Attentati a Parigi: la vicinanza e la solidarietà delle Regioni

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap300Tristezza, sgomento, rabbia, ma anche tanta voglia di reagire hanno caratterizzata l’inizio della nuova settimana dopo il venerdì di sangue che ha scosso la Francia. Sentimenti condivisi anche da molti italiani, al Nord come al Sud. Nel mezzogiorno d’Italia si sono levate, fra le altre, le voci dei Presidenti delle Regioni.
“Tutti i nostri pensieri a Parigi. Nei cuori di tutti noi le tante, troppe, vittime. Un attacco che colpisce l’Europa intera, ci colpisce: uniti ora più che mai contro la violenza cieca e vigliacca, impietosa. Non può che essere ferma la condanna di un mondo che ha scelto di esprimersi, perché ci crede, per il rispetto dell’altro, del suo pensiero e della sua libertà”. Questo il commento ai drammatici fatti parigini del Presidente del Molise, Paolo di Laura Frattura. “È profondo il dolore che tutti viviamo in queste ore, come profondo è lo sconcerto per un atto vile e barbaro. Violenza inutile: mai lederà i nostri valori e la nostra cultura di libertà, uguaglianza e legalità. Dal piccolo Molise la vicinanza più sincera al popolo francese”.
Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, in visita al consolato d’oltralpe, ha espresso alconsole francese Jean Paul Seytre “i sentimenti di vicinanza e solidarietà della nostra regione di fronte al vile attacco terroristico che ha colpito Parigi e l’Europa intera. Saremo ancora più vicini da subito alla comunità francese – ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania – sul fronte della sicurezza e della prevenzione. Intensificheremo i rapporti tra i nostri paesi per rendere più strette le relazioni umane e culturali, e i programmi di sicurezza comuni”. Il presidente della Regione ha poi invitato “’in segno di solidarietà e vicinanza al popolo francese”, “i sindaci della Campania a prevedere un momento di raccoglimento in memoria delle vittime innocenti di Parigi con il contestuale spegnimento delle luci di una piazza”.
Parole di dura condanna sugli attentati di Parigi sono state espresse dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in Honduras, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa in Politiche sociali. Prima della lectio magistralis su “Le politiche sociali per la ricerca del bene comune”, Pittella – secondo quanto reso noto dal suo portavoce, Nino Grasso – si è fatto “interprete del sentimento di cordoglio della Basilicata e dell’intero Paese: è un proditorio attacco alla civile convivenza che mira – ha detto – a creare un clima di terrore e di chiusura rispetto alle politiche di accoglienza che in Europa sono al centro in questi giorni del dibattito politico e del confronto istituzionale tra i Capi di Governo”.
Esposta sulla facciata della regione Puglia (sede lungomare Nazario Sauro) la bandiera della Francia in segno di solidarietà e vicinanza dopo la strage terroristica della scorsa notte, su richiesta del console onorario di Francia Stefano Romanazzi. Il presidente della regione PugliaMichele Emiliano, con queste parole, ha espresso il suo profondo cordoglio per quanto accaduto: “si tratta di un evento che ci colpisce in maniera diretta – ha dichiarato Emiliano – perché ha toccato un luogo simbolo dove i concetti di libertà, uguaglianza e fraternità, così come l’utilizzo della ragione opposta alla superstizione, sono stati concepiti e posti alla base della nostra civiltà. Un attacco a Parigi è un attacco a tutti gli europei e alle persone che in questo mondo vogliono vivere secondo la ragione e non secondo la logica della forza bruta. La Puglia, da parte sua, continuerà il dialogo con quella parte dell’Islam che non si riconosce in questa azione di terrore. Bisogna identificare immediatamente tutte quelle persone di buona volontà che non hanno come obiettivo la distruzione dell’Occidente. Bisogna avere la capacità di distinguere gli amici dai nemici, di farlo attraverso i canali della diplomazia e attraverso le informazioni. Il ruolo dei servizi, della magistratura, degli investigatori in questa fase è centrale. I fatti di Parigi – prosegue – hanno ricordato a noi tutti che è in atto uno scontro che possiamo definire una guerra, sia pure in termini moderni, dove non c’è una linea del fronte precisa e può arrivare un attacco in qualsiasi momento. Il compito che abbiamo è di non farci prendere dal panico e soprattutto di non cambiare il nostro modello di vita. Piuttosto rafforzare la direzione politica dell’Unione europea, nei rapporti con la Federazione Russa e con gli Stati uniti d’America, dando vita ad indagini interne antiterrorismo realmente coordinate ed efficaci”. “Esiste poi anche un problema di guerra vera e propria che si sta combattendo sull’altro fronte e che dura da tantissimi anni, rispetto al quale questi eventi ci consentono sì di individuare il nemico, ma anche di riflettere su eventuali nostri errori politici del passato. In una guerra c’è anche un aspetto diplomatico: se gli occidentali hanno commesso degli errori nella relazione con altre popolazioni questo è il momento di ammetterlo, al pari dell’azione di contrasto ai terroristi che va fatta con tutta l’intelligenza e la forza di cui disponiamo”, ha concluso Emiliano.
“Ciò che è avvenuto a Parigi rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra contro l’umanità” ha detto, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, che ha disposto, in segno di partecipazione al lutto per quanto é avvenuto nella capitale francese, lo spegnimento delle luci della “Cittadella”, la struttura di recente realizzazione in cui a Catanzaro sono concentrati gli uffici della Regione. “A questa dichiarazione di guerra – ha aggiunto Oliverio – bisogna rispondere con una grande mobilitazione di massa e con misure che a livello internazionale bisogna assumere in diverse direzioni per sconfiggere il terrorismo e bonificare il terreno sul quale allignano il fanatismo e la violenza suicida per affermare i valori della vita, della libertà e del rispetto delle persone”.
“Ho pianto quando ho visto quelle scene perché, sinceramente, si rimane colpiti. Speriamo si possa fare qualcosa però è chiaro che di fronte ad atti così crudeli, così terribili, noi abbiamo il dovere di difenderci e di difendere la sicurezza dei cittadini. Noi siamo pronti, tutti aperti all’accoglienza però nei confronti dei violenti bisogna dimostrare quella severità e quella durezza che in questi casi si richiede”, ha detto, commentando gli attentati di Parigi, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Credo che qualcosa di profondo sia cambiato – ha aggiunto – così come dopo l’11 settembre è cambiato qualcosa, credo che anche dopo gli attentati di Parigi qualcosa cambierà nella politica internazionale. Però l’Occidente rifletta anche sugli errori militari che ha fatto in Medio Oriente che hanno scatenato anche queste questioni. Penso – ha sottolineato il Presidente – alle occasioni perdute. Vengo da Tunisi da poco, stiamo lavorando per un accordo di cooperazzione economica approfittando del nostro statuto speciale. Entro questo mese chiuderemo alcuni contratti di imprenditori siciliani con il Qatar. Abbiamo possibilità enormi in Libia ma la situazione di instabilità economica sicuramente la paga tutta la Sicilia”.
Bandiere a mezz’asta anche in tutti gli uffici regionali della Sardegna, in segno di cordoglio per i drammatici attentati di Parigi. Lo ha deciso il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che poi ha dichiarato che ci si è trovati di fronte ad “un attacco sconvolgente, per ferocia e determinazione. L’orrore del terrorismo più estremo ci lascia attoniti e ci ricorda l’importanza di
preservare i valori più alti che la nostra civiltà ha raggiunto. Proprio a Parigi, oltre due secoli fa, quei valori hanno trovato l’espressione più efficace e sono stati abbracciati dall’Europa e da gran parte del mondo. L’intera Sardegna – conclude Pigliaru – è vicina al popolo francese, alle persone colpite, alle loro famiglie”.
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