NAPOLI-«Antonio, mentre camminava ed era al telefono con me, è stato brutalmente aggredito da tre malviventi, che l’hanno derubato di cellulare e portafogli tempestandolo di calci sul viso e botte. Ne è nata una colluttazione, di cui ancora ho nelle orecchie la ferocia mentre la ascoltavo urlando impotente. Ha provato a difendersi, rimediando una frattura nella parte sub orbitale dell’occhio, il naso rotto, le nocche rotte e tanta, tanta rabbia. Tanta rabbia nei confronti dei delinquenti che rendono oscure le strade di questa napoli-670x274.pngcittà, che chiunque lo conosca sa che ama visceralmente, tanta rabbia per le piccole libertà negate come quella di rincasare, tanta rabbia per il non arrendersi a dover convivere con il timore e allo stesso tempo per il non sentirsi al sicuro».
Questa la testimonianza,un racconto shoccante teso a rivelare uno dei lati oscuri che incupiscono l’atmosfera della città partenopea.
 Il ragazzo è ricoverato all’Ospedale dei Pellegrini, ha fatto una tac e farà altre visite di controllo. Pare che abbia detto una sola frase: «Sono vivo e sorrido». Un ragazzo determinato e coraggioso,pronto-come ha affermato-a vivere e sorridere,nonostante tutto.
a cura di Maria Parente