ad immaginarlo? È da giorni che sono iniziate incessanti piogge ed ognuno di noi può decidere come trascorrere nel modo migliore la propria giornata. C’è chi ha la possibilità di restare a casa con la luce accesa a vedere un buon film, c’è chi decide di tirare fuori quei bei piumoni caldi e soffici, c’è chi decide di non andare all’università e di restare a studiare a casa, c’è chi nonostante il traffico decide di prendere l’auto per recarsi al lavoro. E poi c’è chi non ha nessuna di queste possibilità, nessuna scelta se non utlizzare la propria auto come casa. E quindi non ha dove mettersi per rifugiarsi sotto le coperte, non ha una cucina per potersi preparare una tazza di latte caldo, non ha un bagno per potersi fare una doccia calda. Queste sono le drammatiche condizioni di vita della famiglia Raiano che ormai da 21 giorni vive in auto, sotto il palazzo comunale. Le condizioni di lavoro precarie espongono troppo spesso alla perdita di lavoro quando non ci sono diritti e tutele nelle piccole o grandi aziende che siano. E questo che è accaduto alla famiglia Raiano. Hanno perso il lavoro di una vita e la famiglia Raiano rappresenta quella maggioranza invisibile di questo paese. Troppo giovani per andare in pensione, troppo “vecchi” affinché qualcuno ti offra una opportunità di lavoro. E questa è la condizione di migliaia di famiglie nel nostro paese. La famiglia Raiano avendo perso il lavoro ha perso la possibilità di pagare il canone di affitto ed ha ricevuto inesorabilmente uno sfratto esecutivo e poco importa ora fare l’elenco delle proposte politiche e delle denunce che abbiamo fatto in questi lunghi anni e nelle ultime settimane ora occorre trovare una soluzione».

«Abbiamo proposto – continua la Fanelli – di assegnare alcuni appartamenti confiscati alla camorra. E’ il momento che chi è preposto a farlo prenda una decisione. Si agisca immediatamente prima che sia troppo tardi. Alla famiglia Raiano non servono cibo e coperte, alla famiglia Raiano occorre una casa. Ciascuno ha il diritto di vivere in condizioni che non ledono la dignità umana».

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