Migranti come «carne da macello».

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap87Migranti come carne da macello. Nell’area di Castel Volturno, l’ampia zona grigia tra le province di Caserta e di Napoli, decine di profughi, soprattutto uomini, subiscono violenze psicologiche, fisiche e abusi sessuali.

In un reportage ‘Carne da macello’ del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, curato dall’inviato Maurizio Di Schino, in onda stasera e domani alle 18.30, lo sfruttamento inumano pianificato da italiani senza scrupolo i quali, favoriti dall’impunità, credono di poter disporre a loro piacimento di uomini in cerca di un futuro migliore costretti a lavorare anche dodici ore per 20-25 euro. “Sono tantissime le violenze sul luogo di lavoro – ha spiegato l’operatore del progetto ‘Presidio’ della Caritas italiana, Gian Luca Castaldi, impegnato con altri operatori nel sostegno ai migranti – E poi anche abusi sessuali. Quest’ultimo fatto è uscito fuori recentemente anche se andava avanti da anni, ormai. Da poco i migranti hanno cominciato a parlarne.

Per loro, comunque è un’umiliazione. Parliamo di giovani africani, uomini, talvolta obbligati a fare sesso con la forza, con le armi, drogati. Tenete conto che su 132 casi che noi abbiamo seguito e stiamo seguendo dal punto di vista lavorativo, almeno 45 hanno ricevuto abusi o molestie sessuali: 45 che lo hanno raccontato”. Le storie sono tante: ogni migrante ne può raccontare più di una.

Quando arriva al limite della sopportazione umana, le riversa a chi può veramente sostenerlo nella denuncia, nella protezione e nel riscatto della sua dignità. Alcuni hanno la forza di raccontare, molti altri restano in silenzio perché spesso sono senza permesso di soggiorno.

“Un nostro amico scomparso da due giorni – ha raccontato Mamadou Kouassi, operatore progetto ‘Presidio’ della Caritas Italiana, lui stesso vittima in passato di molestie sessuali – ci ha detto di essere stato portato in un posto sconosciuto. Gli hanno dato da bere un caffè. E alla fine lo hanno violentato. Dopo essere andati a letto con lui, lo hanno buttato per la strada”.

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