Il leader libico Serraj chiede che i nostri soldati vadano a morire in un aguerra civile contro il generale Haftar. Che cosa intendono fare Renzi e Mattarella?

 

Il pennivendolo di “Repubblica” Vincenzo Nigro ha scritto questa mattina questo incredibile articolo, di cui riporto qui di seguito i passaggi più salienti. Il governo italiano – scrive Nigro – ha già pronti i piani per offrire una prima risposta al premier libico Fayez Serraj che ha chiesto l’aiuto dell’Onu per proteggere i pozzi e gli impianti di petrolio della Libia. Fonti della Difesa confermano che per difendere le organizzazioni internazionali a Tripoli (ambasciate Onu e Ue e altri uffici internazionali), in una prima fase l’Italia potrebbe schierare 250 uomini fra Esercito e carabinieri…………….. (e vabbé n.d.r.) ma nei piani della Difesa sono stati previsti impegni anche superiori ai 900 uomini (sono forse i 5.000 uomini che ci avevano richiesto insistentemente gli americani? n.d.r.) Palazzo Chigi però al momento precisa che i 900 soldati non sono stati messi ancora a disposizione né direttamente del governo libico e neppure delle Nazioni Unite……………… al momento si è parlato di impegno militare internazionale solo per addestrare i militari libici o proteggere il governo. Non per andare in Cirenaica a combattere l’Islamic State che attacca i pozzi di petrolio o addirittura per schierarsi fra le diverse milizie libiche che potrebbero riprendere a combattersi nella guerra civile che è esplosa con forza nell’estate 2014………….il momento è molto delicato: da domenica, quando Serraj ha fatto la sua prima richiesta di aiuto all’Onu, il gioco si è fatto molto più serio (più pesante non più serio n.d.r.). In poche parole la Libia chiede aiuto militare, anche se manca una richiesta formale avanzata all’Onu. E allora bisogna comprendere le ragioni della richiesta di Serraj: Tripoli ha la necessità di fronteggiare i continui assalti dell’Islamic State nell’Est del paese ai pozzi e alle installazioni petrolifere di carico e di stoccaggio.
Nelle ultime settimane i miliziani del califfo hanno provato più volte ad attaccare i depositi e i check point della “Petroleum facilities guard”, la milizia guidata dal giovane rivoluzionario Ibrahim Jadran (giovane rivoluzionario? un terrorista lo chiami giovane rivoluzionario Vincenzo Nigro? n.d.r.) che da mesi ha assunto la protezione della maggior parte dei pozzi della Cirenaica

Ibrahim Jadhran, 33 anni per la cronaca è il capo dell’ennesima milizia libica milizia di stanza ad Ajdabiya nella parte orientale della Libia . Ha partecipato come comandante dei ribelli nel 2011 alla rivoluzione libica che ha deposto Gheddafi.

Nel 2012, dopo la rivoluzione, Jadhran è stato nominato dal governo di transizione libico comandante delle Guardie Petroleum difesa, la forza di governo deputata a proteggere le installazioni petrolifere nazionali. Ma a un certo punto  Jadhran si dichiarò insoddisfatto di quanto gli passava il governo centrale e lo accusò di corruzione e incompetenza chiedendo più autonomia per le province orientali che contengono i campi petroliferi più ricchi. Quindi – ripensandoci – si è dichiarato contrario alla Fratellanza musulmana che deteneva il potere centrale di Tripoli e fautore di un partito politico che favorisse un rapporto federale delle varie province della Libia, dove ogni provinciacontrollerebbe le proprie risorse, e il governo centrale gestisse soltanto gli affari militari e stranieri. Insomma un Bossi libico.

Nel 2013, Jadhran ha istituito il Bureau Politico Cirenaica e il controllo sicuro di porte orientali, vale a dire Sidra , Ras Lanuf e Zueitina . Nell’agosto 2013, Jathran ha emesso il “Ras Dichiarazione Lanuf”, la dichiarazione che chiede il diritto di “governare i nostri affari “. Nell’ottobre del 2013, la milizia di Jathran, il self-Defense force Cirenaica, è stata stimata in 17.500 uomini. 

Ma nel 2014, Jadhran ha tentato di vendere il petrolio escludendo il governo centrale. La MV Morning Glory è stata caricata con il petrolio greggio a Sidra e ha attraversato un blocco del governo centrale. Come risultato, Ali Zeidan , il primo ministro della Libia, è stato estromesso dal parlamento guidato da una coalizione dei Fratelli Musulmani.  Tuttavia, il successo di Jathran è stato fu di breve durata. L’ambasciatore degli Stati Uniti, Deborah K. Jones ha pubblicamente dichiarato che le azioni di Jadhran sono un “furto al popolo libico.” Quindi per ordine del governo libico, le forze statunitensi hanno preso direttamente il controllo della nave il 16 marzo 2014, il che rende improbabile che Jadhran potrà vendere il petrolio senza il permesso del governo centrale. 

Venerdì scorso però lo stesso Jadran è rimasto ferito lievemente in uno scontro ( in uno scontro con chi? n.d.r.), e questo ha fatto salire l’allarme nel governo Serraj, a cui Jadran aveva nel frattempo giurato fedeltà (quindi un terrorista che giura fedeltà a un governo dell’Onu! Andiamo bene!). Ma un altro elemento determinante in Cirenaica è il gioco del generale-ribelle Khalifa Haftar. Capo di una milizia che ha combattuto gli islamisti a Bengasi, Haftar di fatto tiene in ostaggio il parlamento di Tobruk e gli impedisce di votare a favore del governo Serraj – scrive preoccupato il pennivendolo – Nei giorni scorsi il generale Haftar – continua stupefatto il pennivendolo – Haftar ha ricevuto armi dagli Emirati Arabi Uniti, in violazione dell’embargo deciso dall’Onu (giusto o ingiusto questo embargo, Vincenzo Nigro?) Nel porto di Tobruk sono stati scaricati più di 1000 veicoli da combattimento leggeri assieme ad armi e munizioni. I rifornimenti arrivano dagli Emirati Arabi Uniti, che assieme ad Egitto e Francia sono i grandi alleati di Haftar. L’Egitto (lo Stato che ha ammazzato l’italiano Giulio Regeni perché non ce lo ricordi Vincenzo Nigro? n.d.r.) usa Haftar per allargare la sua influenza in Cirenaica, sperando di acquisire il controllo di parte dei traffici di petrolio nella regione. La Francia invece è stata “agganciata” al carro egiziano soprattutto dalle forniture militari che il generale Sisi ha chiesto a Parigi. Una mossa simile a quella che la stessa Arabia Saudita aveva fatto con i francesi (cioè aveva offerto di acquistare armi dai francesi per portarli dalla sua parte n.d.r.) già ai tempi del negoziato con l’Iran sul nucleare, un negoziato in cui la Francia più volte a sorpresa aveva complicato il percorso prima di riuscire a raggiungere l’accordo finale (quindi secondo il pennivendolo la colpa diciamo così dell’accordo con l’Iran è della Francia n.d.r.).

A questo punto Haftar- scrive ancora il pennivendolo –  con nuove armi e nuovi finanziamenti, sarebbe in grado di avanzare verso i pozzi petroliferi della “mezzaluna petrolifera”, una zona che le sue forze non hanno mai controllato (li controllava il fedelissimo di Serraj il giovane rivoluzionario Jadran n.d.r.). I veicoli che gli sono stati consegnati sono dei “Panthera T6/T4”, ovvero delle Toyota Land Cruiser modificate con blindature leggere fornite dalla Minerva Special Purpose di Dubai e la Ares Security Vehicles di Abu Dhabi. E per questo schierare una forza Onu a protezione dei pozzi significa potenzialmente combattere contro l’Islamic State (che li protegge n.d.r.), ma anche trovarsi a dover fronteggiare uno scontro con le milizie di Haftar.

In queste ore fra l’altro arriva una ulteriore notizia che rafforza l’idea che Haftar vada verso una prova di forza contro Tripoli: il governo di Tobruk sarebbe riuscito a caricare una petroliera con 650mila barili di greggio, in violazione ai divieti imposti dalla National Oil Company. La vendita parallela di petrolio in Libia è vietata dalle risoluzioni Onu, ma Tobruk appoggiandosi a società degli Emirati Arabi Uniti sarebbe riuscita ad effettuare il carico. Secondo l’agenzia Bloomberg la petroliera Distya Ameya ha caricato petrolio estratto dai campi di Amessla e Sarir e convogliato nel terminal orientale di Hariga. Omran al-Zwai, portavoce per la Arabian Gulf Oil ha confermato che la petroliera sarebbe salpata lunedì per Malta: il carico è destinato alla società emiratina DSA Consultancy.

Il governo di Tripoli ha già dichiarato illegale la vendita e il portavoce della Noc Mohamed El Harari ha annunciato che il governo di Tripoli farà ricorso alle Nazioni Unite (dopo la pagliacciata del governo dell’Onu il petrolio lo deve commercializzare soltanto Tripoli n.d.r.) Ci sono tutti gli elementi – scrive Nigro – per una nuova fase della guerra civile in Libia, questa volta con un governo (quello di Tripoli n.d.r.) che di fatto è stato creato e viene riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Ma scusa un po’ Vincenzo Nigro non ti sembra un po’ eccessivo che il il governo di Tripoli non voglia sentire ragioni e vuole continuare ad andare avanti per la propria strada chiedendo il disarmo e le dimissioni unilaterali a fronte di un premier che nessun libico ha eletto, acclamato o voluto? E che è stato letteralmente imposto alla nazione alla stregua di un proconsole?

Ora per quanto ci riguarda a parte i toni filo-Sarraj del pennivendolo, non so se è chiara la notizia: La Libia di Tobruk, la Francia, gli Emirati Arabi Uniti (tra l’altro proprietari della nostra compagnia di bandiera Alitalia) e l’ Egitto hanno preso il coraggio a due mani e si sono apertamente ribellati all’Onu targato Obama per cui ora  appoggiano dichiaratamente l’esercito di Tobruk comandato dal generale Haftar. Dall’altra parte il macellaio Fayez Sarraj, burattino di Obama dei Fratelli Musulmani e dell’Isis di cui abbiamo già scritto nei nostri precedenti articoli, un ex soldato di Alba Libica, un militante dell’Isis e un alleato dichiarato di Qatar Turchia e Giordania (vedi https://lanotteonline.com/2016/04/24/38137/https://lanotteonline.com/2016/04/20/come-ti-domino-il-mondo-disponendo-di-una-forza-terroristica-come-lisis/) vuole i nostri soldati per scagliarli contro Haftar con la scusa di voler proteggere da Haftar i pozzi petroliferi.

Confesso che non ho ben capito a questo punto che cosa intendano fare il nostro capo del governo e il nostro presidente della repubblica. Se dopo aver ricevuto con tutti gli onori al Quirinale la Commissione Trilaterale, vogliono mandare a morire in Libia i nostri soldati per proteggere i pozzi Eni in Cireinaica, che a dispetto  di Haftar, stanno per essere attaccati dall’Isis ma in realtà da Serraj e su cui con proprie attrezzature lavora o lavorava l’Eni (il 30% del totale in Libia) e ciò a prescindere da Serraj o da Haftar, la cosa mi può ancora andar bene. Se viceversa Renzi e Mattarella vogliono mandare a morire in Libia i nostri soldati perchè intendono schierarsi con Sarraj contro Haftar sol perchè Serraj è stato santificato da Barak Obama e dall’Onu suo servitore, e Haftar invece è stato demonizzato da “Repubblica” allora siamo in presenza degli ennesimi traditori e incapaci che si sono messi a guidare per la terza volta il nostro paese (la prima fu quella di Prodi, la seconda quella di Napolitano) per servire interessi anglo-americani e di qualcun altro piuttosto che interessi italiani.

La tassa di sei miliardi di euro l’anno che stiamo pagando alla Turchia con la scusa dei profughi perchè realizzi un centro missilistico in Qatar non promette bene……………………..

Michele Imperio

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