Napoli, gruppo segreto su Fb 36 “dissidenti” espulsi da M5S

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap780Il Movimento 5 Stelle ha espulso i 36 iscritti accusati di aver preso parte a un gruppo segreto su Facebook, “Napoli Libera”. Secondo i responsabili del partito, avrebbero tentato di manipolare l’esito del Meet Up per la scelta dei candidati alle prossime elezioni comunali del capoluogo campano. Alcuni di loro, in precedenza sospesi, avevano protestato iniziando lo sciopero della fame.

La mail con la quale vengono espulsi, che era attesa entro la fine della settimana, è arrivata martedì sera.

Dalla sospensione, comunicata a tutti lo scorso 5 febbraio, sono trascorsi dieci giorni, un periodo durante il quale, in molti tra i sospesi hanno messo in atto lo sciopero della fame, chiedendo un incontro direttamente con i vertici del Movimento, bypassando il meet up e lo stesso Direttorio, colpevole, a loro avviso, di aver preso una “deriva autoritaria”.

Nel gruppo dei 36, in tre si erano proposti per la carica di sindaco (Roberto Ionta, Luca Capriello ed Elio D’Angelo). Gli altri, invece, per un posto nel Consiglio comunale di Napoli. Tutti fuori ma con la possibilità, volendo, di presentare ulteriori controdeduzioni per spiegare la propria posizione.

Difficile immaginare un cambio di rotta dello staff del blog di Beppe Grillo che ha deciso l’espulsione. Nella mail si legge infatti, che gli “incriminati” non hanno presentato appello contro il provvedimento di sospensione (ma gli interessati sostengono il contrario).

I dissidenti, nel corso di un sit in davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania avevano puntato il dito contro Roberto Fico, componente del Direttorio e responsabile dei Meet up. “Il suo silenzio non lo pone in una posizione di imparzialità – aveva denunciato Salvatore Cinque, da stasera espulso – Per la carica che ricopre, dovrebbe parlare prima della decisione dello staff”.

“Sono stati fatti fuori quelli che non erano allineati con il Meet up Napoli – è la posizione degli espulsi – quello non è più un posto dove poter esprimere liberamente le proprie opinioni”.

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