Puglia, scontro fra due treni: 27 morti, 50 feriti

A cura di: Giuseppe Catapano

Recuperata una scatola nera – Nella notte i vigili del fuoco e le forze di polizia hanno recuperato una scatola nera di uno dei due treni coinvolti nello scontro nelle campagne tra Andria e Corato. Dell’altra scatola nera e’ stato recuperato solo un frammento. Dalle apparecchiature si potra’ ricostruire anche gli ultimi momenti della corsa dei treni sino al momento dell’impatto, a che velocita’ andavano i convogli e se c’e’ stato un tentativo di franata. Nella zona dell’incidente si e’ lavorato a ritmi serrati e l’area e’ stata parzialmente liberata dalle lamiere, ed anche alcuni vagoni sono stati rimossi grazie all’utilizzo di gru ed escavatori.

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Un incidente ferroviario si è verificato alle ore 11:30 di martedì 12 luglio sulla tratta a binario unico tra Ruvo e Corato delle Ferrovie del Nord Barese. Le vittime sono almeno 27, tra cui uno dei macchinisti, l’altro invece è sopravvissuto ma è in gravi condizioni. I feriti sono almeno 50, sei dei quali in prognosi riservata. I feriti sono ricoverati negli ospedali della zona: Andria, Barletta e Bisceglie. Il vicepresidente della Provincia Barletta-Andria-Trani, Giuseppe Corrado ha spiegato: “Abbiamo bisogno di sangue di gruppo zero negli ospedali”. Ancora sconosciute le cause dell’incidente, tra le ipotesi quella di un errore umano. La procura di Trani indaga per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Nella notte è stata estratta la scatola nera di uno dei due mezzi, il cui ritrovo è fondamentale per il prosieguo delle indagini.

Vagoni letteralmente sbriciolati nell’impatto, pezzi di lamiere volati per decine di metri nella campagna ai lati dei binari. Questa l’immagine dall’alto dello scontro. Proprio le foto scattate dai vigili del fuoco danno l’idea della violenza dello scontro tra i due convogli: al centro si vede quel che rimane dei vagoni più direttamente coinvolti, praticamente soltanto pezzi di lamiera sparsi ovunque. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti pressoché intatti; l’altro solo l’ultimo, quello di coda.

Al momento il traffico ferroviario sulla tratta è totalmente bloccato. I vigili del fuoco spiegano che stanno lavorando per recuperare le persone rimaste incastrate tra i convogli coinvolti nello scontro. Hanno estratto dalle lamiere un bambino di pochi anni: il piccolo era ancora in vita ed è stato portato via con l’elicottero.

«Credo ci siano molti morti», ha detto il comandante della Polizia Municipale di Andria, Riccardo Zingaro, intervistato da Rainews24. «Una scena spaventosa, allucinante, questo è quello che ho visto», racconta un agente di polizia, con la divisa impolverata e i guanti sulle mani impegnato a scavare tra i detriti provocati dall’incidente ferroviario avvenuto tra Corato e Andria, in Puglia. L’uomo è stato uno dei primi giunti sul posto dopo l’impatto: «Ho visto persone morte, altre che chiedevano aiuto, persone che piangevano. La scena più brutta della mia vita».

«È un disastro come se fosse caduto un aereo. I soccorsi e la protezione civile sono tutti sul posto, purtroppo ci sono vittime», scrive su Facebook il sindaco di Corato, Massimo Mazzilli.

La Prefettura di Bari ha reso noto che è stato attivato dalla Asl il numero verde 3311713103 attraverso cui potranno essere richieste informazioni circa i ricoverati presso strutture ospedaliere del territorio a seguito dell’incidente. Gli interessati – è detto ancora nella nota – potranno ottenere analoghe informazioni anche recandosi personalmente presso il palazzetto dello Sport di Andria.

C’è una «assoluta richiesta di capire i responsabili e fare totale chiarezza» sull’incidente ferroviario accaduto in Puglia: ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che è giunto sul luogo del disastro ferroviario accompagnato dal ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio. «Non ci fermeremo finché non chiariremo cosa è accaduto», ha detto.

Renzi, che prima ha sorvolato la zona del disastro in elicottero, è salito a bordo di uno dei vagoni interessati dal disastro assieme alle forze dell’ordine, al ministro Graziano Delrio e alle altre forze impegnate nei soccorsi.

«Siamo qui per dare un abbraccio al popolo della Puglia, al governo della Regione, ai sindaci che sono in prima linea, e per dire che non lasceremo la Puglia e i pugliesi da soli, saremo al loro fianco in questo momento di grande disperazione»ha detto il presidente del Consiglio a conclusione della riunione del centro di coordinamento soccorsi .

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio ha inviato sul luogo dell’incidente ferroviario due Ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le opportune verifiche. Delrio, già arrivato sul posto, ha preso contatti con Ferrovie dello Stato Italiane Spa per garantire il massimo supporto dei tecnici di Rfi Spa alle indagini e a Ferrotramviaria Spa, che gestisce la linea.

Diverse ambasciate, fra cui quella canadese, della Gran Bretagna e della Moldavia, stanno chiamando Asl e prefetture per avere notizie delle condizioni di persone straniere a bordo dei convogli. La tratta percorsa infatti, conduceva anche all’aeroporto di Bari.

L’Aula di Palazzo Madama ha osservato un minuto di raccoglimento per le vittime dell’incidente. L’Assemblea ha rivolto «un pensiero commosso alle vittime», un augurio di pronta guarigione ai feriti e il ringraziamento ai soccorritori.

«Profondo dolore» è stato espresso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riguardo al gravissimo incidente ferroviario accaduto quest’oggi in Puglia.

«Il mio primo pensiero – ha detto Mattarella – va alle tante vittime e ai loro familiari, ai quali desidero far pervenire vicinanza e solidarietà. Ai feriti rivolgo gli auguri di pronta guarigione».

Il presidente della Repubblica – sempre in una dichiarazione diffusa dal Quirinale – ha aggiunto: «Bisogna fare piena luce su questa inammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze».

Sui social network è ingorgo di messaggi. Tra le parole di cordoglio e le informazioni di servizio – indirizzi e orari dei centri di trasfusioni – spuntano anche commenti polemici sul binario unico e la situazione dei trasporti in Italia.

«Faccio parte di quella schiera di orgogliosi terroni che conosce i treni al sud e purtroppo non si meraviglia della tragedia» scrive Fran.

Scava nella memoria Loredana: «Crevalcore, 2005. Due treni che si scontrano, decine di morti. La circolazione avveniva a binario unico. Sono passati undici anni». Mauro sottolinea l’incongruenza di possibilità: «Andiamo su Marte e Giove e poi in #Puglia ancora si scontrano mortalmente 2 treni». E Grazia constata amaramente: «Nel 2016 abbiamo ancora treni costretti a viaggiare su un binario solo causa lavori infiniti. Il Paese del terzo mondo».

«Appresa la notizia del grave incidente ferroviario avvenuto sulla linea Corato-Andria, nel quale hanno perso la vita numerose persone, sua santità Papa Francesco esprime la sua sentita e cordiale partecipazione al dolore che colpisce tante famiglie». E’ quanto si legge nel telegramma di cordoglio del Pontefice, che porta la firma del segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin.

«Egli assicura – prosegue il telegramma – fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti e, mentre invoca dal Signore per i feriti una pronta guarigione, affida alla materna protezione della Vergine Maria quanti sono colpiti dal drammatico lutto ed invia la confortatrice benedizione apostolica».

Fondamentale per capire la dinamica dell’incidente sarà la documentazione che la società di trasporti Ferrotranviaria sta raccogliendo in particolare nelle due stazioni di partenza dei treni, Andria e Corato.

Il direttore generale della società che gestisce il trasporto Bari-Nord, Massimo Nitti, ha annunciato che è stata già istituita una commissione di indagine interna e che «sono stati avviati interrogatori preliminari del personale». «Abbiamo acquisito i tracciati degli apparati centrali – ha detto Nitti – sono stati ritirati i registri dei fonogrammi delle due stazioni e le registrazioni delle telefonate del personale coinvolto». «Poi – ha aggiunto – metteremo le cose in fila per capire cosa non è andato e perché entrambi i treni sono partiti». Una cosa è certa: «uno dei due treni è di troppo, non doveva essere lì».

Tutta la documentazione sarà messa a disposizione della magistratura inquirente. Indicazioni arriveranno anche dalle scatole nere dei due convogli per capire a che velocità viaggiassero e se sia stata tentata una frenata. «Si tratta di convogli modernissimi – ha detto Nitti – uno del 2005 e l’altro del 2009, dotati di sistemi frenanti efficienti». «La sfortuna ulteriore – ha aggiunto – è stata che lo scontro è avvenuto in curva, quindi nessuno dei due macchinisti è riuscito ad attivare in tempo il sistema frenante. Se fosse avvenuto anche 200 metri più in là avrebbero fatto in tempo a frenare».

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