Donne morte di parto, gli ispettori rilevano criticità in 3 ospedali

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap593Si sono rilevate criticità in tre ospedali dove si sono verificatigli ultimi casi di donne incita morte di parto insieme ai loro bambini. Sono i risultati preliminari del rapporto della task force istituita dal Ministero della Salute per indagare sui decessi.

La relazione preliminare

I problemi riguardano in particolare le tre donne morte rispettivamente negli Spedali Civili di Brescia, all’Ospedale G. Fracastoro di San Bonifacio (nel veronese) e all’Ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa. Solo il caso del Sant’Anna di Torino, dove sono morte Angela Nesta e la piccola Elisa, «non sembra presentare, allo stato attuale delle conoscenze – si legge – , elementi di inappropriatezza, relativamente alla gestione ospedaliera».

I problemi da risolvere

Nel complesso le criticità sono state rilevate in aspetti di carattere organizzativo, clinico e nella comunicazione ai familiari sull’esito delle cure. Gli ispettori sottolineano la necessità che siano resi disponibili protocolli diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per la selezione delle donne da avviare al parto indotto e per la gestione delle donne con agitazione psico-motoria in pre-partum. Un ulteriore aspetto da considerare – scrivono nella relazione – è l’integrazione tra l’ospedale e il territorio per la gestione delle donne con indice di massa corporea elevato e con significativo aumento di peso in gravidanza.

I singoli casi

In merito al decesso di Giovanna Lazzari, all’ottavo mese di gravidanza, il 31 dicembre nel Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia, l’esame della documentazione ha mostrato alcuni aspetti di criticità «sia di carattere organizzativo, sia clinico». Gli ispettori parlano della necessità di migliorare la valutazione delle condizioni di rischio delle infezioni e il trattamento della sepsi.
In merito al caso di Marta Lazzarin, deceduta il 29 dicembre all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa, giunta alla ventisettesima settimana, si legge che non è stata adeguata «la gestione dell’emergenza, su un piano comunicativo, creando forse delle aspettative nei familiari sull’esito delle cure. Da sottolineare anche la non adeguata gestione del dolore. Per quanto – dichiarano gli ispettori – è stata somministrata terapia antibiotica iniziale appropriata al quadro di infezione sospettato».
Infine, in merito al caso di Anna Massignan, presso l’Ospedale G. Fracastoro di San Bonifacio «emergono alcuni aspetti di carattere organizzativo e clinico».

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