Incendio doloso da «Celestina» ristorante dei vip

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap825Ore 6.40: bruciano le vetrine del noto ristorante “Celestina”, in zona Parioli. È stata la mano di un attentatore ad appiccare l’incendio. In strada è stata trovata una tanica con all’interno del liquido infiammabile. Le lingue di fuoco hanno annerito le vetrine e i muri del locale. Sul posto la polizia del Commissariato Villa Glori e i vigili del fuoco. Gli investigatori stanno aspettando di vedere le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati dagli esercizi commerciali nell’area. Potrebbero aver inquadrato la scena dello sconosciuto che innesca il rogo. Ma è una possibilità. I poliziotti non sono convinti che il responsabile sia finito in quei fotogrammi. Il ristorante ha appena cambiato gestione. Esattamente da lunedì scorso. E da due giorni le serrande sono abbassate. Il nuovo gestore ha detto che non ha mai ricevuto minacce. E lo stesso ripete il vecchio proprietario, la moglie di Stefano Massimi, imprenditore già legato a Marco Iannilli: commercialista finito nell’inchiesta Mafia Capitale, vecchia conoscenza di Massimo Carminati e del ras delle coop Salvatore Buzzi, considerati braccio muscolare e mente della presunta organizzazione criminale.

Quindi rimbalza la domanda: qual è il movente dell’attentato? Stando a una prima ricostruzione, gli investigatori ritengono che il gesto abbia l’aria di un avvertimento. Ma rivolto a chi, a vecchio o nuovo titolare del locale? Le ipotesi di biforcano e lo scenario cambia. A determinare il verso potrebbero essere gli indizi di questa vicenda. Il primo è l’eseguità del danno. Di solito chi fa queste cose non si limita a scurire le vetrine e basta. Provoca un incendio capace di causare danni maggiori, ben più evidenti e ingenti. Il secondo è legato all’orario. Le 6.40 di mattina sono ore “pericolose”. Non c’è il buio della notte. Le auto circolano in strada, edicole e bar sono aperti ed è facile incontrare qualcuno sul marciapiede. Il che potrebbe indurre a pensare che chi ha commesso l’attentato o è un “principiante” che non pensa molto agli imprevisti che potrebbero capitargli. Oppure si tratta di persona talmente sicura di sé che non si preoccupa affatto delle possibili conseguenze. Anzi, se capitano è pronto a risolverle con la stessa sfacciataggine che ha firmato il gesto.

Si sono incrociate le inchieste Mafia Capitale e abusivismo a viale Parioli. Il gancio è stato proprio il ristorante Celestina. Stefano Massimi, è risultato imprenditore già legato a Marco Iannilli, per il quale lavorava nella Arc Trade, società coinvolta nell’inchiesta sugli appalti Enav e riconducibile a Massimo Carminati, e di cui Iannilli sarebbe solo una prestanome. E forse non sarà un caso se sia la signora Serafini, residente in viale Parioli e l’ex consigliere municipale, Massimo Inches, che tra il 2010 e il 2011 denunciarono gli abusi e l’immobilismo dell’amministrazione Municipale, subirono in quel periodo anche minacce di morte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: