Nutrie, secca replica della Regione: “Il problema è ancora del Comune”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap676Ravenna, 27 gennaio 2016 – «Le nutrie? Ci deve pensare il Comune». La Regione replica punto per punto alle affermazioni dell’assessore all’Ambiente, Guido Guerrieri, sul controllo di questi roditori. «Siamo in posizione di stallo – ha dichiarato ieri al Carlino, Guerrieri – è un problema serio in molte aree, ma finché la Regione non detta le linee guida siamo fermi».

Ma l’assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli non ci sta e spiega: «Credo che siano poche le Regioni che hanno agito con la stessa tempestività. Resta il fatto che le competenze in materia sono, per effetto di un provvedimento nazionale, passate ai Comuni». Dopo che con una legge nazionale dell’estate 2014 le nutrie sono state classificate come animali infestanti (al pari di ratti e topi) e non più come fauna selvatica – fa sapere Bologna – il compito di redigere e attuare i piani di controllo è in capo ai Comuni.

«Nonostante ciò la Regione si è prontamente attivata e ha emanato lo scorso maggio delle Linee Guida, tuttora vigenti, approvate anche dall’Ispra, con le indicazioni necessarie per la redazione dei Piani comunali. Se alcune amministrazioni non hanno redatto i Piani o hanno smesso di attuarli, ciò non può essere imputato alla Regione» aggiuge l’assessore regionale. Il Collegato ambientale alla legge di Stabilità rappresenta un’importante novità perché, pur mantenendo la classificazione dei roditori come animali infestanti, dà alle Regioni la possibilità di redigere Piani regionali che permettano un’azione più organica. «Il Collegato, giova ricordarlo, entrerà in vigore il 2 febbraio prossimo e stiamo già lavorando al Piano emiliano-romagnolo. Proprio perché non ci siano vuoti normativi – conclude Caselli – abbiamo emanato il 25 gennaio una delibera ampiamente preannunciata pubblicamente nei giorni scorsi, che, per garantire la continuità di gestione, stabilisce che fino all’adozione del Piano regionale restano in vigore i Piani comunali, che devono quindi continuare a essere attuati».

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