Iraq, 250 morti per l’attentato di Bagdad. E’ il peggiore nella storia del Paese

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap1Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco suicida avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Bagdad e rivendicato dallo Stato islamico. I morti sono saliti ora a 250. Si tratta, quindi, del più grave attentato nella storia dell’Iraq dall’intervento militare a guida americana del 2003.

Un automezzo imbottito di esplosivo era stato fatto saltare in aria da un kamikaze nel centrale quartiere di Karrada, una zona commerciale molto frequentata, dove tante famiglie stavano facendo acquisti e trascorrendo la serata per festeggiare la fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani. L’area dov’è avvenuta la deflagrazione è stata completamente distrutta e tra le vittime si contano numerosi bambini. Moltissimi sono stati anche i feriti, la maggior parte dei quali è stata dimessa dall’ospedale in queste ore. Secondo fonti ministeriali, alcuni di loro sono stati trasferiti all’estero per ricevere cure adeguate.

La scelta di posizionare l’autobomba davanti a un centro commerciale in quell’orario indica chiaramente l’intenzione da parte dei terroristi di causare il maggior numero possibile di vittime. D’altra parte, l’Is è in un momento di difficoltà dal punto di vista militare e sta perdendo terreno nelle aree occupate. Per questo, cerca di alzare il livello delle azioni terroristiche, mirando a causare quanti più danni possibili e utilizzando, all’occorrenza, anche i suoi uomini migliori sotto il profilo dell’addestramento. L’attentato di Bagdad sembra confermare questa strategia: è avvenuto in una zona a maggioranza sciita ed è arrivato una settimana dopo che le forze irachene avevano riconquistato la città di Falluja, occupata dall’Is nel 2014. Un segnale, insomma, per dimostrare forza e capacità di reazione davanti all’offensiva delle forze locali e della coalizione a guida statunitense.

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