Marino va in tribunale. E annuncia: “Correrò alle primarie Pd”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap318È un fiume in piena, l’ex sindaco Ignazio Marino, nel giorno in cui si decidono le carte per il Giubileo e alla vigilia dell’avvio del processo per Mafia Capitale, dove il chirurgo dem ci sarà. Prima si sfoga sui social, poi parla a ruota libera, intervistato da Floris a DiMartedì su La7. «Assistiamo a una pericolosa bulimia da potere, che elimina gli anticorpi democratici. Il messaggio è chiaro: chi non si allinea, chi non ripete a pappagallo i suoi slogan viene allontanato o addirittura bandito», scrive Marino, che affonda: «Renzi voleva Roma sotto il suo diretto controllo e se l’è presa, utilizzando il suo doppio ruolo: come segretario del partito ha voluto che i 19 consiglieri del Pd si dimettessero, come Presidente del Consiglio ha sostituito il sindaco, legittimamente eletto, con un prefetto, certamente persona degnissima, che farà capo come dice la legge allo stesso Presidente del Consiglio». E non ci sta proprio il «marziano» a mettersi da parte. «Mi chiami prof», ha detto a Floris a inizio trasmissione. E poi, via, spara su Renzi «adesso arrivano i soldi, a me avevano detto zero euro», sul consiglio comunale: «Sul Pd di Roma mi pare che non debba spendere io tante parole. Quando mi sono insediato avevo un presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti, interrompeva sempre le sedute perché aveva sempre qualcosa da chiedere, spesso erano assunzioni anche per la sinistra e la destra». Ma sono soprattutto il premier e il Partito democratico a finire nel mirino del chirurgo che, quasi ad avere un bisturi virtuale, seziona tutti i “nemici”. «Io sono stato eletto con una coalizione di centrosinistra in cui c’è il Pd, partito che io ho fondato e che non è fatto solo dai leader nazionali è fatto dal popolo che si riconosce in quelle idee. Certo in questo momento da quello che si capisce le persone sono piuttosto disgustate e sono anche disgustate di un Pd che invece di un dibattito aperto e trasparente chiude i suoi consiglieri con consiglieri eletti dalla destra in una stanza di un notaio. Spero davvero che si ritrovi uno spirito di sinistra perbene e non lo spirito degli accoltellatori e che si possa riprendere quel cammino di risanamento che questa città ha fatto in questi due anni e mezzo». E ci pensa Marino, ci pensa eccome a ricandidarsi, anche all’interno del Pd, in caso di primarie. «In questo momento sto semplicemente riflettendo e anche recuperando un po’ di sonno. Ad esempio bisogna comprendere quale sarà il passaggio per la candidatura che indicherà Renzi, perché se ci sarà un passaggio democratico attraverso le primarie io probabilmente valuterò una possibilità del genere. Se il nome si decide a Palazzo Chigi, è chiaro che non sara il mio. Rifletterò. Potrei vincerle? È molto possibile, ma per vincere bisogna partecipare». Il ritorno del «marziano» insomma non è affatto escluso.

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