Allarme terrorismo, dal porto alle chiese: ecco gli obiettivi sensibili

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap300Ravenna, 23 marzo 2016 – Per comprensibili motivi di sicurezza, nessuna istituzione ha mai elencato gli obiettivi sensibili ravennati. Ma è chiaro che polo chimico e porto, per ampiezza delle aree esposte, per la loro peculiare funzione e per la pericolosità di alcuni materiali movimentati o stoccati, occupano il gradino più alto della classifica.

In una città come Ravenna esistono poi altri tipi di potenziali obiettivi di carattere più simbolico. Colpirli significherebbe cioè garantirsi una vetrina internazionale senza dovere elaborare complesse azioni d’attacco. In questo taccuino compaiono gli otto monumenti paleocristiani patrimonio dell’Unesco. Discorso analogo per la tomba di Dante che nel luglio scorso, secondo media nazionali, era stata inserita dal Viminale nell’elenco dei siti italiani da monitorare dopo l’esplosione di un’autobomba davanti al consolato italiano al Cairo.

Ci sono infine altri obiettivi non peculiari della città dei mosaici ma potenzialmente sensibili: vedi lo stadio, i centri commerciali, gli impianti sportivi più capienti e le piazze cittadine in caso di eventi pubblici. Già all’indomani degli attentati di Parigi, il prefetto Francesco Russo aveva garantito che le misure di sicurezza sarebbero state innalzate «con più passaggi davanti agli obiettivi sensibili. In ogni modo – aveva aggiunto – per l’Italia, e dunque per Ravenna, non esistono allarmi specifici».

L’ impegno sicurezza è interforze con il coinvolgimento, oltre che di carabinieri, finanzieri e poliziotti, pure della Municipale nell’ambito di un lavoro già impostato negli anni al quale si è più di recente aggiunta l’azione della speciale task-force di nove agenti scelti. Si chiamano unità operative di pronto intervento (Uopi) e sono formate da poliziotti addestrati per presidiare obiettivi sensibili e per mettere in sicurezza le persone in caso di necessità. Una sorta di nucleo speciale che si è addestrato a Roma assieme ai Nocs per potere portare a termine operazioni ad alto rischio, soprattutto a carattere difensivo. Nel loro orizzonte, oltre al terrorismo, figurano pure rapine di un certo tenore e altri eventi in grado di mettere a rischio l’incolumità della persone.

Il progetto, scattato in venti città italiane dopo l’attentato alla sede del giornale parigino Charlie Hebdo e voluto da ministero dell’Interno e capo della polizia, prevede un equipaggiamento speciale: giubbotti antiproiettile, spray urticate, pistola e mitraglietta leggera ‘Hk’ calibro 9 ad alta precisione con puntamento laser oltre a due Range Rover Discovery blindati.

Ieri pomeriggio, in apertura del consiglio comunale, proprio su questo tema, il sindaco Fabrizio Matteucci ha ricordato che «il terrorismo ha di nuovo colpito: Bruxelles è stata messa sotto attacco». Per questo «ho disposto che le bandiere al balcone del Municipio fossero esposte a mezz’asta».

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