Incidente in Spagna, il fratello di Laura Ferrari: “Lotta per vivere”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap205Modena, 23 marzo 2016 – Laura Ferrari sta lottando per la vita in un letto de l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau di Barcellona. E sta vincendo. Le sue condizioni sono infatti migliorate nelle ultime ore e i medici, pur mantenendo riservata la prognosi, ritengono abbia compiuto fondamentali passi. Ora non rimane che attendere i prossimi giorni per vedere come il suo corpo continuerà a reagire al complesso intervento chirurgico a cui è stata sottoposta dopo il terribile schianto a Tarragona dove si trovava per l’Erasmus. Se tutto andrà bene, lunedì sarà svegliata dal coma farmacologico. E mentre sul suo profilo Facebook gli amici continuano a postare messaggi d’affetto e incoraggiamento, i genitori Annunziata e Riccardo – insieme al figlio Lorenzo – rimangono stretti al suo fianco in ospedale. Li abbiamo contattati per conoscere la situazione.

Lorenzo, quali sono le condizioni di Laura?

«I medici spagnoli ritengono abbia superato i momenti più difficili. La Tac ha confermato che l’operazione è andata bene. Nella speranza che non ci siano complicazioni, attendiamo il suo risveglio per verificare se e quali danni ha riportato. Ancora non è possibile dirlo».

In cosa è consistito l’intervento durato quasi 12 ore?

«Mia sorella ha subito una importante frattura della scatola cranica, ha perso parte dell’orecchio sinistro, ha subito danni all’arteria del collo, e non ha più una parte del cuoio capelluto. L’operazione ha affrontato, in modo risolutivo o parziale, tutte queste problematiche. Ma il percorso sarà molto lungo».

E’ possibile prevedere quando si risveglierà dal coma?

«Forse tra sei giorni, ma è ancora presto per saperlo con certezza».

Come avete trovato Laura quando lunedì a mezzogiorno siete arrivati in ospedale?

«In condizioni drammatiche. Il corpo era tutto gonfio e tumefatto. L’ha riconosciuta mia madre dai piedi. Ma siamo stati fortunati: è ancora viva».

Ha visto la ragazza che, grazie a Facebook, vi ha fatto sapere che era ferita ma in vita?

«Sì, in queste ore. Si chiama Elise ed è belga. L’abbiamo ringraziata con tutto il nostro cuore perchè ha salvato la vita a Laura».

In che modo?

«Lei e mia sorella erano vicine sull’autobus. Quando il mezzo si è ribaltato sulla strada, Laura si è incastrata tra le lamiere e l’asfalto. Elise l’ha estratta e le parlava. Per il fortissimo dolore mia sorella urlava che voleva morire, ma lei le diceva che non era nulla di grave e che sarebbe presto finito l’incubo. E poi la teneva stretta evitando che si addormentasse per la copiosa perdita di sangue. Sarebbe probabilmente stato fatale…».

Ora siete in ospedale?

«No, torniamo verso sera. In questo momento siamo venuti al ‘campo base’ organizzato a Tortonas per gli italiani. Ci sono le famiglie delle ragazze morte. Sono assistite da psicologi e sacerdoti. Sono momenti molto difficili».

Nell’aula magna dell’Università è stato organizzato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e per Laura…

«Siamo stati informati e ringraziamo il rettore e il direttore del dipartimento di giurisprudenza Luigi Foffani. Ci sono stati vicini fin dalle prime ore. Così come ci sono vicini tutti gli amici che da Modena continuano a mandarci messaggi. Addirittura è stato organizzato con i boy-scout un momento di preghiera nella parrocchia di San Lazzaro. Sono gesti per noi fondamentali: ci fanno sentire il calore e danno tanta forza per affrontare questi duri giorni. Grazie a tutti».

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