Delitto di Ancona, analisi del telefonino affidata allo stesso perito del caso Yara

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap445ANCONA – È stato affidato all’ing. Giuseppe Dezzani, lo stesso esperto informatico incaricato nelle inchieste per gli omicidi di Yara Gambirasio e di Elena Ceste, e per il naufragio della Costa Concordia, il compito di eseguire una perizia sul telefonino e i pc sequestrati nell’inchiesta sul delitto attribuito ai due fidanzatini di Ancona. I dispositivi appartengono alla sedicenne, arrestata con il fidanzato Antonio Tagliata per l’assassinio della madre di lei, Roberta Pierini, e per il tentato omicidio del padre, Fabio Giacconi, ricoverato in condizioni disperate in ospedale. I due adulti erano ‘colpevolì di ostacolare la loro relazione.

Oggi, presso il Comando provinciale dell’Arma, su richiesta del pm Andrea Laurino e del procuratore dei minori Giovanna Lebboroni, è stato formalizzato l’incarico a Dezzani come atto irripetibile. Consulente di parte per la difesa della ragazza, rappresentata dall’avv. Paolo Sfrappini, è l’analista forense Luca Russo. Con il suo team torinese, Dezzani analizzerà tutti i dispositivi elettronici individuati dagli investigatori tentando di scoprirne i segreti: chiamate, sms, messaggi whatsapp e sui social network, memorie.

Lo scopo è chiarire i retroscena del delitto di via Crivelli, ed acquisire nuovi elementi sul ruolo avuto dalla minorenne, sulla fuga dei due ragazzi a piedi e poi in autobus verso Falconara, fino all’arrivo dei carabinieri. Non è stato ancora ritrovato, invece, il cellulare di Antonio, reo confesso del delitto, compiuto con una pistola calibro 9×21 gettata poi in un cassonetto e fatta ritrovare da lui stesso. Dopo l’arresto, Tagliata aveva guidato i militari perchè potessero recuperare l’arma, gli 86 proiettili a corredo, il giubbotto gettato via con gli occhiali.

Era stata trovata anche una batteria compatibile con il cellulare del diciottenne, ma non è certo che sia quella giusta. Stamani il giovane è stato sentito nel carcere di Camerino, dove sconta la custodia cautelare, dal procurate minorile Giovanna Lebboroni. La sedicenne è detenuta nell’istituto di pena minorile di Napoli e oggi, per la prima volta, ha ricevuto la visita di alcuni familiari autorizzati dal magistrato: altri parenti li incontrerà il 22 novembre, giorno in cui compirà i 16 anni.

Non è escluso che anche il pm Laurino possa prossimamente recarsi in Campania per sentirla. Gli inquirenti sono già in possesso dei tabulati delle telefonate fatte dai telefoni dei ragazzi (anche tra di loro) che aiuteranno a ricostruire gli attimi drammatici precedenti e successivi alla sparatoria: dalla successione e dal tipo di chiamate, insieme ai risultati degli altri esami scientifici in via di espletamento, si attendono ulteriori elementi utili per l’indagine.

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