Urgente Riforma del sistema del credito

a cura del Prof. Giuseppe Catapanogiucatap298

Per il premier italiano, Matteo Renzi “la riforma del sistema del credito è quanto mai urgente”. Lo ha detto all’Accademia dei Lincei, difendendo e rilanciando, come al solito, il pacchetto di riforme varate dal governo. “Una necessità comprovata come abbiamo visto non solo nelle ultime ore ma nell’ultimo anno, con la riforma delle Popolari”, ha aggiunto.
Renzi, come ha ormai abituato la platea, ha esternato su moltissimi temi. Ovvio, quindi un passaggio sull’allarme terrorismo “E’ vero che ci sono disagi e minacce gravi, ma era lo stesso per la generazione di 20 anni fa, che viveva le stragi di mafia, o per quella di 40 anni fa, quando c’era il terrorismo interno”, ha detto il premier, aggiungendo che “l’Italia e il mondo vivono una stagione complessa, ma anche molto affascinante”.
E quindi l’europa, altro evergreen dell’arte retorica di Renzi. “Negli ultimi anni l’Europa ha accettato di ridurre le proprie ambizioni, giocando sulla sua dimensione burocratica e poco su quella politica”, ha sostenuto per poi aggingere che “nel passato la classe politica italiana ha pensato di usare l’Europa per farsi dire cosa fare a casa in modo da vincere le resistenze interne. Questo è stato un errore clamoroso: in questo modo invece di usare l’Europa si sono fatti usare dall’Europa”. E poi una riflessione: Le elezioni presidenziali francesi del 2017 rappresenteranno tutto il tema della discussione del prossimo anno in Europa. Anche il dibattito sull’uscita della Gran Bretagna dipenderà dal dibattito sulle elezioni in Francia”. Renzi ha detto, sottolineando “la rilevanza della sfida che oggi si pone la politica francese”.
“Riflettere sulla nostra identità è una questione politica, è per questo che la stagione che viviamo è particolarmente interessante”, ha sottolineato Matteo Renzi, ricordando che “per la mia parte politica per molto tempo l’identità è stata vista come opposta all’integrazione, ma secondo me non c’e’ nessun contrasto”.
Un Renzi come al solito ottimista che affronta i tempi economici. “L’Italia esce da tre anni di crisi, di segno meno, poi che cresca quest’anno dello 0,8% e dell’1% il prossimo anno è una questione secondaria rispetto al fatto che è uscita dalla recessione”.
“Ieri l’Inps ha dato dei dato straordinari, 400.000 posti di lavoro a tempo indeterminato nel 2015”, sono le parole del presidente del consiglio. “E’ la dimostrazione che l’Italia si sta riprendendo il futuro”.

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