Un urlo di amore e speranza dal Vaticano per i detenuti.

Domenica 6 novembre è stata davvero una domenica speciale:
Papa Francesco grazie al permesso del Ministero della Giustizia nel giorno del Giubileo dei carcerati  ha aperto le porte del vaticano e soprattutto quelle del suo cuore ad oltre 1000 detenuti provenienti da ogni nazionalità , alle loro famiglie e alle persone che all’interno del carcere li seguono ogni giorno.
Un gesto che ha emozionato l’Italia.

Toccanti le parole del pontefice durante la Santa messa :
“La storia che inizia oggi, e che guarda al futuro, è ancora 
tutta da scrivere, con la grazia di Dio e con la vostra personale 
responsabilità. Imparando dagli sbagli del passato, si può aprire 
un nuovo capitolo della vita. Non cadiamo nella tentazione di 
pensare di non poter essere perdonati”.
E ancora…

“Ogni volta che entro in un carcere penso sempre: perché loro sono qui e non io? Tutti hanno la possibilità di sbagliare”.

Bergoglio continua a fare la differenza, continua con i suoi nobili gesti a farsi amare e ascoltare dal popolo.

Alcuni detenuti sono inoltre stati coinvolti in maniera più diretta vestendo i panni dei suoi chirichetti.
Dopo la funzione ha proseguito con L’Angelus durante il quale come prima di lui nel Giubileo del 2000 fece Papa Giovanni Paolo II ha chiesto al governo l’Amnistia : «un atto di clemenza» per i carcerati meritevoli.

Ha inoltre toccato un altro argomento cardine, le condizioni di vita precarie negli istituti carcerari e lo ha fatto con queste parole :
vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”

Ha esortato infine i suoi “ospiti” speciali a non smarrire mai la fede perché  il perdono di Dio è sempre possibile per chi crede e guardandoli negli occhi ha ricordato loro che “Dove la persona sbaglia c’è ancora più misericordia di Dio” .

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