Bimbo morto, ostetriche condannate

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap576In pochi istanti il giorno più bello della loro vita si era trasformato nel peggiore degli incubi. Quel bambino atteso per nove mesi, è infatti morto poco dopo essere venuto al mondo. Una tragedia avvenuta all’ospedale Santo Spirito. Un dramma che secondo la procura si sarebbe potuto evitare se le due ostetriche alle quali era stata affidata la paziente avessero agito correttamente. Ieri i giudici del Tribunale di piazzale Clodio non hanno avuto dubbi: Barbara D. C. e Silvana N. hanno commesso un omicidio colposo. Le due sono state condannate a scontare rispettivamente 4 e 6 mesi di reclusione. Era novembre del 2008 quando la signora Roberta, dopo aver scoperto di essere incinta si era rivolta a un ginecologo. Un medico che aveva seguito la gestazione in ogni fase, anche durante i periodi più difficoltosi, come nel giugno del 2009, quando la futura mamma era stata ricoverata per alcuni problemi e poi dimessa. Nel mese di luglio il dottore, prima di partire per le ferie rassicurò la coppia: «Nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Santo spirito vi seguiranno con la dovuta diligenza e professionalità». Alla 40esima settimana di gestazione la donna era stata nuovamente ricoverata a causa di alcune contrazioni. «Veniamo comunque mandati a casa con il solo tracciato firmato dal medico di guardia – si legge nella denuncia – non accompagnato dal foglio di valutazione» . Si arriva così alle 17,30 del 27 luglio, quando si rompono le acque. Vengono eseguiti i primi esami e il tracciato conferma la contrazione in atto. Il marito di Silvana parla con i medici. «La signora va solo monitorata», spiega un dottore. Erano le 18,30 quando la signora Silvana venne visitata per l’ultima volta da un medico. «Non vi è mai stato un contatto con altri ginecologi se non circa 20 minuti prima del parto», continua la denuncia. Alle 8 di sera inizia l’incubo. Le ostetriche si avvicendano. «Le contrazioni si fanno più frequenti e dolorose nonostante l’iniezione di un leggero analgesico». «I dolori continuano ad essere fortissimi (…) e cado in uno stato di semi incoscienza». «Il tremore è talmente forte – racconta la vittima – che sobbalzo dal letto mentre mio marito è costretto a tenermi ferma». Il parto non è semplice e le ostetriche rimproverano la donna perché non spinge adeguatamente. Dopo alcune manovre «all’1,50 nasce (Marco ndr) praticamente morto». Secondo la procura la morte del piccolo sarebbe potuta essere evitata se le ostetriche, dopo aver visto le irregolarità nei diversi tracciati, avessero allertato i dottori. Per questo motivo, le imputate sono state condannate. Non è stata riscontrata invece alcuna responsabilità nei confronti della coop Nuova Sair, la società per la quale lavorava una delle due ostetriche. «Siamo soddisfatti – afferma i penalista Salvatore Sciullo – il giudice ha accolto le nostre richieste in quanto nel corso dell’istruttoria non è stato dimostrato il coinvolgimento della cooperativa Nuova Sair».

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