Napoli, sfida per il Comune. Monti: «Sono pronto a lavorare per la città»

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap504Secondo molti è lui il ”papa straniero”, il buon nome che il premier e segretario del Pd Matteo Renzi sarebbe pronto a spendere a Napoli, per mandare all’aria le primarie, per portare una ventata nuova nella Campania altrimenti affidata all’eterno duopolio De Luca-Bassolino, per provare a strappare Palazzo San Giacomo alla riconferma di de Magistris e alle mire dei grillini. Ecco Riccardo Monti, 45 anni: una laurea in Economia e commercio alla Federico II prima che partisse alla conquista del mondo con una serie molteplice di titoli e di importanti esperienze professionali che lo hanno condotto tre anni fa al vertice dell’Ice, cioè all’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Sulla sua discesa in campo per il Pd, Monti risponde: «Sinceramente non ci ho riflettuto sopra. Personalmente non sono mai stato militante di nessun partito, ma non escludo che possa arrivare il momento di fare qualcosa del genere qualora ce ne fossero le condizioni. Da molti anni mi chiedo cosa potrei fare di più per la mia città».

Ma se qualcuno da Palazzo Chigi glielo chiedesse forse le cose potrebbero cambiare. «Non la facciamo così facile. Però sono convinto che si possa fare molto: Napoli è piena di risorse, è ricca di uomini e donne dalle grandi potenzialità. Penso a tanti imprenditori, professionisti, accademici, sacerdoti. Spesso energie poco coese».

Su Bassolino: «Leggo il suo ritorno più come frutto di una rivalsa personale, dal punto di vista umano anche comprensibile, anziché l’esito di un’analisi politica approfondita. Eppure, senza esprimermi sulle grandi responsabilità politiche che comunque ci sono state, è vero che Bassolino è stato sindaco e governatore con ampi poteri in tantissima anni nei quali a Napoli e in Campania c’è stata abbondanza di risorse. E che in tutti quegli anni la città ha purtroppo fatto grandi passi indietro».

Infine una chiosa su Bagnoli, Napoli Est, il centro storico.«Inevitabilmente sono questi i temi dai quali ripartire. La rinascita urbanistica è fondamentale. Pensiamo a quello che è accaduto a Barcellona, a Manchester, a Marsiglia. Tutte le storie di successo di rinascita cittadine sono partite da 2 o 3 grandi progetti collegati a investimenti importanti. Mi sembra anche che il programma di utilizzo dei fondi europei messo a punto dalla giunta De Luca vada in questa direzione. Pochi grandi progetti su cui bisognerà coinvolgere grandi operatori internazionali per avere successo. Però la prima cosa che questi grandi progetti possono dare è il senso della possibilità. I napoletani devono ritrovare la speranza che le cose si possono fare. Dopo oltre venti anni di drammatico immobilismo».

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