Virus Zika, allarme rosso dell’Oms. “Si diffonde in modo esplosivo”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap706Roma – UNA BOMBA biologica bussa alle porte dell’Europa. Si tratta del virus Zika, ultimo arrivato tra i killer silenziosi del nuovo millennio. Non esiste vaccino, le donne in stato interessante sono le più esposte. In Brasile, secondo le statistiche, ha già compromesso più di quattromila gravidanze causando nei neonati casi di sospetta microcefalia, cranio piccolo in proporzione al resto del corpo. L’epidemia si propaga in maniera esplosiva, afferma Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha convocato un vertice d’emergenza. In America Latina tre milioni di persone potrebbero contrarre la febbre. Nel Salvador le autorità hanno chiesto alle coppie di rinviare di due anni eventuali gravidanze, idem in Colombia dove si consiglia agli sposi di aspettare fino a luglio prima di concepire un figlio. Seguendo le rotte degli aerei e il turismo internazionale, il virus veicolato da punture di zanzare si propaga nel resto del mondo. E in Italia cosa accade?

IL MINISTERO della salute ha inviato alle Regioni e agli enti collegati una nuova circolare per il controllo delle infezioni da virus Zika. Le raccomandazioni sono rivolte a chi rientra dalle nazioni a rischio, con avvisi in corrispondenza dei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti aperti al traffico internazionale). Le misure di protezione individuale mirano a prevenire le punture di zanzara, e prevedono cautele nei confronti delle donne in gravidanza o in età fertile. Sebbene l’Oms non abbia limitato i viaggi nelle aree dove il virus è endemico, si sconsiglia il turismo in quelle località, con particolare attenzione nei confronti di persone con problemi legati al sistema immunitario (terapie antitumorali, trapianti) e con malattie croniche respiratorie, cardiocircolatorie e metaboliche. Novità anche per i donatori di sangue che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi di infezione da virus Zika: i volontari dovranno sospendere gli appuntamenti nei centri trasfusionali per 28 giorni, una sorta di quarantena per accertare di essere indenni.

Per il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, gli infettivologi «hanno dimostrato che una possibile protezione si potrebbe ottenere inoculando nelle zanzare Aedes, diffuse nelle Americhe oltre che in varie zone dell’Asia e dell’Africa, una famiglia di batteri Wolbachia modificati in laboratorio. Dopo il trattamento, le zanzare non sono più capaci di trasmettere i virus della Dengue, della chikungunya e della febbre gialla». Scopo delle sperimentazioni «è quello di verificare se è possibile frenare la trasmissione anche per il controllo del virus Zika». Medici Senza Frontiere ha inserito il virus Zika nella top five delle piaghe più temibili, al pari di colera, malaria, morbillo e meningite. Il problema in Italia si pone con l’arrivo delle zanzare, sostiene Maria Paola Landini, docente universitaria componente del direttivo dei microbiologi italiani (Amcli). Se una persona tornata con il virus Zika viene punta da un insetto, questo insetto diventa portatore e può innescare un focolaio.
Zika è un virus scoperto in Uganda nel 1947 e collegato alla febbre gialla. La malattia nel 25% dei casi l’infezione decorre senza problemi, ha spiegato Antonio Chirianni, presidente della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit), altre volte provoca febbre, segni cutanei e congiuntivite. Al momento il problema più importante resta nei bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione in gravidanza.

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