Soffocata a 7 mesi. Sospetti sulla madre

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap840«Sono proprio esasperata perché Marianna non mi fa dormire la notte. Non so come fare per questo». Il presagio del dramma dietro lo sfogo durante la pausa caffé. Se solo avesse capito quanta sofferenza c’era mentre accoglieva la confidenza della collega, ora forse, la piccola Marianna, 7 mesi, soffocata con un cuscino dalla madre – questo è il sospetto degli inquirenti – sfinita da troppe notti in bianco, sarebbe ancora a sgambettare nella sua culla.

Ma di rammarichi è lastricata la via dell’inferno. Quello dove è precipitata in un attimo una delle famiglie più note e benvolute di Cosenza. Lei, Giovanna Leonetti, 37 anni, biologa in un laboratorio di analisi della città. Lui, Francesco Luberto, stimato avvocato. Ma l’arrivo della piccola Marianna, la primogenita, desiderata, avrebbe invece infranto la perfezione. Con la nascita della piccina, infatti, secondo quanto raccontato dagli amici, la biologa, come può accadere alle neomamme, sarebbe caduta in depressione.

Il comando provinciale dei carabinieri sta verificando se è stata lei a premere un cuscino sulla faccina della figlia. I militari hanno fatto il sopralluogo in casa, uno stabile a tre piani in via Molinella, traversa di corso Mazzini, salotto di Cosenza, rilevando gli elementi di interesse investigativo consegnati alla Procura della Repubblica di Cosenza che coordina le indagini. Non ci sono provvedimenti della magistratura. Anche se ieri sera, secondo fonti investigative, sarà emesso un fermo di polizia giudiziaria per Giovanna Leonetti.

Di certo c’è solo che, ieri mattina, la mamma e la bambina si trovavano al piano terreno. Al terzo c’erano la nonna con la badante. Quando si sarebbe resa conto di quello che era accaduto la madre della piccola ha ingerito un flacone di barbiturici. Ora è piantonata all’ospedale dell’Annunziata.

L’ipotesi di una depressione post-partum è avvalorata anche dagli amici della coppia, che si dichiarano però increduli di fronte a ciò che potrebbe essere successo. «Non ci posso credere – ha raccontato un’amica di famiglia -. So che all’inizio aveva preso male la nascita della bambina ma sembrava stesse meglio». Alcuni conoscenti poi hanno descritto la donna come molto stanca nel sopportare il carico tra l’impegno di crescere la bimba, che piangeva spesso e non le dava tregua la notte, e il suo lavoro.

 Una prima ricostruzione vuole che a trovare la bambina sia stato il padre al suo rientro a casa, verso l’ora di pranzo, alle ore 13. Sarebbe stato lui a chiamare il 118. L’uomo si è poi reso conto che la moglie era accasciata su una poltrona, colta da malore, ed a terra, c’era una confezione vuota di barbiturici. Il padre della bambina ha portato quindi la moglie in ospedale, piantonata dai carabinieri, in attesa che la sua posizione venga valutata anche sulla base delle decisioni che saranno prese dalla Procura della Repubblica.

Quello che è accaduto in casa sabato mattina riporta alla mente Cogne, anche in quel caso tutto sarebbe accaduto al risveglio. La bambina potrebbe essersi messa a piangere, come fanno i neonati per attirare le cure della madre, l’ipotesi. La donna, forse provata dall’ennesima notte trascorsa senza chiudere occhio, avrebbe premuto il cuscino sulla faccia della sua bambina, soffocandola nella sua culla. Poi avrebbe chiamato la madre. E successivamente, accasciatasi sulla poltrona, avrebbe ingerito i barbiturici. Nel frattempo la nonna avrebbe avvisato i familiari. Nella telefonata al 118 si chiede l’intervento per una bambina che non respirava bene. Quando è arrivata l’ambulanza i sanitari non hanno potuto fare nulla altro. La bimba è arrivata comunque in ospedale. Dove è stata portata anche la madre in stato confusionale, sottoposta a lavanda gastrica, si salverà. È piantonata dai carabinieri in corsia.

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