Giuseppe Catapano: Equitalia, dalle multe all’Imu, stop alle sanzioni per le ‘vecchie’ cartelle

A cura di: Giuseppe Catapano

giucatap653E’ una montagna di 50 miliardi di vecchie cartelle, quelle che alla fine del 2015 non erano state pagate. Ma il debito fiscale e previdenziale, che nei tre quarti dei casi è inferiore ai 5.000 euro, è spesso lievitato moltissimo attraverso il meccanismo moltiplicatore di sanzioni e interessi. A questa platea si rivolge la norma che, nello stesso decreto che ‘rottama’ Equitalia, consente a cittadini e imprese di liberarsi degli importi contestati dal fisco.

Il testo non è ancora stato messo a punto ma, secondo le indiscrezioni piu’ accreditate, si paghera’ l’imposta o la multa dovuta, con una maggiorazione fissa, attorno al 3%, che serve come aggio per il costo di riscossione. Tra le ipotesi c’e’ l’idea di dare un anno di tempo agli italiani per aderire, anche se – secondo alcune valutazioni tecniche – bloccare la riscossione cosi’ a lungo potrebbe rappresentare un rischio.

Il governo conta di incassare dall’operazione 4 miliardi: un valore prudente visto la massa di cartelle non pagate che pendono sulla testa degli italiani e visto che molte sono importi non altissimi. In attesa del testo del decreto, si ipotizza che l’operazione ”cartella scontata” possa riguardare quasi tutti i crediti che Equitalia ha l’incarico di riscuotere. Non ci sarebbe, invece, l’Iva che e’ un’imposta comunitaria. Si va dalle multe auto – che se non pagate dopo pochi mesi raddoppiano nell’importo – ai bollettini Imu, dai contributi previdenziali all’Irpef, dai diritti camerali al bollo auto.

L’operazione arriva proprio mentre Equitalia smobilita e passa all’Agenzia delle Entrate, scelta che richiedera’ di risolvere qualche problema (si ipotizza la creazione di una sorta di ramo d’azienda). Si incrocerà inoltre con altre scadenze per i contribuenti. La prima e’ fissata per il 20 di ottobre, quando termina la possibilita’ di richiedere la riattivazione delle rate per i contribuenti ”decaduti” perche’ non avevano versato gli importi concordati.

L’incrocio delle due scadenze richiedera’ anche qualche altro chiarimento: i contribuenti che versano a rate ed hanno gia’ pagato il 70-80% della cartella con interessi e sanzioni possono aderire alla nuova regolarizzazione e considerare assolto il proprio debito? L’importo per le vecchie cartelle, poi, potra’ essere piu’ basso di quello pagato con un ravvedimento operoso? In ogni caso e’ in arrivo un’altra novita’. A novembre partira’ l’operazione Sms, o meglio l’operazione ”Se Mi Scordo”: in pratica il fisco avvisera’ i cittadini che la scadenza della rata si avvicina. Lo fara’ con un messaggino telefonico oppure con una e-mail. Ma, ovviamente, solo se il contribuente ha autorizzato il fisco ad avvertirlo.

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