Iran pronto a congelare la produzione di petrolio

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap607Teheran aveva precedentemente espresso il desiderio di ripristinare il livello della produzione di petrolio antecedente all’introduzione delle sanzioni (circa 4 milioni di barili al giorno), e, di conseguenza, la sua quota nel mercato globale. Questa posizione ha suscitato disaccordo tra i paesi produttori di petrolio nella riunione di Doha del 17 aprile, dove si è discussa la possibilità di congelamento della produzione di petrolio al livello di gennaio.

Come ha dichiarato il direttore delle relazioni internazionali della NIOC, Mohsin Kamsari, l’Iran ha già raggiunto il suo obiettivo di produzione: con riferimento alle stime dell’OPEC, ha citato una cifra di 4,2 milioni di barili al giorno.

«Di conseguenza, la cifra a cui mirava il ministro del Petrolio (Bijan Zanganeh) è stata raggiunta, quindi possiamo aderire al congelamento delle estrazioni», ha dichiarato Kamsari, citato dai media iraniani.

In più egli ha precisato che la decisione finale spetterà al ministro.

All’inizio di questa settimana l’amministratore delegato della National Iranian Oil Company, Rukneddin Javadi, ha detto che il livello di produzione di petrolio dell’Iran ha raggiunto i 3,7 milioni di barili al giorno. Secondo lui, l’Iran sarebbe pronto ad aderire al piano di congelamento della produzione in un mese o due dopo aver raggiunto il livello di produzione petrolifera e le esportazioni antecedente l’introduzione delle sanzioni.

I paesi produttori di petrolio nella riunione del 17 aprile a Doha non hanno raggiunto nessun accordo sul congelamento del livello della produzione di petrolio. Un certo numero di paesi OPEC, in primo luogo l’Arabia Saudita, hanno improvvisamente cominciato a insistere sulla partecipazione all’accordo di una gamma più ampia di partecipanti, compreso l’Iran.

L’Iran e i ‘Sei’ negoziatori internazionali in passato hanno raggiunto un accordo storico sulla risoluzione dell’annosa questione del nucleare iraniano. Mesi di negoziati hanno portato all’adozione di un piano d’azione globale congiunto, la cui attuazione porterà alla completa rimozione delle sanzioni economiche e finanziarie precedentemente imposte all’Iran dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

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