«Amianto, operaio sapeva di non avere scampo: Ansaldo paghi i parenti»

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap468Genova – Giorgio C. aveva 72 anni, quando morì per mesotelioma, ma fra i trenta e i cinquanta aveva fatto il calderaio nello stabilimento Ansaldo di Sampierdarena. E la sua tragedia, dice oggi il tribunale di Genova, va addebitata al lavoro: per questo il giudice Giuliana Melandri ha stabilito che Ansaldo Energia paghi oltre seicentomila euro di risarcimento ai familiari. Con un aspetto da rimarcare: anche la consapevolezza di avere un male incurabile nel 100% dei casi, dev’essere riconosciuta come una componente a sé stante del danno complessivo. È vero che c’erano già state, negli ultimi anni, sentenze di questo tipo per la morte di operai che avevano lavorato aziende “storiche” del capoluogo ligure. E però il recente provvedimento rappresenta uno dei risarcimenti record imposti ad Ansaldo, arrivando in un momento nel quale i dati del registro mesoteliomi per la Liguriacertificano come nel capoluogo ligure ogni anno muoiano venti persone per i postumi del lavoro svolto a stretto contatto con le fibre di asbesto.

Non ha avuto dubbi, il giudice, nel quantificare la cifra da corrispondere alla famiglia di Giorgio C. (assistita dall’avvocato Barbara Storace): «Nel reparto caldereria – scrive – venivano svolte varie lavorazioni dei manufatti per la cui coibentazione si utilizzava l’amianto sottoforma di trecce, fogli, lastre, bende, cuscini, materassine». E senza dimenticare che sempre l’amianto «veniva normalmente acquistato e conservato».

Ma davvero Ansaldo poteva proteggere di più i suoi uomini? «Il datore di lavoro avrebbe dovuto dimostrare di aver adottato tutti gli accorgimenti e i presidi preventivi imposti dalla legge all’epoca vigente per evitare, con una probabilità logica prossima alla certezza, l’insorgere della patologia e il conseguente decesso». È soprattutto il seguito a risultarefondamentale: «Sul piano della normativa, all’epoca dei fatti, l’utilizzo dell’amianto quale materiale refrattario al calore non era vietato». Però: «Esistevano già prescrizioni di prevenzione delle malattie professionali». L’amianto sarebbe finto fuorilegge dopo. Ma Ansaldo doveva comunque fare di più. Per questo, ora, deve pagare seicentomila euro.

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