Ecco i conti catastrofici del Lazio

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap18Il sonno delle Regioni genera mostri nei bilanci, con un mega-deficit finanziario da 10 miliardi nel solo 2014 (oltre ai 15 del triennio precedente) ed un maxi-indebitamento lievitato a complessivi 67 miliardi di euro (5,7 in più rispetto al 2013). E quasi la metà del macigno è rappresentata dal debito sanitario, che nelle casse regionali è passato da 23,8 a 30,7 miliardi di euro. Questo il panorama visto attraverso la «Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni», stilato ora dalla Corte dei Conti fino all’esercizio del 2014. Un bilancio che ha visto impennare il debito medio a carico di ogni italiano di 140 euro, portandolo a 1043 euro pro-capite, che per i residenti del Lazio finisce per triplicare: 3380 euro. Perché l’indebitamento è «particolarmente evidente nella Regione Lazio, passando da 15,54 miliardi a 19,94, per effetto della variazione in aumento della voce Altro». Per i giudici, infatti, «nella Regione Lazio il debito sanitario mostra i valori assoluti più elevati (11,28 miliardi)». E così «il valore più elevato del debito pro capite si riscontra nella Regione Lazio (3.380 euro), ove risulta, nel 2014, in aumento di oltre 600 euro rispetto all’esercizio precedente e superiore al triplo del dato nazionale, influenzandolo notevolmente». Perché «i risultati negativi più consistenti, in termini assoluti, si registrano nel quadriennio presso le Regioni Campania, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Si tratta di importi di rilievo». Nel 2014 «la situazione peggiore si riscontra nella Regione Lazio, con quasi 4 miliardi di disavanzo, cui si aggiungono circa 2,3 miliardi di residui perenti«. Nell’andamento della spesa nel quadriennio 2011-2014 il Lazio ha fatto registrare «un valore pari al +24,50%». «Per la Regione Lazio si registra, nel 2014, un sensibile incremento del debito complessivo rispetto al primo esercizio del periodo esaminato, pari al 63,36% (passando dai 12,20 miliardi del 2011 ai 19,94 del 2014), al pari dell’aumento del debito sanitario che incide per il 56,56% sul debito complessivo, a fronte del 52,59% del 2013».

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