«Colpa dei sindaci. Ma paghiamo noi»

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap826«Se parlo mi licenziano». Cinzia Marani non apre bocca, rispettando il ferreo regolamento del Campidoglio che vieta ai suoi dipendenti ogni interazione non autorizzata con gli organi di informazione.

Ma la sua voce rotta e i suoi sguardi raccontano che avrebbe tanto da dire, forse troppo.

Così, in silenzio, lascia che a parlare sia il suo avvocato, Giuseppe Lo Mastro, che l’ha seguita per tutta la prima parte del processo conclusosi a dicembre con la sua condanna di risarcimento per il caso Affittopoli. Secondo la sentenza della Corte dei conti è l’unica responsabile di un danno erariale di 180mila euro (ma ne sborserà 40mila). Paga – in tutti i sensi – per il caso dell’Assoforum 2007, una delle 195 associazioni che hanno ottenuto l’assegnazione di un immobile da parte del Comune di Roma, a cui non è mai stato fatto un regolare contratto d’affitto pur continuando a corrispondere “ad libitum” una «indennità d’uso» pari ad appena il 20% del canone di mercato. I magistrati contabili, esaminando nel caso dell’Assoforum i 6 anni (dal 2009 al 2015) in cui l’associazione ha militato presso l’appartamento di 100 mq a via Sabotino 4, alla modica cifra i 600 euro al mese, hanno ritenuto responsabile soltanto l’ex capo del Dipartimento Patrimonio, che aveva apposto la sua firma sull’ordinanza di assegnazione (dove compare anche quella dell’ex assessore al Patrimonio, Alfredo Antoniozzi) e non i dirigenti successivi che sono venuti dopo di lei. Segno che potrebbe essere proprio quel provvedimento, a cui non è seguita la regolarizzazione del contratto o la ripresa in possesso dell’immobile a determinare il danno erariale. Danno pari all’80% del canone mensile moltiplicato per i 6 anni durate i quali si è protratta l’anomalia.

«Ma se le assegnazioni sono di natura politica – si chiede l’avvocato – perché pagano (solo) i dirigenti?». Cinzia Marani guarda Lo Mastro e scuote leggermente la testa come a dire «ora ascoltate la mia verità».

«È chiaro a tutti – continua senza mezzi termini Lo Mastro – che ad assegnare quell’appartamento sia stato l’assessore Antoniozzi, che all’epoca aveva la delega al Patrimonio. Del resto tra i soci dell’Assoforum 2007 (di cui l’ex europarlamentare del Pdl Potito Salatto è presidente, ndr) c’erano anche un ex ministro della Repubblica e altri ex europarlamentari. Gente, in quell’associazione, che aveva un peso specifico tale per cui l’assessore non si poteva sottrarre dal firmare. D’altra parte una volta che l’assessore impone, come delegato del sindaco, di assegnare a quella determinata associazione l’immobile, crea problemi agli uffici amministrati che devono occuparsi della pratica. E non dico altro. In più, per definire il procedimento, oggettivamente 120 giorni non erano abbastanza, specie nel caos in cui si trova la struttura amministrativa (il tempo massimo di 4 mesi per la sottoscrizione di un regolare contratto di affitto è imposto dalla delibera 2012 del ’96)».

L’ORDINANZA SOSPETTA

Se non fosse scoppia Affittopoli l’Assoforum, come tante altre associazioni che oggi occupano immobili comunali assegnati con ordinanza, sarebbe rimasta in via Sabotino ben oltre 6 anni. «Ma evidentemente non è questo il punto – dice Lo Mastro, trovando l’approvazione della dirigente – Dobbiamo analizzare la sentenza. Secondo voi perché è stata condannata solo la dott.ssa Marani? Lei è andata via 10 giorni dopo la scadenza del termine, tra l’altro non perentorio, dei 120 giorni. La Marani potrebbe dire questo: «Io posso rispondere solo per quei 10 giorni. Scaduto il termine previsto posso giustificarmi dicendo che ero sommersa dal lavoro, dalle incombenze e non c’erano strumenti informatici adeguati per completare la pratica». Ma nel “limbo” dell’«indennità d’uso» l’Assoforum c’è rimasta 6 anni. «Perché allora non pagano anche i dirigenti che sono venuti dopo di lei?», insiste l’avvocato. «Forse perché hanno voluto colpirne uno per terrorizzarne cento». L’inchiesta dei pm contabili, ricordiamo, è però solo all’inizio. «INTRALLAZZO POLITICO»

Il dubbio, d’altronde, è che la Corte dei Conti possa non avere gli strumenti per tirare in ballo anche la politica. Si tratta infatti di atti che devono essere vagliati dai dirigenti, mentre gli assessori danno solo degli indirizzi. Eppure, secondo Lo Mastro, potrebbe non essere così. «La lettura dei fatti che dà la Corte dei Conti, è miope e parziale». Dunque, la responsabilità dei politici in questa storia sarebbe riconducibile a una mera questione di «mancato controllo – spiega Lo Mastro – Se tutti dovevano controllare – precisa – allora la magistratura dovrebbe coinvolgere tutti. L’assessore, che in prima battuta ha deciso che l’immobile doveva essere assegnato in via provvisoria all’Assoforum, perché non ha verificato che l’iter amministrativo fosse completato regolarmente? Si è tirato fuori punto e basta? Com’è andata veramente?. Glielo dico io come sono andate le cose. Il sistema politico prima si auto-assegna i locali, e poi se ne frega, perché sa bene che una volta occupato l’immobile non sarà certo la stessa politica a cacciare eventuali morosi o irregolari. Su certe cose i partiti non si fanno la guerra anche se cambia il colore politico dell’Amministrazione. Tanto si sa che il Cambia colore politico. È questo il sistema». DIRIGENTI «TERRORIZZATI »

E non finisce qui. Perché Cinzia Marani farà appello. «Il lavoro svolto dalla Sezione della Corte dei Conti per arrivare a questa sentenza è assolutamente sciatto e pericoloso. Così si rischia di terrorizzare i dirigenti che hanno già dovuto obbedire ai capricci della politica».

Cinzia Marani ora si sente un capro espiatorio. La sentenza Assoforum farà scuola. A pagare, per altri casi, potrebbero essere altri dirigenti e funzionari del Comune. E la politica, che in questi anni ha regalato immobili alle onlus amiche contravvenendo alle regole? Sindaci e assessori risponderanno dello scandalo Affittopoli? Cinzia Marani abbassa gli occhi, annuisce, sorride amaramente. I suoi colleghi tremano, i politici voltano le spalle.

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