Guidi, vecchio leone in campo per proteggere figlia e nipotino

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap439«Arrabbiato, deluso», per non dire di peggio sul genero. Dietro il cambio repentino dello status di Gianluca Gemelli da «marito a tutti gli effetti» di Federica Guidi ad ex compagno a mala pena frequentato, si intravede il tratto deciso (spesso brusco) di papà Guidalberto, vecchio leone dell’industria italiana, patron dell’impero Ducati Energia, ex falco di Confindustria e grande sponsor dell’unica figlia prima nell’associazione degli industriali e poi nella squadra di governo (già Berlusconi, buon amico del padre, l’aveva corteggiata).

Guidi senior finora è rimasto dietro le quinte, ma chi lo conosce sa che è impossibile che non faccia valere il suo punto di vista, specie se di mezzo c’è la figlia. Pubblicamente, solo qualche battuta con i giornali bolognesi dove rimprovera a Federica «una leggerezza nella comunicazione», ma si dice «assolutamente certo» che non abbia mai fatto «niente di scorretto o di sconveniente», «del resto è nello stile della famiglia».

Dentro le mura dei rapporti domestici, tuttavia, ha pesato anche il giudizio non certo positivo di papà Guidi verso Gianluca Gemelli, l’arrampicatore di Augusta (Sicilia) molto attratto dai suoceri influenti, diventato partner della figlia (per il breve tempo di una storia molto travagliata) quando lui era vicepresidente dei giovani di Confindustria a Siracusa. Le persone vicine alla famiglia raccontano di un rapporto da sempre inesistente tra suocero e genero, con Guidalberto Guidi che non avrebbe mai gradito la presenza di quell’uomo diventato però il papà di suo nipote, il piccolo Gianguido che già nel nome porta il sigillo del nonno, che a lui dedica tutti i momenti di libertà dal lavoro (la leggenda racconta che l’industriale 75enne abbia imparato a memoria le puntate di Peppa Pig e Masha e Orso viste su RaiYoYo insieme al nipotino).

Il problema di compatibilità, molto prima dell’inchiesta di Potenza che ha travolto l’ex ministra, è stato risolto separando le vite: Gemelli sta ad Augusta dove vivono anche i figli del precedente matrimonio, la Guidi invece in provincia di Modena col figlio (e poco lontano i nonni), e sono i Guidi a «provvedere alle necessità del figlio». L’ex ministra «non ha mai convissuto con Gemelli, da tempo si vedono solo ogni 7/15 giorni, non hanno né interessi comuni né conti cointestati» dice l’Ansa. Lui sale ogni due settimane per vedere il figlio, e «non è neppure detto che incroci Federica, che magari è via per lavoro, è capitato che lui arrivasse a Roma e lei lo venisse a sapere per caso, conosce solo a grandi linee il lavoro che fa lui». La presa di distanza dall’ex compagno, definito quasi «un marito» nella prima dichiarazione della Guidi, è un cambio di linea deciso in un consiglio ristretto, con i consigli del padre e consulenti fidati ma senza legali perché l’ex ministra non è indagata, per i pm solo «persona informata sui fatti».

A caldo, senza ancora conoscere le carte, la Guidi aveva voluto evidenziare con la formula del «marito» che le confidenze telefoniche con Gemelli avvenivano pur sempre tra due compagni di vita. Poi sono emersi i traffici dell’imprenditore siciliano, «frequentazioni e circostanze di cui la Guidi non era a conoscenza» – verrà spiegato ai pm – e allora è diventato importante rimarcare la distanza tra i due, separati e «senza interessi in comune». Sarà questa la linea dell’incontro di oggi a Potenza con i magistrati. La Guidi «è serena e sta rileggendo alcuni atti per fornire con precisione ogni chiarimento» fanno sapere. Da qualche giorno è tornata nella sua casa nel modenese, dove «segue quel che i quotidiani scrivono dell’inchiesta, non essendo in possesso di alcun atto giudiziario. Consulta agende e sta ricostruendo due anni di lavoro al ministero dello Sviluppo. Rilegge anche molte note ministeriali ed ha preparato alcuni appunti specifici legati all’emendamento» sul petrolio in Basilicata. Quello che tanto interessava l’ex «quasi marito» Gemelli.

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