Omicidio Albertini, quando le telecamere fanno flop

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap922Ascoli – Risolvere il giallo dell’omicidio Albertini poteva essere un gioco da ragazzi. E invece è ancora un rompicapo. Se ci fossero state telecamere sufficienti in quantità e adeguate in qualità, agli inquirenti sarebbe bastato mettersi davanti al video e assistere secondo per secondo all’aggressione che ha causato la morte del 58enne ascolano. Le immagini, purtroppo, non basteranno a dare una risposta. Il che sarebbe in fondo accettabile se la lite fosse avvenuta in un angolo della periferia cittadina, ma in piazza del Popolo no. Uno degli aspetti più emblematici e assurdi di questa brutta storia è che un’aggressione di tale violenza sia potuta avvenire nel luogo simbolo di Ascoli e resti in buona parte oscura.

E poi si parla di città smart, cioè intelligente. Qui di intelligente non c’è niente, però il caso Albertini deve essere lo stimolo a fare passi avanti anche sul fronte della videosorveglianza. Il sindaco Guido Castelli lo ha annunciato alcune settimane fa, speriamo che si vada in fretta oltre gli slogan.

Nel frattempo, sul fronte delle indagini, nel corso di questa settimana ci si attende una nuova svolta. Il problema resta sempre lo stesso: capire chi ha sferrato i colpi che poi si sono rivelati fatali per la vittima. Per ora l’unico indagato resta il tabaccaio 44enne protagonista dell’aggressione.

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