Ciclista vittima di un incidente stradale:muore sul colpo

Accade a Tortoreto: un ciclista di 82anni viene investito da un 23 enne alla guida di un BMW. L’uomo è stato dapprima trasportato nell’ospedale di Sant’Omero,a Teramo. I carabinieri hanno sottoposto il giovane all’alcol test rilevando un livello etilico superiore al consentito. La prognosi resta riservata.

a cura di Maria Parente

Una Vita / anticipazioni puntate spagnole: Teresa in pericolo! – Dopo essere stata spinta da Cayetana a sposarsi con Fernando, Teresa sente più che mai il desiderio di adottare il piccolo Tirso, un bimbo dell’orfanotrofio che ha problemi di cecità. Ma Cayetana ad un certo punto seduce proprio Fernando, il quale cede alla donna dopo aver scoperto solamente dopo il matrimonio che la moglie non intende concedersi.

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Un giorno i due amanti stanno per essere scoperti dal piccolo Tirso che guarda caso poco dopo non si sentirà bene e verrà ricoverato in ospedale. La Sotelo a quel punto decide di liberarsi del ragazzino che morirà poco dopo la sua visita in ospedale. Teresa intuisce come sono andate le cose e con l’aiuto di Mauro cercheranno di incastrarla, ma Cayetana dopo aver detto tutto a Ursula, le ordina di uccidere la Sierra. Lo farà davvero?

Una Vita / anticipazioni puntate spagnole: Celia e Felipe si lasciano – I problemi tra Celia e Felipe iniziano quando lui perde la testa per la cameriera Huertas e la donna, dopo aver iniziato a sospettare qualcosa, decide di seguire il marito. Celia scopre il marito nel letto con la sua amante mentre stanno facendo l’amore. I due avranno una terribile discussione, ma poi la madre di Tano deciderà di lasciarlo per sempre.

Passa qualche tempo e Celia e Felipe riescono nuovamente a parlarsi senza rancore, infatti i due iniziano a ricordare i tempi che furono con nostalgia, poi però la donna mostra all’Alvarez Hermoso la lettera che Tano ha mandato, nella quale rivela il suo dispiacere nell’aver saputo che avevano deciso di separarsi.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Domenica 28 maggio 2017 – La Polizia Ferroviaria ha sorpreso e arrestato un corriere della droga originario della Malesia nei pressi della Stazione Termini. Gli agenti lo hanno sottoposto a un normale controllo e lo straniero ha mostrato subito un certo nervosismo.

Per questo motivo è stato condotto in commissariato per ulteriori accertamenti e ha insospettito ulteriormente gli investigatori piegandosi e toccandosi la pancia. Di conseguenza è stato necessario il ricovero in ospedale.

La radiografia ha mostrato come avesse ingerito 130 grammi di ovuli tra cocaina ed eroina. L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Rally “Città di Torino”, Coassolo. Durante la gara un’auto esce di strada per motivi ancora da accertare e travolge un’intera famiglia che stava assistendo alla competizione. Papà, mamma e due figli. I genitori feriti ma in buona salute, il figlio più piccolo di tre anni è illeso, il fratellone di sei non ce l’ha fatta. E’ morto dopo cinquanta minuti di soccorsi disperati e tentativi di rianimazione.

Succede nel giorno in cui il Papa visita l’ospedale pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova senza telecamere al seguito, ma entrando in punta di piedi in quello che il cardinal Bagnasco ha definito il santuario della sofferenza innocente. E succede nel giorno in cui i grandi della terra, riuniti a Taormina, si trovano in completo disaccordo praticamente su tutto.

Tre fatti, tre episodi contemporanei, che si parlano l’uno con l’altro. Il desiderio di capire e di urlare che attraversa i genitori del piccolo morto nel rally, il dolore dei genitori che nell’ospedale genovese vivono il proprio calvario accanto ai loro figli e i capi delle nazioni che detengono il potere politico nei loro paesi.

Di fronte alla domanda “perché?” noi siamo sempre abituati a cercare la risposta nel potere. Quando ci chiediamo il perché di una cosa il nostro desiderio è comprenderla per poi cambiarla o, quanto meno, per permettere che poi non accada più. Così facciamo crescere i nostri figli nell’illusione che diventare grandi voglia dire avere più potere, essere più liberi. Come se la libertà dipendesse dal potere che uno esercita sulla sua vita.

Il potere, lo abbiamo visto a Taormina, non risolve nulla. Diventare grandi non significa essere più potenti, ma essere più capaci di amare. Il mito che la vita possa essere spiegata e compresa è un’illusione cui ci aggrappiamo per non cedere al lavoro che la drammaticità delle cose che ci succedono ci chiede. La realtà ci chiede di imparare ad amare, di stare nella realtà amando, in adorazione. Con la bocca chiusa e il cuore spalancato. E’ così che Maria di Nazareth ha accompagnato Suo figlio sulla via della Croce. Senza cercare di capire, ma restando nel silenzio e nel mistero del dolore.

E’ questo che ha fatto Papa Francesco con i bambini del “Gaslini”: non ha spiegato loro nulla, ma è stato davanti a loro. Al termine di questo giorno una famiglia piange il proprio figlio di sei anni portato via da una macchina in un sabato di festa. Il problema di quel pianto non è che si fermi o che trovi una spiegazione. Il problema di quel pianto è che arrivi fino al Cielo.

Rally “Città di Torino”, Coassolo. Durante la gara un’auto esce di strada per motivi ancora da accertare e travolge un’intera famiglia che stava assistendo alla competizione. Papà, mamma e due figli. I genitori feriti ma in buona salute, il figlio più piccolo di tre anni è illeso, il fratellone di sei non ce l’ha fatta. E’ morto dopo cinquanta minuti di soccorsi disperati e tentativi di rianimazione.

Succede nel giorno in cui il Papa visita l’ospedale pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova senza telecamere al seguito, ma entrando in punta di piedi in quello che il cardinal Bagnasco ha definito il santuario della sofferenza innocente. E succede nel giorno in cui i grandi della terra, riuniti a Taormina, si trovano in completo disaccordo praticamente su tutto.

Tre fatti, tre episodi contemporanei, che si parlano l’uno con l’altro. Il desiderio di capire e di urlare che attraversa i genitori del piccolo morto nel rally, il dolore dei genitori che nell’ospedale genovese vivono il proprio calvario accanto ai loro figli e i capi delle nazioni che detengono il potere politico nei loro paesi.

Di fronte alla domanda “perché?” noi siamo sempre abituati a cercare la risposta nel potere. Quando ci chiediamo il perché di una cosa il nostro desiderio è comprenderla per poi cambiarla o, quanto meno, per permettere che poi non accada più. Così facciamo crescere i nostri figli nell’illusione che diventare grandi voglia dire avere più potere, essere più liberi. Come se la libertà dipendesse dal potere che uno esercita sulla sua vita.

Il potere, lo abbiamo visto a Taormina, non risolve nulla. Diventare grandi non significa essere più potenti, ma essere più capaci di amare. Il mito che la vita possa essere spiegata e compresa è un’illusione cui ci aggrappiamo per non cedere al lavoro che la drammaticità delle cose che ci succedono ci chiede. La realtà ci chiede di imparare ad amare, di stare nella realtà amando, in adorazione. Con la bocca chiusa e il cuore spalancato. E’ così che Maria di Nazareth ha accompagnato Suo figlio sulla via della Croce. Senza cercare di capire, ma restando nel silenzio e nel mistero del dolore.

E’ questo che ha fatto Papa Francesco con i bambini del “Gaslini”: non ha spiegato loro nulla, ma è stato davanti a loro. Al termine di questo giorno una famiglia piange il proprio figlio di sei anni portato via da una macchina in un sabato di festa. Il problema di quel pianto non è che si fermi o che trovi una spiegazione. Il problema di quel pianto è che arrivi fino al Cielo.

Rally “Città di Torino”, Coassolo. Durante la gara un’auto esce di strada per motivi ancora da accertare e travolge un’intera famiglia che stava assistendo alla competizione. Papà, mamma e due figli. I genitori feriti ma in buona salute, il figlio più piccolo di tre anni è illeso, il fratellone di sei non ce l’ha fatta. E’ morto dopo cinquanta minuti di soccorsi disperati e tentativi di rianimazione.

Succede nel giorno in cui il Papa visita l’ospedale pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova senza telecamere al seguito, ma entrando in punta di piedi in quello che il cardinal Bagnasco ha definito il santuario della sofferenza innocente. E succede nel giorno in cui i grandi della terra, riuniti a Taormina, si trovano in completo disaccordo praticamente su tutto.

Tre fatti, tre episodi contemporanei, che si parlano l’uno con l’altro. Il desiderio di capire e di urlare che attraversa i genitori del piccolo morto nel rally, il dolore dei genitori che nell’ospedale genovese vivono il proprio calvario accanto ai loro figli e i capi delle nazioni che detengono il potere politico nei loro paesi.

Di fronte alla domanda “perché?” noi siamo sempre abituati a cercare la risposta nel potere. Quando ci chiediamo il perché di una cosa il nostro desiderio è comprenderla per poi cambiarla o, quanto meno, per permettere che poi non accada più. Così facciamo crescere i nostri figli nell’illusione che diventare grandi voglia dire avere più potere, essere più liberi. Come se la libertà dipendesse dal potere che uno esercita sulla sua vita.

Il potere, lo abbiamo visto a Taormina, non risolve nulla. Diventare grandi non significa essere più potenti, ma essere più capaci di amare. Il mito che la vita possa essere spiegata e compresa è un’illusione cui ci aggrappiamo per non cedere al lavoro che la drammaticità delle cose che ci succedono ci chiede. La realtà ci chiede di imparare ad amare, di stare nella realtà amando, in adorazione. Con la bocca chiusa e il cuore spalancato. E’ così che Maria di Nazareth ha accompagnato Suo figlio sulla via della Croce. Senza cercare di capire, ma restando nel silenzio e nel mistero del dolore.

E’ questo che ha fatto Papa Francesco con i bambini del “Gaslini”: non ha spiegato loro nulla, ma è stato davanti a loro. Al termine di questo giorno una famiglia piange il proprio figlio di sei anni portato via da una macchina in un sabato di festa. Il problema di quel pianto non è che si fermi o che trovi una spiegazione. Il problema di quel pianto è che arrivi fino al Cielo.

Rally “Città di Torino”, Coassolo. Durante la gara un’auto esce di strada per motivi ancora da accertare e travolge un’intera famiglia che stava assistendo alla competizione. Papà, mamma e due figli. I genitori feriti ma in buona salute, il figlio più piccolo di tre anni è illeso, il fratellone di sei non ce l’ha fatta. E’ morto dopo cinquanta minuti di soccorsi disperati e tentativi di rianimazione.

Succede nel giorno in cui il Papa visita l’ospedale pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova senza telecamere al seguito, ma entrando in punta di piedi in quello che il cardinal Bagnasco ha definito il santuario della sofferenza innocente. E succede nel giorno in cui i grandi della terra, riuniti a Taormina, si trovano in completo disaccordo praticamente su tutto.

Tre fatti, tre episodi contemporanei, che si parlano l’uno con l’altro. Il desiderio di capire e di urlare che attraversa i genitori del piccolo morto nel rally, il dolore dei genitori che nell’ospedale genovese vivono il proprio calvario accanto ai loro figli e i capi delle nazioni che detengono il potere politico nei loro paesi.

Di fronte alla domanda “perché?” noi siamo sempre abituati a cercare la risposta nel potere. Quando ci chiediamo il perché di una cosa il nostro desiderio è comprenderla per poi cambiarla o, quanto meno, per permettere che poi non accada più. Così facciamo crescere i nostri figli nell’illusione che diventare grandi voglia dire avere più potere, essere più liberi. Come se la libertà dipendesse dal potere che uno esercita sulla sua vita.

Il potere, lo abbiamo visto a Taormina, non risolve nulla. Diventare grandi non significa essere più potenti, ma essere più capaci di amare. Il mito che la vita possa essere spiegata e compresa è un’illusione cui ci aggrappiamo per non cedere al lavoro che la drammaticità delle cose che ci succedono ci chiede. La realtà ci chiede di imparare ad amare, di stare nella realtà amando, in adorazione. Con la bocca chiusa e il cuore spalancato. E’ così che Maria di Nazareth ha accompagnato Suo figlio sulla via della Croce. Senza cercare di capire, ma restando nel silenzio e nel mistero del dolore.

E’ questo che ha fatto Papa Francesco con i bambini del “Gaslini”: non ha spiegato loro nulla, ma è stato davanti a loro. Al termine di questo giorno una famiglia piange il proprio figlio di sei anni portato via da una macchina in un sabato di festa. Il problema di quel pianto non è che si fermi o che trovi una spiegazione. Il problema di quel pianto è che arrivi fino al Cielo.

TORTORETO – Un uomo di 82 anni è ricoverato in gravi condizioni in ospedale, dopo essere stato investito, intorno alle 6 di questa mattina, da un 23enne alla guida di una Bmw. E’ accaduto sul lungomare di Tortoreto Lido.

Il giovane stava percorrendo la strada in direzione Sud ha infatti investito la bicicletta condotta dall’anziano, un uomo di Alba Adriatica, che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.

L’uomo è stato dapprima portato nell’ospedale di Sant’Omero quindi in quello di Teramo. La prognosi è riservata. Il giovane automobilista è stato sottoposto all’alcol testa dai carabinieri che hanno rilevato un livello etilico superiore al consentito. E’ stato denunciato e la patente gli è stata ritirata.

TORTORETO – Un uomo di 82 anni è ricoverato in gravi condizioni in ospedale, dopo essere stato investito, intorno alle 6 di questa mattina, da un 23enne alla guida di una Bmw. E’ accaduto sul lungomare di Tortoreto Lido.

Il giovane stava percorrendo la strada in direzione Sud ha infatti investito la bicicletta condotta dall’anziano, un uomo di Alba Adriatica, che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.

L’uomo è stato dapprima portato nell’ospedale di Sant’Omero quindi in quello di Teramo. La prognosi è riservata. Il giovane automobilista è stato sottoposto all’alcol testa dai carabinieri che hanno rilevato un livello etilico superiore al consentito. E’ stato denunciato e la patente gli è stata ritirata.

TORTORETO – Un uomo di 82 anni è ricoverato in gravi condizioni in ospedale, dopo essere stato investito, intorno alle 6 di questa mattina, da un 23enne alla guida di una Bmw. E’ accaduto sul lungomare di Tortoreto Lido.

Il giovane stava percorrendo la strada in direzione Sud ha infatti investito la bicicletta condotta dall’anziano, un uomo di Alba Adriatica, che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.

L’uomo è stato dapprima portato nell’ospedale di Sant’Omero quindi in quello di Teramo. La prognosi è riservata. Il giovane automobilista è stato sottoposto all’alcol testa dai carabinieri che hanno rilevato un livello etilico superiore al consentito. E’ stato denunciato e la patente gli è stata ritirata.

TORTORETO – Un uomo di 82 anni è ricoverato in gravi condizioni in ospedale, dopo essere stato investito, intorno alle 6 di questa mattina, da un 23enne alla guida di una Bmw. E’ accaduto sul lungomare di Tortoreto Lido.

Il giovane stava percorrendo la strada in direzione Sud ha infatti investito la bicicletta condotta dall’anziano, un uomo di Alba Adriatica, che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.

L’uomo è stato dapprima portato nell’ospedale di Sant’Omero quindi in quello di Teramo. La prognosi è riservata. Il giovane automobilista è stato sottoposto all’alcol testa dai carabinieri che hanno rilevato un livello etilico superiore al consentito. E’ stato denunciato e la patente gli è stata ritirata.

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