Attentati a Parigi: la vicinanza e la solidarietà delle Regioni

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap298Il sentimento di solidarietà la popolo francese ha percorso tutte le Regioni d’Italia, dal Nord al Sud.
Guardando alla parte settentrionale del nostro paese sono da registrare le dichiarazioni e le prese di posizione dei presidenti Rollandin, Chiamparino, Toti, Maroni, Zaia, Rossi, Kompatscher, Serracchiani e Bonaccini.
Esprimendo solidarietà alla Francia “ferita dal terrore”, il presidente della Regione Valle d’Aosta, AugustoRollandin, ha condannato gli “ignobili attacchi” avvenuti a Parigi, attraverso un Tweet inviato questa mattina. La Maison du Val d’Aoste, sede di rappresentanza valdostana nella capitale francese, oggi è stata chiusa in segno di lutto.
Per il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, “oltre alla vicinanza e a mostrare che non abbiamo paura, il tema con cui dobbiamo misurarci è cercare di capire la cause. Ci vuole una seria riflessione sulle politiche dell’Occidente e dell’Europa negli ultimi 20 anni nei confronti di quel che sta accadendo in quella parte cruciale del mondo. L’esportazione della democrazia – ha proseguito Chiamparino – ha portato e sta portando effetti opposti rispetto a quelli proclamati. C’è quindi l’esigenza di capire che in quei Paesi martoriati bisogna sviluppare, insieme alle necessarie azioni militari, anche un’azione politica che non può prescindere dalle condizioni politiche di quei Paesi, perché il terrorismo lo sconfiggono le stesse forze di quei Paesi”. Per Chiamparino, dunque, per sconfiggere il terrorismo “bisogna recidere le radici che stanno in quel tormentato scacchiere mediorientale in cui evidentemente la politica dell’Occidente non ha avuto effetti, o li ha avuti
opposti a quelli per i quali ci si era mossi. Bisognerebbe evitare di cadere nella trappola dei terroristi, nella politica dei muri, senza naturalmente sottovalutare tutte le misure di sicurezza e le varie azioni di intelligence, che devono continuare a essere messe in atto”.
“Il cordoglio e la vicinanza alla vittime di Parigi si dimostra con fatti concreti, non con proclami e mobilitazioni. Non dobbiamo farci paralizzare dalla paura, sono i tagliagole dell’Isis che devono avere paura di noi”, scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, che – sostenendo la partecipazione immediata dell’aviazione italiana alle azioni contro il califfato – sottolinea la necessità di dar vita “subito una forza internazionale per intervenire militarmente in tutte le aree controllate dall’Isis, dalla Siria, all’Iraq alla Libia. Subito, perché deve essere chiaro che l’occidente non abdicherà ai suoi valori e al suo modo di vivere e deve essere altrettanto chiaro che chi minaccia la nostra civiltà verrà annientato senza via di scampo”.
“Contro il terrorismo islamico serve una nuova Lepanto, e serve un leader che sappia unire l’Occidente”, ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Serve un Occidente unito – ha aggiunto – che, come avvenne a Lepanto nel 1571, sappia opporsi. Non è più il momento delle chiacchiere o delle sfilate fini a se stesse”.
“Misure straordinarie ce ne saranno, anche se quello che è avvenuto in Francia ci dice che non vengono colpito solo luoghi ‘simbolici’, ma comuni, dove i cittadini vanno, realtà simbolo del nostro modo di vivere come lo stadio, il bar, il ristorante, quindi è difficile dire cosa fare”, ha aggiunto il presidente della Lombardia, Roberto Maroni. “Penso – ha detto Maroni – che il terrorismo islamico ci ha dichiarato guerra e adesso l’Occidente deve reagire. Basta minuti
di silenzio, basta manifestazioni silenziose, bisogna reagire con l’intervento militare. Esiste un elenco di luoghi sensibili – ha spiegato poi il presidente
Maroni – perché il Giubileo non sarà solo a Roma e ci sono delle chiese giubilari anche a Milano, ma anche il Sacro Monte di Varese. Tutti questi luoghi saranno certamente controllati, ma la mia considerazione, dopo quanto accaduto a Parigi, è: basterà controllare i luoghi sensibili? Perché a Parigi non sono stati
presi di mira luoghi cosiddetti ‘sensibili’, o simbolici, ma luoghi comuni. Quindi bisogna capire che questa è una svolta del terrorismo e agire di conseguenze”. “La prima reazione – ha ribadito Maroni – non può che essere l’intervento militare là, nei Paesi dove si produce”. Per Maroni “controllare tutta Milano, i
bar, i teatri e gli altri luoghi, se questa è la cosa da fare, diventa molto difficile. Noi ci affidiamo logicamente ai nostri servizi di informazione e alle
forze dell’ordine. Quello che noi possiamo fare come Regione è mettere a disposizione la rete della Protezione civile, ma quello che l’Occidente deve fare, non solo l’Europa, è reagire con il pugno di ferro, altrimenti non c’è difesa”.
“Esprimo commossa e partecipe vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo francese. Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi – anche chi fortunatamente non l’ha vissuta in prima persona – abbiamo un’idea del conflitto assai diversa, per l’intera Europa questa è la terza guerra mondiale”. Con queste parole Luca Zaia, presidente del Veneto, ha testimoniato il cordoglio e la preoccupazione dei veneti per la strage terroristica a Parigi. “Una guerra – ha proseguito Zaia – che viene combattuta dagli aggressori con modalità vigliacche, contro cittadini inermi, una guerra assolutamente fuori dai canoni e dai pur brutali e ripugnanti schemi di una guerra classica. Siamo, quindi, in guerra, e in tempo di guerra è legittimo e doveroso assumere e adottare misure speciali e provvedimenti straordinari. Non possiamo pensare nemmeno un secondo di assumere scelte drastiche solo nel momento in cui l’attacco si palesa. E’ finita l’epoca dei perbenismi, dei ripensamenti e delle delicatezze – afferma il presidente del Veneto – L’unica scelta ponderata e legittima che spetta ora a un uomo di Stato e delle istituzioni democratiche è comprendere che questa guerra non può essere
combattuta con armi e modalità convenzionali e agire di conseguenza”. “La civilissima e democratica Francia ci insegna – conclude Zaia – che la chiusura delle frontiere, l’esercito nelle strade (come vado chiedendo da tempo), controlli e perquisizioni attente, efficaci e penetranti, lo stato di emergenza nazionale, devono e dovranno diventare la nostra normalità e la nostra quotidianità, se vogliamo davvero, e non solo a parole, difendere lo Stato democratico, le libere istituzioni, la nostra gente indifesa”. Infine “mi aspetto da tutte le comunità islamiche, non da un singolo portavoce, che siano prese immediatamente le distanze da questi fatti”.
Il 15 novembre quando arriva la conferma della morte della studentessa
veneziana Valeria Solesin, uccisa negli attentati di Parigi, Zaia ricorda che proprio nella prestigiosa università parigina, “Valeria stava realizzando il suo sogno di civiltà e cultura, che è stato stroncato brutalmente dalla barbarie violenta e disumana. Con lei – ha aggiunto – hanno ucciso anche le uniche leve pacifiche che il mondo civile può avere per combattere il furore violento con il quale una parte dl mondo vuole soffocare l’altra: proprio la cultura; proprio la civiltà, che simboleggiano il rispetto reciproco, la reciprocità, la capacità di convivere nelle diversità. Il primo pensiero di cordoglio e affettuosa vicinanza vada alla famiglia, al fidanzato, agli amici che erano con lei al Bataclan e che hanno vissuto da vicino queste ore d’angoscia e la paura di non poterla più rivedere. Sappiano i parenti e gli amici – come ho comunicato anche oggi alla Farnesina – che i servizi della Regione sono a loro disposizione per eventuali
necessità”.
“L’attacco alla Francia è orribile, un’azione coordinata che rivela lucida volontà di uccidere innocenti e seminare il terrore”. Lo ha affermato i, Presidente del Friuli Venezia Giulia, DeboraSerracchiani, esprimendo “solidarietà al popolo francese”. Si è delineata “una strategia del terrore portata avanti con crudele determinazione, di fronte alla quale dobbiamo opporre la più forte determinazione, durissima condanna e fermissimo contrasto. La Francia e l’Europa – conclude – non devono diventare il campo di battaglia di fanatici bestiali”.
“L’Europa deve trovare la forza per fare una riflessione più ampia in merito al conflitto con la Siria e anche nei rapporti con la Russia e alcuni Paesi del Golfo. Ora l’Europa deve porsi degli interrogativi”, ha aggiunto la Presidente friulana. “L’Europa deve trovare la forza – ha proseguito – per rilanciare alcuni valori in cui ha creduto e per i quali alcuni sono morti: pace, stabilità, allargamento all’area balcanica, dialogo, tolleranza. Tutti elementi che servono a pacificare i
territori”. “Sono le ore del G20 – ha ancora aggiunto Serracchiani – e dice bene Erdogan quando sostiene che ‘siamo stati colpiti tutti’, quindi bisogna avere una reazione importante”.
“Di fronte a fatti così gravi, accanto al dolore e all’incredulità dobbiamo tutti trovare la forza di gridare no al terrorismo e a ogni forma di intolleranza
e fanatismo”, lo ha afferma il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. “È un nuovo duro colpo non solo alla Francia – aggiunge – ma all’Europa intera, che sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia. Per questo credo che anche un territorio piccolo ma particolare come il nostro, che ha fatto della pace, della convivenza e del dialogo la propria bandiera, debba fare sentire la sua voce, esprimendo non solo la vicinanza a chi è stato direttamente colpito, ma la ferma condanna a chi usando la violenza ed il terrore cerca di minare le basi della nostra democrazia e dei valori in cui crediamo. A quanti si riconoscono nella religione islamica e rifiutano ogni forma di estremismo e violenza – conclude Rossi – rivolgiamo un appello affinché facciano sentire con forza la loro voce e sappiano isolare qualsiasi piccolo germoglio di fanatismo perché il seme della distruzione e della pazzia non trovi mai più alcun terreno disposto ad accoglierlo”.
Anche Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher si è dichiarato “estremamente choccato. Si tratta – ha detto – di un attacco all’Europa e alla libertà. Noi difenderemo i valori della democrazia”. E Commentando gli attacchi terroristici a Parigi, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, ha parlato di “brutale attacco al nostro ordine democratico, che siamo chiamati a difendere in maniera chiara e forte, ma senza reazioni avventate”. Riferendosi poi alle recenti indagini che hanno coinvolto anche la Provincia di Bolzano, Kompatscher ha spiegato che “il solo pensiero che in Alto Adige vi siano persone che pianificano attacchi terroristici di questo genere rende il tutto ancora più drammatico”. In conclusione, il Presidente ha poi espresso alle vittime, ai loro parenti e a tutta la popolazione francese, la “massima solidarietà e vicinanza. L’Europa dovrà rispondere in maniera unitaria a queste violenze, ma il terrore non potrà sconfiggere la libertà”.
“I cittadini dell’Emilia-Romagna si stringono a tutti i francesi, ai parenti delle vittime, ai feriti in un abbraccio solidale per quello che è realmente, come è stato definito, un attacco all’umanità”, Così il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo i fatti di Parigi. “Sono sgomento ma anche convinto che sia necessario proteggere con fermezza la nostra democrazia e i princìpi irrinunciabili su cui si fonda, gli stessi che sono stati attaccati con ferocia in queste ore”.
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