Prozac per combattere la sindrome di Down, test a Napoli

A cura di: Giuseppe Catapano

Prozac per combattere la sindrome di Down, test a Napoli

Il Prozac, farmaco antidepressivo, per combattere i sintomi della sindrome di Down? A riferirlo la rivista del Mit Technology Review, che parla di un primo test del farmaco in quest’ambito da parte dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas. Ma anche in Italia si proverà a percorrere questa strada, anche se in condizioni differenti. Si parte con una fase sperimentale e si parte da Napoli.

Nello studio texano saranno reclutate 21 donne incinte al cui bimbo è stata diagnosticata la sindrome, a 14 delle quali verrà dato il farmaco già durante la gestazione. Attualmente, afferma la rivista, si stima che negli Usa 200 bambini con la trisomia stiano ricevendo il farmaco, anche se non c’è ancora stato nessun test sull’uomo che ne confermi le proprietà. A suggerire la possibilità che il Prozac, o meglio il suo principio attivo fluoxetina, possa avere un effetto sulla sindrome è stato uno studio italiano su topi da laboratorio pubblicato nel 2014 dalla rivista Brain.

«Abbiamo pensato a- spiega Renata Bartesaghi, del Dipartimento di scienze  biomediche e neuromotorie dell’università di Bologna, che ha firmato lo studio – che la fluoxetina, che inibisce la ricaptazione della serotonina mantenendola nel cervello, potesse dare benefici. Sui topi – continua l’epserta – l’esperimento è riuscito, portando a un aumento dei neuroni e a un miglioramento delle capacità cognitive. La dimostrazione che il Prozac possa funzionare anche sugli uomini è però ancora lontana – sottolinea – Non è detto che nell’uomo l’effetto sia lo stesso, e fino alla dimostrazione non si possono illudere le famiglie. Stiamo per iniziare a Napoli un test su bambini tra i 5 e i 10 anni, che riceveranno la dose di Prozac permessa a questa età, e speriamo di avere delle prime indicazioni».

L’esperimento italiano sarà diverso da quello statunitense, dove il farmaco verrà dato già durante la gravidanza. «E’ un approccio che suscita un pò di perplessità, anche perchè le dosi utilizzate saranno molto più alte ma ovviamente – auspica ka Bartesaghi – tutti speriamo che abbia successo».

 

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