il possibile ruolo stabilizzante di Israele e della Russia nella crisi mediorientale siriana

basi nato 1Un noto navigatore della Rete ha provato a fare un elenco di tutte le gravissime provocazioni che in questi ultimi tempi il presidente sunnita degli Stati Uniti Barak Obama ha mosso alla Russia ultime in ordine di tempo l’attentato contro l’Airbus sul Sinai, al quale segmenti dei servizi segreti americani, potrebbero aver attivamente partecipato.

Ne viene fuori un quadro impressionante di aggressioni che da un lato dimostra chiaramente la volontà del presidente sunnita degli Stati Uniti Barak Obama di  provocare uno scontro globale con la Russia e dall’altro dimostra l’elevato grado di follia e di criminalità della attuale dirigenza americana  incredibilmente assecondata dal suo presidente.

(vedi: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15819).

Dopo l’avventura nazista di settantacinque anni fa.il pianeta si ritrova nuovamente nelle mani di soggetti criminali e pazzi con la aggravante che mentre negli anni 30  i soggetti che coltivarono il folle progetto della guerra mondiale andarono al potere di una sola nazione o al massimo di tre (Germania Italia e Giappone) oggi invece i soggetti criminali e pazzi che vogliono lo scontro globale sono al potere del primo impero del mondo l’impero americano con i suoi ricchissimi alleati arabi i quali però essendo barbari stanno facendo fare all’impero americano la stessa fine che i barbari del quarto secolo dopo cristo fecero fare all’impero romano. Cioè i barbari (nella specie i radicali sunniti dell’Arabia Saudita e del Qatar e i loro ammenicoli terroristici Isis e Al Qaeda) si sono incuneati nel nucleo fondamentale del potere americano (i servizi segreti e l’esercito) sono riusciti a condizionare gli ultimi imperatori dell’impero, ossia i presidenti della repubblica americani Busch e Obama) e addirittura – pare – ora pretendono di scavalcarli disattendendone le direttive. Non mi sembra infatti che gli ultimi attentati di Parigi siano concepiti da una mente nel pieno delle sue facoltà mentali.

trunph 2Se gli americani vogliono evitare la caduta del loro impero devono disdire questo accordo. Invece è dall’attentato alle torri gemelle che non si comprende più dove finiscano i servizi segreti sauditi e dove comincino quelli americani e viceversa. E ancora prima delle torri gemelle già negli attentati di Palermo del 1992 (presidenza Busch senior) i servizi segreti americani assunsero un profilo stragista.

Questa cosa è stata compresa anche da alcuni candidati americani alle prossime elezioni presidenziali. Infatti uno dei candidati repubblicani alla presidenza della repubblica Donald Trunph ha lanciato l’allarme e ha testualmente detto: “l’attuale presidente americano Barak Obama non è cristiano è musulmano e non è nemmeno nato negli Stati Uniti (ergo serve interessi altri). Trunph aveva anche detto che mai avrebbe fatto eleggere un new con. Se egli non avesse avuto la nomination repubblicana si sarebeb candidato ugualmente al ballottaggio perchè il new con fosse sconfitto. Dei prossimi candidati alla Casa Biana almeno due (Hillary Clinton e Jep Busch) sono pronti a mettersi di nuovo al servizio dei nuovi barbari (i sunniti sauditi e qataregni).

Ne è la riprova  la tragedia del volo aereo dell’Airbus in cui sono morti 224  turisti russi di ritorno da Scharm el Sceik, attentato che porta chiaramente ancora una volta la firma di un connubio fra servizi segreti sauditi e segmenti dei servizi segreti americani.

Al riguardo si nota:

  1. tompsonIl 23 agosto scorso c’è stato un altro attentato all’aeroporto di Sharm el Scheik contro un aereo della compagnia inglese Tompson. Il pilota dell’aereo attaccato dice di aver schivato un missile che si dirigeva contro l’aereo e che era arrivato a 300 metri di distanza con una manovra diversiva posta in essere all’ultimo momento, il presidente Al Sissi ha dovuto ammettere la circostanza e ha sostenuto che si sarebbe trattato di un missile in uso all’esercito egiziano lanciato per errore contro un aereo civile. Sono, come ognuno può intendere, tutte pietose buglie. Presumibilmente il missile lanciato contro l’aereo della Thompson è stato un avvertimento.
  2. Il missile è stato sparato dagli ijadisti e non dall’esercito egiziano e poi qualche manovra diversiva attivata con mezzi ciberneticida contractors ingaggiati dall’Arabia Saudita  ha evitato l’impatto.
  3. yemenlo stesso giorno dell’attentato (31 ottobre 2015) due contractors sono stati arrestati a Sanaa la capitale dello Yemen;
  4.  questi due contractor erano di nazionalità americana ed erano di stanza nello Yemen alle dipendenze di una società americana di contractors la ex Blackwater. Chiamati a giustificare la loro presenza nello Yemen i due hanno detto di lavorare per l’ONU ma l’Onu li ha smentiti. Sono statti quindi arrestati e qualche giorno dopo le autorità yemeniye hanno concesso che i due fossero tasferiti a Mosca, ove tuttora si trovano reclusi. La Blackwater è stata effettivamente richiesta dall’Arabia Saudita di inviare mercenari in Yemen a sostegno della guerra che il monarca sunnita saudita Salman sta conducendo proditoriamente contro la popolazione civile che si è ribellata al suo burattino prima al potere; ma finora non è ancora arrivato nessuno, tranne questi due soggetti specializzati in attacchi e difese cibernetiche.sanaa
  5. Il sospetto è che il 23 agosto 2015 i due hanno gestito l’attentato contro l’aereo della Thompson e poi il 31 ottobre 2015 anche l’attentato contro l’Airbus russo: infatti pare che questo attentato sia stato determinato dall’azione di un missile e non di una bomba ma nessuno si arrischia a parlarne perché se emergesse questa verità l’Arabai Saudita sarebbe accusata di crimini di guerra;
  6. morellGli Usa non hanno condiviso con Mosca e con il Cairo quello che sapevano dell’attentato a riprova – se ce ne fosse bisogno – che essi ne sono coinvolti e la tragedia ha suscitato ostentate manifestazioni di piacere a Washington e a Ryad. Lex vicedirettore della Cia Michael Morell non  senza manifestare un certo dissenso, ha spiegato il perché: “l’attentato rafforza la percezione che l’ISIS stia vincendo la guerra con la Russia e quindi rafforza la sua capacità di attrarre nuove reclute”.
  7. Ma ci sono anche altre motivazioni: l’attentato da il colpo di grazia all’ economia egiziana (il cui 11,3% del Pil è portato dal turismo nella misura di 8-9 miliardi l’anno) paese che si era allineato alla Russia e aveva osteggiato fortemente i Fratelli Musulmani la formazione politica tanto cara al presidente americano sunnita Barak Obama al presidente della Turchia Erdogan e allo sceicco del Qatar Al Thani. Ora se la decisione di bloccare i voli sull’Egitto dopo l’incidente sul Sinai si prolungasse anche per soli tre mesi, le perdite economiche per Il Cairo potrebbero arrivare, secondo il ministro del Turismo egiziano, Hisham Zaazou, “a 800 milioni di dollari”. I turisti russi e britannici (due dei Paesi che hanno decretato lo stop ai voli) rappresentano infatti, secondo il ministro, “il 66% del totale dei vacanzieri a Sharm el Sheikh ed il 52% dei turisti ad Hurghada”. Questo smentuisce la tesi prospettata in un primo momento di un incidente meccanico che non ha retto l’impatto del filmato pubblicato dagli ijadisti che ritraeva l’aereo che si incendiava e che precipitava al suolo Quindi qualcuno vuole avvertire i russi che benchè gli ijadisti in Siria non abbiano contraerea, hanno questi potentissimi missili portati a spalla capaci di distruggere un aereo che vola a 5.000 metri di quota;
  8. la esplosione in volo dell’aereo Kogalymavia volo 9268 sul Sinai, la cui responsabilità ultima sta nelle centrali che hanno promosso, armato e rafforzato il jihadismo (ossia sauditi qataregni e amministrazione Obama) più tutte le provocazioni citate sopra, vuole anche dare a Mosca la visione che Stati Uniti, Arabia Saudita e Qatar la vogliono impegnare in un conflitto militare, economico, propagandistico “senza fine”, in cui si vuole coinvolgere anche Turchia, Israele, tutto il jihadismo fanatico, la NATO e la UE.
  9. lesinNon parliamo poi dei messaggi che possono trarsi dalla morte del magnate russo Mikail Lesin se è vero – come sostengono alcuni blog – che egli sia stato assassinato dai servizi segreti americani per portare una minaccia personale direttamente al presidente Putin.
  10. Gli americani dell’aministrazione Obama e gli arabi sunniti vogliono ingenuamente dare al mondo la sensazione di essere a favore della pace e del contrasto al terrorismo, nello stesso tempo vogliono entrare in guerra contro la Russia attivando proprio provocazioni terroristiche. Tutti hanno capito che gioco fanno.
  11. carterdel resto gran parte dell’amministrazione Obama ha detto chiaramente di condividere condivide le follie del suo presidente La Russia “mette in pericolo l’ordine mondiale” – ha detto  Ashton Carter – il ministro della difesa di Obama.
  12. la forza russa impiegata in Siria non basta a liquidare l’ ISIS perché l’Isis viene continuamente riarmato dagli Stati Uniti di armi sempre più sofisticate e da nuove massiccie affiliazioni. Ma “l’intervento russo non è mai stato inteso a debellare l’Isis né a cambiare il corso della guerra civile in Siria”. Esso aveva semplicemente lo scopo di fornire appoggio aereo alle forze di terra siriane, demoralizzate e rarificate da tanti anni di combattimenti. Tanto eprchè l’obiettivo degli Usa era quello di supportare un’invasione della Siria da parte della Turchia per una invasione della Siria (perché era questo ciò che pendeva sul paese un mese e mezzo fa) Quindi i russi volevano usare la guerra in Siria come un’arma tattica, una pressione per forzare Usa, arabi, turchi a sedersi intorno a un tavolo con l’Iran e a trovare una soluzione politica e pacifica alla guerra che avrebbe consentito ai russi di sfruttare i giacimenti off-schore acquistati dalla Siria per i prossimi venticinque anni.
  13. Questo tentativo per ora è fallito, la guerra continuerà. E questo perchè gli Stati Uniti anzichè accogliere la possibile transazione della Russia hanno accresciuto la posta finanziando e dando supporto all’attentato contro l’Airbus russo ;
  14. Essi vogliono impantanare i russi in un conflitto ad alto rischio e senza fine, portando  i russi dai bombardamenti a strutture fisse dei terroristi, che comportano rischi molto limitati per il loro personale, all’appoggio aereo ravvicinato alle forze di terra siriane impegnate in combattimenti diretti contro i terroristi, aumentando quindi i pericoli di abbattimento dei propri aerei e di perdita del loro personale (specie dopo che in Usa si è parlato di fornire all’Isis i missili A/A a spalla, quelli stessi che hanno abbattuto l’aereo civile russo).
  1. “I russi avevano dato una soluzione audace e all’ultimo minuto, a una situazione pericolosa che stava per degenerare. Infatti se l’armata siriana non si fosse difesa e se non avesse sfondato le linee terroristiche, che ormai impedivano le necessarie forniture e approvigionamenti ci sarebbe stato – come detto – l’invasione della Turchia ma poi a seguire anche un intervento diretto di truppe dell’Iran, a difesa della Siria, il che avrebbe suscitato lo stracciamento delle vesti negli Stati Uniti in Arabia Saudita e in Qatar e l’occasione – secondo Obama – per un ampliamento della guerra anche ad Israele, Cina e tutto il pianeta.
  2. Ma proprio qui sta il problema che vogliamo esaminare: fino a che punto Israele accetterebbe di farsi coinvolgere in questo tipo di conflitto mondiale allargato con un grandissimo costo e le cui prospettive oltretutto sono incerte?
  1. E’ vero che gli israeliani facevano parte inizialmente del progetto detto “nido dei calabroni” che coinvolgeva Stati Uniti Regno Unito Israele Arabia Saudita e Qatar ma è anche vero che gli israeliani si sono subito dopo defilati. Nei fatti che hanno portato all’assassinio dell’ambasciatore americano Chris Stevens (2012) presumibilmente dovuto a un dissidio fra Barak Obama e Hillary Clinton, CIA e M16 c’erano ancora il Mossad non c’era più (vedi:https://lanotteonline.com/2015/08/25/joe-biden-vicepresidente-usa-si-candida-alla-casa-bianca-in-concorrenza-con-hillary-clinton-la-quale-forse-si-sta-per-ritirare/).
  2. Gli israeliani si sono defilati e poi hanno sapientemente svolto da allora un ruolo collaborativo con la Russia. Da ultimo hanno per esempio condiviso tutte le informazioni che avevano sugli attentati alla Tompson e all’Airbus, Infatti i servizi israeliani sono quelli che hanno captato per primi le conversazioni di alcuni terroristi i quali – stranamente dice la fonte – parlavano con accento britannico e preannunciavano attentati contro la Russia, Gli israeliani sono stati i primi a smentire l’ipotesi del guasto meccanico e a parlare di attentato (vedi:  http://www.agi.it/estero/notizie/russia-e-israele-possibile-attentato-per-lairbus-del-sinai)
  3. Gli israeliani sono stati presumibilmente quelli che subito dopo l’attentato all’Airbus (lo stesso 31 ottobre) hanno dato l’imbeccata giusta per fare arrestare tramite la guerriglia yemenita anti-saudita i due operatori con passaporto americano (presumibilmente agenti della CIA) i quali lavoravano per i sauditi e che avrebbero con mezzi cibernetici manipolato sia i comandi elettronici dell’aereo inglese della Tompson sia quelli dell’aereo russo della della compagnia Kogalymavia, provocando l’abbassamento di quota dell’Airbus e la mesa a segno del missile terra-aria in mano ai terroristi; Inoltre il giorno prima dell’attentato all’Aiurbus il presidente Putin aveva convocato il consiglio nazionale russo per raccomandare maggiori misure di sicurezza agli impianti nucleari e sulle fonti energetiche, segno che i russi si aspettavano un qualche attentato, evidentemente informati da qualcuno che sapeva (Israele?) .
  4. Che Israele abbia collaborato con i russi è dimostrato anche dalle vendette poste in essere dall’emiro del Qatar e presumibilmente condivise dai monarchi dell’Arabia Saudita. Questo individuo ha aizzato i palestinesi e ha dato disposizione alle organizzazioni per l’indipendenza palestinese di fare accoltellare tutti gli israeliani che incontravano per strada e – pare – di tornare nuovamente agli attacchi suicidi in Palestina.
  5.  Il sito di intelligence militare vicino ai servizi segreti israeliani ha recentemente scritto: «La piega che ha preso la situazione in Siria ha un accentuato effetto negativo sulla posizione strategica e militare di Israele. Per alcuni i russi fanno squadra coi nemici di Israele, il governo e le forze armate devono reagire prima che la posizione del paese si indebolisca.
  6. Ma la posizione di altri segmenti della classe dirigente israeliana è diversa. L’incontro che Nethaniau ha avuto su sua richiesta con Putin a Mosca il 21 settembre scorso, ufficialmente aveva come ragione la preoccupazione di evitare scontri involontari fra gli aerei russi e quelli israeliani quando — come fanno di routine — bombardano la Siria “per eliminare certi tipi di armi” In realtà l’incontro era determinato dalla volontà di concordare una linea per gestire anche nell’interesse di Israele l’ intervento armato della Russia in Siria. Secondo questi segmenti politici infatti l’influenza russa in Medio Oriente si amplerà ed è lì per durare, e ciò induce a delle riflessioni sui “vantaggi” che Israele potrebbe ricavare dalla sua amicizia con Putin.
  7. Il vero pericolo per Israele non è Assad – ha dichiarato la parlamentare giudea Ksenia Svetlova (nata a Mosca)  –  ma è il caos che potrebbe stabilirsi ai suoi confini; se il dispiegamento russo previene il caos, esso può essere positivo. mentre tutto l’Occidente, ad un segnale convenuto, si lanciava contro la Russia per la sua supposta “invasione” dell’Ucraina e la “annessione” della Crimea, per il fatto di aver “armato i ribelli del Donbas”, anzi “inviato truppe nel territorio secessionista…Israele non ha partecipato a questo ignobile linciaggio. Inoltre i servi europei compresa l’Italia hanno decretato sanzioni, bloccato i loro scambi verso Mosca, mentre Israele non ha fatto nulla di tutto ciò, ha continuato a commerciare apertamente con la Russia. menre  Mosca ha comprato da Iraele dei droni,. Proprio mentre Hollande, obbedendo agli ordini Usa, si rifiutava di consegnare ai russi le portaelicotteriMistral che Mosca aveva già pagato.

E adesso che i caccia russi ripuliscono la Siria dall’ISIS e da Al Qaeda gli americani accusano che in realtà essi stanno eliminando “l’opposizione moderata”, paracadutano mezzo miliardo di dollari di armamenti ai takfiri, forniscono all’Isis (come ha rivelato in New York Times) missili anticarro, tutto per rendere costoso, sanguinoso e prolungato l’intervento russo mentre Israele si è astenuta visibilmente da queste operazioni stupide e odiose.

La Superpotenza americana spara vili colpi di coda contro la popolazione civile. Pochi giorni fa’, l’aviazione Usa con aerei decollati dalla Turchia ha colpito la centrale elettrica della Siria ad Aleppo: togliendo l’elettricità a 2,5 milioni di civili, provocando morti e feriti (qualche bomba è stata lanciata sulla zona abitata). Una bassezza malvagia che non si riscontra nelle azioni di Israele.

L’importanza della presenza russa in Siria — così l’analisi israeliana — non sta solo nella protezione di Assad. Sta nei forti e molteplici rapporti che Mosca è riuscita a legare fra gli (ex) alleati degli Usa — Egitto soprattutto — nell’amicizia con l’Iran divenuta sempre più una alleanza militare, il favore che riscuote presso l’Irak, i canali che ha aperti con Hamas (ed ovviamente con Hezbollah: nemici di Israele, ma verso cui Mosca può agire da affidabile mediatore; un’affidabilità che invece gli americani non hanno più.

Negli ultimi mesi Mosca ha invitato l’Egitto ad entrare nella Unione Economica Eurasiatica, la zona di libero commercio che finora comprende solo gli stati ex-sovietici”, dice Times of Israel.

L’’Egitto di Al Sissi, non può perdonare ad Obama l’aiuto e l’incitamento che ha dato alla presa di potere dei Fratelli Musulmani, e l’aver fatto mettere sotto processo il fedele alleato di un quarantennio, Hosni Mubarak. “Avete abbandonato gli egiziani, avete voltato le spalle agli egiziani. E loro non dimenticano”; ha dichiarato Al Sissi all’amministrazione Usa nel 2013. E non basta: l’Onu ha accettato l’invito di Lavrov per una soluzione “politica” alla crisi siriana, inviando Staffan de Mistura a discuterne a Mosca, in un colloquio cordiale.

Ma c’è di più! E’chiaro a questo punto che il pianeta non può lasciare in mano a dei pazzi, dei criminali, dei barbari che vogliono far cadere l’impero il 50% delle risorse energetiche del pianeta e le relative remunerazioni. Il potere dei sunniti va ridimensionato. E chi meglio di una grande Israele fatta di tante piccole enclavi sparse sul territorio arabo in corrispondenza delle basi americane può prenderne il posto? E non si era detto che gli occidentali hanno bisogno di recuperare una parte della titolarità delle fonti energetiche ora che le loro economie sono al collasso?

russia israeleSe Israele abbandona l’ossessione della bomba iraniana che deve cancellarla dalla cartina geografica, se Israele restituisce Gerusalemme Est a chi di dovere di modo che non ci sarà più occasione e ragione di massacrare periodicamente i palestinesi i quali avranno avuto quello che vogliono, se Israele apre realmente alla Russia e lo sta facendo (vedi: https://lanotteonline.com/2015/09/21/putin-nuovo-garante-della-stabilita-del-medio-oriente-anche-con-la-russia/) ecco che allora dopo tanti danni arrecati alla stabilità del pianeta, Israele potrebbe finalmente rendere un servizio in positivo all’intera umanità. Una volta tanto.

Michele Imperio

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