Mafia Capitale, 41 “bocciati” e 23 parti civili

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap436Ventitrè promossi e quarantuno bocciati. La prima decisione della X sezione del Tribunale, sulle parti civili ammesse nel processo “Mafia Capitale”, ha già suscitato un mare di polemiche. Tra gli esclusi vi sono storiche associazioni dei consumatori come Codacons, Codici, Movimento difesa del cittadino, Assoconsum e Confconsumatori. Tali enti «si limitano soltanto a ipotizzare un danno generico – si legge nell’ordinanza – assumendo apoditticamente che il cittadino avrebbe beneficiato di un servizio di qualità inferiore a quello erogabile in altre condizioni». Tra i grandi esclusi c’è anche Legambiente, perché, secondo i giudici, non è stato precisato «quali specifici danni siano configurabili all’ambiente in conseguenza delle condotte addebitate». Stesso discorso per gli enti a tutela del fenomeno migratorio e alcune associazioni antiracket. Per quanto riguarda la Camera di Commercio di Roma e Confindustria, non sono state ammesse come parti civili perché «non hanno prospettato alcun danno specifico», ma si sono limitate a contestare la violazione dei principi di libertà di inziativa economica e di libera concorrenza. C’è poi il caso dell’associazione Oikos, eslusa perché «non è stato nemmeno prodotto lo statuto», dell’associazione First, che si occupa di enogastronomia: per i giudici «i fini statutari rendono evidente l’assenza di pregiudizio derivante dai fatti contestati» e della cooperativa Capodarco, il cui rappresentante legale risulta indagato. Restano fuori dal processo anche deputati e consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, come Roberta Lombardi e Marcello De Vito, e il presidente dei radicali italiani, nonché consigliere capitolino, Riccardo Magi. «Per i singoli che hanno avanzato richiesta come membri del Parlamento va ricordato che la legittimazione processuale spetterebbe all’ente – si legge nell’ordinanza – mentre per quelli che hanno avanzato richieste quali membri di consigli comunali o municipali, la richiesta di costituzione del Comune deve ritenersi assorbente». Bocciate anche le istanze proposte da 24 cittadini romani, 37 rom residenti nel campo di Castel Romano e alcuni rifugiati. La posizione del Tribunale è chiara: «debbono essere escluse – eccezion fatta per il Consorzio Castelporziano 98 – le persone fisiche (cittadini romani, stranieri ospitati nei centri di accoglienza, nomadi accolti nei campi loro destinati) le quali non fanno valere una specifica pretesa, ma prospettano lesioni generiche, frutta di indeterminata cattiva gestione della res publica». Saranno invece parti civili nel processo “Mafia Capitale”: Comune di Roma, Regione Lazio, Ministero dell’Interno, Comune di Sant’Oreste, Ama, Eur spa, Pd, Cittadinanzattiva, Libera, le amministrazioni giudiziare delle società sequestrate e altri 13 enti. Per il Pd, i giudici hanno specificato che «la legittimazione va limitata, con riferimento al danno morale, nei confronti dei soli imputati iscritti o presenti nelle liste del partito». «Propongo che ogni risarcimento dei danni morali e materiali che verranno riconosciuti vada alle scuole romane, perché le ragazze e i ragazzi siano il primo presidio di legalità», ha scritto su Facebook Ignazio Marino, commentando l’ammissione del Campidoglio come parte civile.

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