Appalti pilotati, manette al sindaco Pd

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap573Aveva cercato di formattare il suo computer per eliminare ogni traccia dell’appalto «pilotato» per assegnare la gestione di due piscine estive del Comune di Lodi. Il sindaco lodigiano del Pd Simone Uggetti, già fedelissimo del vicesegretario Dem Lorenzo Guerini, suo predecessore a palazzo Broletto, è finito in carcere con l’accusa di turbativa d’asta. «Ho conosciuto in questi anni Simone Uggetti come amministratore competente e accorto e come persona più che corretta e limpida – ha commentato Guerini – confido si faccia chiarezza con rapidità»

Al centro dell’inchiesta, condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e coordinata dal pm della Procura di Lodi Laura Siani, c’è la gara per aggiudicarsi per sei anni gli impianti sportivi Attilio Concardi e Belgiardino, che ogni estate incassano mediamente 400mila euro. Un volume d’affari importante che, grazie a un «bando scritto a quattro mani» con l’avvocato Cristiano Marini, anche lui finito in carcere, sarebbe andato direttamente alla Sporting Lodi, che quella gara se l’è aggiudicata con un’offerta di appena 7.500 euro, poco più dei 5.000 euro fissati come base d’asta. Il testo della gara, infatti, era stato creato «su misura» per la società sportiva di cui Marini era consigliere.

L’indagine ha preso il via grazie alla denuncia di Caterina Uggè, dipendente comunale incaricata di stilare il capitolato, che ha raccontato alla Finanza le pressioni subite dal sindaco per creare un testo che favorisse «soggetti da lui politicamente graditi e prescelti». Sospetti confermati anche dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. «Gli indagati erano mossi dall’interesse sia politico che economico di direzionare l’aggiudicazione del bando in maniera certa – scrive il gip Elisabetta Ciriaco – con la conseguenza di escludere la concorrenza e assicurare l’assegnazione a Sporting Lodi, il tutto sotto l’egida e l’imprescindibile ruolo guida del sindaco Simone Uggetti». Secondo l’accusa il movente è da ricondurre nell’esigenza del primo cittadino «di controllare direttamente ed esclusivamente la gestione degli impianti natatori, ricavandone per sé vantaggi in termini di consenso politico elettorale e per la società aggiudicataria di divenire il gestore in condizioni monopolistiche».

Il gip definisce «del tutto disinvolto» e «veramente disarmante quanto allarmante» l’atteggiamento assunto dagli indagati: «Pur davanti alla consapevolezza di realizzare degli illeciti, manifestano apertamente il fastidio derivante da chi denuncia a gran voce le loro condotte nefaste». Poi il giudice disegna un ritratto specifico di Uggetti: «un soggetto autoritario che riesce a imporsi sui soggetti che ruotano intorno, ponendoli in condizione di soggezione». E ancora: «il ruolo pubblico di primo cittadino gli ha consentito di intessere rapporti privilegiati con vertici politici e anche delle forze dell’ordine». «Uggetti ha tradito l’alta funzione e incarico attribuitogli dai cittadini – si legge nell’ordinanza di arresto – gestendo la cosa pubblica in maniera del tutto arbitraria e prepotente, violando non solo le normative di settore, ma prima ancora il mandato politico, di tutela e attuazione del primario bene collettivo».

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