BUFERA IN CAMPANIA, INDAGATO IL GOVERNATORE DE LUCA. LUI: “SONO TOTALMENTE ESTRANEO”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap373Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato dalla Procura di Roma nell’ambito di una vicenda che riguarderebbe Carmelo Mastursi, l’ex capo della segreteria del governatore della Campania. Sono 7 in tutto gli indagati. Sarebbero accusati a vario titolo di rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione e corruzione per induzione.

Gli altri indagati

Tra gli altri indagati anche il magistrato della I sezione civile del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio (relatrice nell’ordinanza collegiale che il 22 luglio ha decretato la sospensione della sospensiva disposta per il governatore della Campania in base alla legge Severino) e il marito del magistrato, Guglielmo Manna, medico ospedaliero.

La presunta “trattativa”

In un’intercettazione si sentirebbe quest’ultimo parlare con Carmelo Mastursi e chiedergli un favore – un incarico nella sanità regionale, che al momento non risulta abbia avuto – in cambio dell’intervento della moglie su una questione che stava a cuore al capo segreteria e storico collaboratore del governatore.

De Luca: “Sono totalmente estraneo”

Da parte sua, De Luca afferma “senza alcun margine di equivoco” la sua “totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta”, chiede di essere ascoltato dai magistrati e annuncia una conferenza stampa per chiarire “ogni aspetto” della vicenda.

L’avvio dell’inchiesta

L’inchiesta era stata avviata nel capoluogo campano sulla base di una segnalazione ed è stata successivamente trasferita dalla Procura partenopea a quella di Roma, che è competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli. La stessa Procura capitolina nei giorni scorsi ha delegato la Polizia a perquisire l’abitazione di Mastursi.

La sentenza al centro della vicenda

La sentenza al centro dell’inchiesta romana è quella con la quale la prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha confermato quanto già deciso il 2 luglio dal giudice monocratico Gabriele Cioffi, il quale aveva congelato la sospensione di De Luca dalla carica di Governatore che era stata disposta con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in base alla legge Severino. La sospensione era relativa a una condanna a un anno di reclusione per abuso di ufficio inflitta a De Luca quando era sindaco di Salerno. Il collegio aveva accolto il ricorso presentato dai legali di De Luca e aveva inviato gli atti alla Corte Costituzionale sospendendo il procedimento sul merito fino a quando la Consulta non si sarà pronunciata sui presunti profili di incostituzionalità ravvisati nella legge Severino.

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