Manovra, scontro Governo-Regioni. Renzi: “Ora ci divertiamo”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap282ROMA – “I tagli dal 2017 al 2019 configurano una situazione che nei fatti mette a rischio la sopravvivenza del Sistema Regioni”. L’attacco alla manovra varata dal governo Renzi arriva dal governatore del Piemonte, nonché presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, nel corso di un’audizione in Commissione Bilancio al Senato. E il premier Matteo Renzi risponde all’appello e convoca le Regioni a Roma per mercoledì prossimo. Ma i toni sono tutt’altro che amichevoli: “Adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio….” La richiesta di Chiamparino era per un incontro urgente, “per consentirci di esprimere giovedì prossimo un parere sulla legge di stabilità”. La decisione di Renzi di fissare l’incontro nell’ultimo giorno utile, non sembra casuale. “I tagli – aveva denunciato Chiamparino – saranno insostenibili, anche se è vero che i tagli pluriennali spesso vengono modificati. Dobbiamo capire – ha aggiunto – quale è il valore istituzionale che viene dato alle regioni, e in particolare al sistema sanità, che è uno dei più virtuosi dal mondo. Perché se si pensa che farla funzionare in maniera centralizzata è più funzionale, allora si provi pure”. “Non vogliamo aumentare i ticket o le tasse – ha poi avvisato Chiamparino – ma credo che qualche Regione, che ha a che fare con il piano di rientro, a fronte della situazione che si prospetta con la legge di stabilità che il governo ha presentato, possa decidere di farli”. E ancora: “Sul 2016 credo poi che, al netto della questione del piano di rientro, si possa gestire il sistema sanitario con il limite di non riuscire a ottemperare a tutte le richieste”. In mattinata erano stati i tecnici di Camera e Senato a sollevare i primi dubbi. Eliminare la Tasi e l’Imu agricola – avverte il dossier sulla Finanziaria – limita le possibilità di manovra dei Comuni. Il canone Rai in bolletta non garantisce il gettito e i nuovi tagli alla Sanità potrebbero causare tensioni. Nel mirino degli esperti c’è proprio “l’ulteriore decremento” nel 2016 dei fondi per la sanità, che preoccupa le Regioni. Già ridotti quest’anno rispetto a quanto previsto in origine, che “potrebbe creare tensioni lungo tale linea di finanziamento”. che allo stesso tempo sottolineano che “la centralizzazione degli acquisti” dovrebbe “facilitare il conseguimento di risparmi”. Infine, per quanto riguarda le pensioni, ed in particolare la possibilità di accedere a un part-time per i lavoratori con i requisiti per la pensione entro il 2018, gli esperti avvisano che “il beneficio potrebbe riguardare circa 30.000 lavoratori, nell’anno di massima esposizione finanziaria e con utilizzo per l’intero anno della misura”. Secondo i tecnici servirebbero “adeguate rassicurazioni sulla effettiva e piena sostenibilità dell’irrigidimento” del turnover, visto che “negli anni più recenti le amministrazioni hanno subito già un blocco drastico dei reclutamenti che potrebbe averle già messe nella condizione di non poter assicurare i livelli minimi di servizio”.

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