De Luca: sostengo magistratura, vada avanti con rigore e tempi rapidi

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap293Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato dalla Procura di Roma, insieme a altre sei persone, per vicende che, secondo la Procura, potrebbero adombrare interventi sulla sentenza del 2 luglio del Tribunale di Napoli che aveva sospeso d’urgenza il decreto del 26 giugno del premier Matteo Renzi che, in virtù della legge Severino, aveva a sua volta sospeso l’insediamento di De Luca come presidente della Campania.
La notizia si è diffusa nel pomeriggio del 10 novembre ed in serata il presidente della regione Campania ha diffuso una prima dichiarazione con cui rivendicava “senza alcun margine di equivoco”, la “totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta. E’ mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, Vincenzo De Luca, sarebbe stato minacciato, da alcuni indagati nella vicenda, di una decisione del tribunale civile di Napoli a lui sfavorevole se non avesse provveduto, è stato scritto nel capo di imputazione, ad una nomina nella sanità campana. E’ su questo filone che verte l’inchiesta della procura di Roma.
Poi durante l’incontro con il giornalisti tenuto l’11 novembre – con un incipit all’insegna dell’ironia: “sentivo l’acuta nostalgia di ritrovarvi per qualche minuto di meditazione mattutina” – il Presidente della Regione Campania ha affermato di sostenere “pienamente l’azione della magistratura”, invitandola ad andare avanti con estremo rigore possibilmente in tempi rapidi. Viviamo in un momento in cui i cittadini italiani hanno il diritto di sentirsi rappresentati da persone perbene”. Poi ha chiarito però di essere “parte lesa in questa vicenda, io e l’istituzione che rappresento”.
In ogni caso, ha spiegato De Luca, “il controllo di legalità è un bene per le persone oneste, una funzione essenziale in un Paese democratico, un vantaggio per le persone perbene”.
“Non abbiamo nessun imbarazzo, ma ovviamente c’è molta rabbia”, ma “combatteremo in maniera ferma verso chiunque oserà gettare ombre sulla correttezza e la trasparenza dei nostri comportamenti. Ci rivarremo nei confronti di chiunque offenderà la dignità delle istituzioni e della nostra persona”.
Quanto ai fatti ipotizzati dal pm , De Luca è esplicito: “io non sono a conoscenza di nulla”, aggiungendo di non conoscere Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio, al centro dell’inchiesta della Procura di Roma. “Non so chi sia, che faccia o dove viva. Non sono a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla. Questa parola mi ricorda solo la manna che cadeva dal cielo nella Bibbia, ma non credo si tratti di questa”, chiosa il Presidente campano con una battuta. E conclude: “nessuno, in nessuna sede pubblica o privata, mi ha mai fatto cenno a questa persona”.
Il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, durante l’incontro con la stampa, ha fatto riferimento ad “infami speculazioni politiche” di queste ore, a cui risponderà “da Napoli” lanciando “la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo spartano. Noi e il partito in cui milito siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo. A Napoli le paludi della clientela politica e del malaffare sono prosciugate”. De Luca ha poi sottolineato che “specie nella sanità” le prime scelte della nuova amministrazione regionale vanno invece nel segno della trasparenza: “è finita la Regione delle clientele politiche. Le
nomine sono state istruite dall’ufficio di gabinetto, e io non conosco nessuno di coloro che sono stati chiamati a incarichi di direzione. E’ cambiato tutto, e cambierà ancora di più”.   De Luca poi fa un esempio: “Lunedì mattina si riunirà il Consiglio regionale. Approveremo la legge per abolire l’Arsan (Agenzia Regionale per la Sanità, ndr), un luogo di clientela politica di cui nessuno sentirà la mancanza. Voi tutti sarete testimoni di un passaggio storico, potrete comunicare che da martedì viene cancellato un altro luogo comune che pesa sull’immagine di Napoli, cioè che l’acqua è poca e la papera non galleggia. Galleggeranno molte papere – ha concluso De Luca – e anche qualche asino”.
In ogni caso “keep calm e al lavoro” ha detto il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rinvolgendosi ai suoi collaboratori.
“Sto facendo training autogeno, mi sto autocontrollando”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza stampa convocata a seguito del suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta della Procura di Roma. “Credo di aver dato ai giornalisti italiani più lavoro di Murdoch, mi aspetto – ha ironizzato – di essere nominato cavaliere del lavoro”.
Poi una constatazione di carattere più generale: “quello che in Italia è andato crescendo sono gli effetti collaterali che riguardano tutto quanto fa seguito a un’iniziativa giudiziaria e cioè la ormai consolidata abitudine al massacro mediatico delle persone e istituzioni. Questo sta diventando un segno di barbarie nel nostro Paese e di oltraggio permanente allo stato di diritto e alla Costituzione italiana” e probabilmente “qualche organo di stampa con le pagine colorate come Topolino, dovrebbe chiudere se io non gli dessi tanto lavoro”.
Al termine dell’incontro con la stampa, De Luca, rivolgendosi ai giornalisti ha detto “capirete che sto facendo training autogeno, mi sto controllando. Eraclito ricorda che il carattere è il demone dell’uomo e quindi bisogna mantenersi e quindi il Presidente della Campania non ha risposto – al termine dell’incontro – alle domande dei cronisti: “questa – aveva avvertito all’inizio – non sarà una conferenza stampa per ovvie ragioni di rispetto, essendo in corso un’inchiesta giudiziaria”.
Il Csm si appresta ad intervenire sul giudice del Tribunale di Napoli Antonina Scognamiglio, coinvolta nell’inchiesta. Il laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha chiesto l’apertura di una pratica finalizzata al trasferimento d’ufficio del giudice. La decisione sulla richiesta di Zanettin sarà presa domani dal Comitato di presidenza.
“Non conosco assolutamente né De Luca, né Mastursi, né Vetrano con i quali non ho mai avuto contatti di alcun genere, né, quindi, ho loro mai chiesto, né potuto chiedere, alcun favore né per me né per mio marito”. Lo afferma il giudice Anna Scognamiglio, in una dichiarazione diffusa tramite il suo legale, avv. Giovanbattista Vignola.
Nella nota ricorda che “la decisione favorevole a De Luca è stata assunta, all’unanimità, da tutti i componenti del Collegio Giudicante”, “era conforme a quanto già deciso in precedenza dal Presidente della Sezione ed è stata, poi, confermata integralmente, in sede di reclamo, da altro Collegio del Tribunale, ancora una volta, all’unanimità”.
“In ogni caso – prosegue la nota – non trattavasi di una decisione definitiva in quanto si era in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità della Legge Severino, pronunzia, ovviamente, decisiva per la sorte di De Luca. Infine lo stesso Tribunale di Napoli, composto da altri giudici, per il caso De Magistris, aveva adottato una decisione del tutto analoga. la non definitività del provvedimento e il suo contenuto ampiamente prevedibile, avrebbero reso priva di qualsivoglia efficacia un’eventuale pressione che solo uno stupido avrebbe potuto esercitare e alla quale solo uno sprovveduto avrebbe potuto soggiacere. Confido – conclude Scognamiglio – che al più presto gli inquirenti faranno piena luce sui fatti accertando la mia completa estraneità a qualsiasi illecito ed a qualsiasi giochetto” politico possa essere stato commesso alle mie spalle”.
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