Il nonno di Loris: nessun rapporto con Veronica

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap48Andrea Stival ha negato tutto: la relazione con la nuora e soprattutto di avere ucciso il nipotino Loris la mattina del 26 novembre di due anni fa. L’idraulico di Santa Croce Camerina è stato interrogato ieri mattina a Ragusa dal sostituto procuratore Marco Rota per oltre cinque ore. Stival, indagato per correità nell’omicidio del bambino, era stato accusato da Veronica Panarello di aver strangolato il nipote di otto anni, «colpevole» di aver visto madre e nonno avere un rapporto sessuale.

Andrea Stival ha ribadito al magistrato la sua innocenza: l’alibi che ha consegnato agli inquirenti è rappresentato dalla compagna Andreina Fiorillo, con la quale avrebbe trascorso l’intera mattina del 26 novembre, giorno in cui è avvenuto il delitto. La convivente sarà in ogni caso ascoltata dagli investigatori come «persona informata dei fatti». Veronica Panarello, in una lettera indirizzata al suocero e pubblicata da un settimanale, reitera le accuse nei confronti di Stival ma rivela anche di essersi sentita abbandonata da lui. Esprime dolore per il comportamento dell’uomo che le avrebbe voltato le spalle dopo le attenzioni che lei dice di aver sempre avuto nei suoi confronti. «Io gli preparavo da mangiare, gli pulivo casa e lui ha ricambiato questo affetto prendendo le distanze da me». La madre di Loris riserva qualche frecciatina anche verso la compagna del suocero. «Lei non deve permettersi di dire che picchiavo Loris dalla mattina alla sera». Aggiunge poi, come volesse mettere in atto una fragile vendetta tutta femminile, che Andrea Stival negli ultimi tempi, poco prima che avvenisse il delitto, voleva lasciare la sua donna. Dove inizia e finisce la verità raccontata dalla madre accusata di figlicidio? La Procura di Ragusa è in grado di accertare se la relazione clandestina ci sia stata o meno. I supporti informatici potrebbero per esempio confermare o negare il dato, attraverso l’analisi del traffico telefonico intercorso tra i due e il suo contenuto. Una eventuale attrazione fatale tra suocero e nuora non significherebbe tuttavia che Andrea Stival abbia ucciso il nipote. L’ipotesi viene considerata assai poco probabile e d’altro canto il legale dell’indagato, Francesco Biazzo, ha ribadito ieri che il suo assistito è tranquillo, fiducioso nei confronti dell’operato della Magistratura. Un uomo insomma che non teme le accuse perché non ha niente da nascondere. Davide Stival, dal canto suo, dice di non credere alle parole della moglie, non pensa che suo padre sia stato l’autore del delitto del suo bambino. Ma i suoi rapporti con il genitore, negli ultimi tempi, si sono allentati.

Dal punto di vista giudiziario, gli specialisti chiamati a sondare la psiche di Veronica Panarello hanno chiesto altri quaranta giorni di tempo per completare la perizia. L’udienza preliminare del diciassette marzo prossimo è dunque rinviata. La giovane madre siciliana sarà sottoposta a nuovi accertamenti di tipo psichiatrico, da parte dei periti nominati dal Tribunale, fra un paio di settimane e per due giorni consecutivi. E chissà quale tortuoso contributo fornirà questa volta al mosaico investigativo.

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