Segretaria uccisa: fermato l’ex amante

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap753Strangolata e gettata nel fiume Brenta da un terzetto malefico che ne ha inscenato l’allontanamento volontario. Alle diciannove di ieri pomeriggio il mistero legato alla scomparsa della segretaria di Albignasego, Isabella Noventa, piacente cinquantacinquenne di gran carattere, è stato svelato.

La donna è stata uccisa e per l’omicidio sono finiti in galera Freddy Sorgato, 45 anni, autotrasportatore, maestro di ballo e ciclista, la sorella di lui Debora e la compagna dell’uomo, la tabaccaia Emanuela Cacco. Fermati tutti e tre con le accuse di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Una confessione non c’è stata, solo parziali ammissioni. Il movente che si nasconde dietro la trama tutta «inglese» di questo giallo padovano è di carattere passionale. Isabella Noventa era una donna divorziata e senza figli, attraente e tosta. Finita nei guai insieme al fratello Paolo a causa dell’attività abusiva di lui che lavorava come odontoiatra senza averne i titoli ad Abignasego, intratteneva da quattro anni una relazione tempestosa con Freddy Sorgato. La relazione si era interrotta dopo una serie di messaggi minacciosi ricevuti da Isabella Noventa dal settembre 2013 all’anno successivo. Un’amica rimasta sconosciuta le rivelava le infedeltà del maestro di ballo. Storia interrotta tra litigi e reciproche recriminazioni ma lui non si era rassegnato e l’aveva fatta seguire da un investigatore privato. Si erano poi riavvicinati. Al momento della scomparsa della donna, avvenuta il 15 gennaio scorso, erano amici e amanti, sebbene lui avesse una compagna ufficiosa, Emanuela Cacco. La sera delle sparizione Isabella Noventa era uscita con Freddy Sorgato per andare a mangiare una pizza. Aveva lasciato la stufa di casa accesa, non si era portata dietro borsa né documenti. Freddy aveva dichiarato il giorno dopo di essere stato con lei fino a mezzanotte e mezza e di averla accopagnata fino a piazza Insurrezione, a Padova, dove lei gli aveva detto di dover incontrare un’amica. Quanto riferito da Sorgato aveva trovato riscontro. Di più: le telecamere di piazza dei Signori avevano ripreso una donna con il giubbino bianco indossato da Isabella attraversare a passo svelto la strada. Un mese di indagini e niente contro Freddy che, dopo essere tornato a casa, era andato a ballare con Emanuela Cacco. Tutto tornava, l’alibi era perfetto e l’ipotesi dell’allontanamento volontario non sembrava così remota dal momento che il 3 febbraio Isabella avrebbe dovuto affrontare un processo insieme al fratello.

Un mese di indagini, il passaporto di lei scomparso, quei «frame« che fotografavano una donna nel centro di Padova, l’ombra di una stalker: ingredienti che farcivano di ombre la scomparsa della segretaria. Senonché ieri si è avuta la svolta. La sera del 15 febbraio Manuela Cacco è stata messa sotto torchio e ha fatto qualche ammissione. Ha detto in sostanza che era lei la donna ripresa dalle telecamere, era lei ad aver finto di essere Isabella. Ieri notte, alle tre, i poliziotti hanno svegliato Freddy Sorgato e la sorella Debora, li hanno portati in questura e li hanno interrogati per dodici ore, separatamente. Alle diciannove di ieri sera il fermo.

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