Genova :indagati tre comandanti della Messina per aver rilasciato “certificati facili”alle navi

Nascondere le avarie sulle navi della “Ignazio Messina”, era una tendenza in voga anni prima che la Jolly Nero abbattesse la Torre Piloti. Questo  quanto ipotizzato dalla Procura della Repubblica, tanto che nell’elenco dei 26 indagati (a Palazzo di Giustizia dicono che siano 35) nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte certificazioni taroccate da parte del Rina (Registro Navale Italiano)compaiono tre comandanti alle dipendenze dei medesimi armatori genovesi: Roberto Paoloni, lo stesso che la sera della strage, del 7 maggio 2013, era sulla plancia della Jolly Nero; Bruno Facelli e Federico Gatto. In particolare, Gatto era stato convocato per la Jolly Amaranto e per il guasto del 16 febbraio 2008; Facelli per la Jolly Marrone, per l’avaria del 29 marzo 2013; Paoloni quando comandava la Jolly Platino, per un episodio del 23 luglio 2008, e la Jolly Nero per l’avaria risalente al 24 settembre 2012, pochi mesi prima della strage di Genova.

Il Rina, per il pm, in alcuni casi, non avrebbe prestato troppa attenzione ad alcuni report in cui venivano segnalati i guasti e avrebbe concesso il certificato pur in assenza dei requisiti necessari alla sicurezza della navigazione. Gli ufficiali della Capitaneria avrebbero chiuso un occhio. Sicché, il giudice per le indagini preliminari Ferdinando Baldini ha sospeso dal servizio e dai pubblici uffici per sei mesi il capitano di Fregata Marco Noris e il capitano di Vascello Antonio Sartorato. Come aveva chiesto la Procura. Anche se i colleghi di Noris lo descrivono come ufficiale corretto ed imparziale, persino troppo fiscale nei riguardi della “Jolly Nero” che aveva ucciso sei suoi colleghi. Tanto che al gip avrebbe raccontato di temere di essere fin troppo severo, perchè coinvolto emotivamente.
Non risulta invece iscritto l’altro ufficiale che fa parte dello stesso team: il capitano Il porto di Genova 04/09/2010Gianluca Donadio, responsabile dell’Ufficio Sicurezza della Navigazione della Capitaneria di Porto di Genova. Ai tre indagati della Compagnia Messina ed agli altrettanti della Capitaneria di Porto si aggiungono i 20 del Rina: quasi tutti dirigenti, ispettori e tecnici. Tra loro i due ingegneri del Rina: Marco Benzi e Giorgio Ceroni, rispettivamente direttore del Settore Certificazioni e capo area, entrambi raggiunti da ordinanza di custodia cautelare. Il primo agli arresti domiciliari, il secondo non può esercitare per sei mesi le sue funzioni e per lo stesso periodo dovrà tenersi lontano da Genova.
a cura di Maria Parente

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