Colosseo più blindato: a Pasqua in funzione i nuovi metal detector

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatp15Un museo nuovo, un ristorante, più entrate e uscite, apertura di un quarto dell’area del Colosseo ora tabù. E’ il «piano» del soprintendente per l’Area Archeologica di Roma Francesco Prosperetti, una risistemazione di Colosseo, Foro Romano e Palatino che si distende fino al 2017. «Anzi, che è cominciata nel 2015 e negli anni scorsi, con una serie di interventi isolati ai quali ho voluto dare raccordo», spiega. Parte anche dal “boom-Colosseo” il progetto di Prosperetti.«Il Giubileo e non solo hanno portato all’Anfiteatro Flavio 6,5 milioni di presenze annue. In estate raggiungeremo i limiti di capienza di 3 mila persone. Ed entro Pasqua entreranno in funzione nuovi metal detector. Più file, ma è il prezzo che si deve pagare per la sicurezza, per la quale ho raddoppiato il budget portandolo a 2,5 milioni, tutti risorse della Soprintendenza». Proprio per razionalizzare il flusso di turisti, nuovo ulteriore ingresso e itinerario, riservato a gruppi prenotati, ai visitatori che hanno poco tempo, come i crocieristi. Si tratta del 20 % delle presenze totali, 1,2/1,5 milioni di persone l’anno. Che alleggeriranno la massa che preme sul monumento.

Ma la strategia consiste anche nell’aumentare l’interesse per Palatino e Foro, capaci di sostenere la crescita di visitatori. Un accesso speciale sarà davanti al Carcere Mamertino, in accordo con l’Opera Romana Pellegrinaggi, che gestisce un luogo di grande fascino perché «non solo fu la prigione di Pietro, ma anche quello dell’uccisione di Vercingetorige, al termine della Via Triumphalis». Da maggio, altre uscite, una sulla splendida via di San Teodoro, l’altra dal Clivo Capitolino. «Permetterà la vista dall’alto di tutta l’area, un commiato spettacolare dai resti archeologici». Sul Palatino inediti percorsi valorizzeranno l’apertura, a ottobre scorso, della Rampa di Domiziano: si raccorderà alla via Nova e al Clivo della Vittoria, una «via tecta» verso il Palatino all’interno del palazzo imperiale che fu chiusa nel 1997.

Alla cronica carenza di punti di ristoro si supplisce con un bar pronto in estate all’ingresso di Largo Ricci, con ulteriori distributori automatici e con un ristorante in via di progettazione all’ultimo piano e sulla terrazza del Museo Palatino, liberando gli spazi ora impegnati dalla biblioteca, che verrà spostata a Palazzo Altemps.

Infine, il Museo del Foro, pronto nel 2017 su progetto di Mario Bellini, architetto al Louvre, nei chiostro di Santa Maria Nova. Ingloberà la cella con le imponenti colonne in porfido del Tempio di Venere e Roma. E narrerà la storia della valle del Foro, in origine sepolcreto, poi cuore della vita civica e politica dell’Urbs.

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