Brexit, in Svezia é effetto contagio: “Se esce Londra via anche noi”

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap547Se domani gli svedesi fossero chiamati a decidere se rimanere nell’Unione la maggioranza, il 44%, vorrebbe rimanere al fianco di Bruxelles e solo il 32% vorrebbe voltargli le spalle. Ma a cambaire lo scenario sarebbe l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. In quel caso i numeri si capovolgerebbero e il 36% degli svedesi vorrebbe seguire i cugini inglesi, contro il 32% che preferirebbe in ogni caso rimanere nell’Ue.

In Gran Bretagna é partita la campagna elettorale per la Brexit

A poche settimane dal voto del prossimo 23 giugno, partono ufficialmente nel Regno Unito le campagne elettorali dei due rispettivi comitati pro e contro la Brexit, l’eventuale uscita del regno di Sua Maesta’ dall’Unione europea. Da settimana scorsa e per due mesi e mezzo si fronteggeranno Britain Stronger in Europe (il comitato a favore della permanenza) e Vote Leave (quello per la fuoriuscita), in una serie di discorsi, appuntamenti pubblici, feste e manifestazioni anche di piazza che proveranno a tirare da una parte o dall’altra i cittadini britannici ancora indecisi.

Il governo ha inviato brochure pro Europa a tutti i cittadini inglesi

Gli ultimi sondaggi danno tutti in leggero vantaggio gli europeisti, ma secondo analisti e commentatori che da settimane dibattono il tema sui quotidiani del Regno Unito la situazione e’ ancora troppo complessa per capire veramente gli umori del Paese. Entrambi i comitati potranno spendere fino a un massimo di 7 milioni di sterline, poco meno di 9 milioni di euro. La cifra non include tuttavia la criticatissima campagna di brochure stampate e spedite dal governo conservatore a 27 milioni di famiglie: un ‘battage’ pubblicitario contro la Brexit da 9 milioni di sterline (poco piu’ di 11 milioni di sterline) che ha fatto andare su tutte le furie i pro-Brexit e il leader dell’Ukip, Nigel Farage.

Sulla Brexit i leader politici inglesi si dividono ferocemente

Il contenuto della brochure infatti, lungi dall’essere illustrativo delle posizioni ni campo, verte esclusivamente sui benefici derivanti al Regno Unito dall’appartenenza al recinto comunitario. Sul fronte anti-Brexit, per gli europeisti britannici e’ incoraggiante che finalmente il leader laburista Jeremy Corbyn abbia ufficialmente rotto gli indugi e preso posizione a favore della situazione attuale, supportando quindi il premier David Cameron nella sua battaglia per la permanenza nell’Ue. Proprio giovedi’ il parlamentare 66enne di Islington ha tenuto un acclamato discorso sulla sua volonta’ di scongiurare il divorzio da Bruxelles. “Cosi’ ha voluto il partito”, ha precisato Corbyn, che in passato, da parlamentare di estrema sinistra, non esito’ a prendere posizione piu’ volte contro l’Unione europea.

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