La Gran Bretagna va al voto,rischia la May

L’attacco di Londra ha inciso subito sulla campagna elettorale in corso: difatt,
a destra vengono a galla gli attacchi al leader laburista Jeremy Corbyn per le sue ‘amicizie’ vecchie di 30 anni con l’Ira e con esponenti di Hamas. Davanti all’Isis, dicono i suoi avversari, il suo impulso di fondo sarebbe quello di tendere la mano della mediazione e cercare un negoziato. Tutto ciò non sta andando a beneficio della premier Theresa May, assediata nel suo bunker a due passi da London Bridge. Il motivo è molto semplice. Ogni giorno che passa diventa sempre più evidente che la polizia sapeva di questi attentatori, sia dalle proprie indagini, sia dagli avvertimenti di persone a loro vicini. Dopo l’attentato di Londra, la May ha pretesopiù sforzi contro ‘l’estremismo’ e più controlli sugli utenti della Rete da parte dei giganti digitali. Facebook, Google e gli altri colossi hanno risposto subito, facendo notare che ci stanno provando, ma in un contesto in cui 400 ore di materiali sono caricati su YouTube ogni minuto, è difficile tenere tutto sotto controllo. Un ulteriore intervento della premier May su questo fronte rischia di affossare ancor di più la sua credibilità, come già successo con le promesse di ridurre images.jpgl’immigrazione nel Regno Unito a qualche decina di migliaia all’anno – attualmente viaggia sui 240 mila -, senza tuttavia alcuna indicazione su come raggiungere nella pratica l’obiettivo.

Così è stata distrutta subito, e dalla sua stessa parte politica, la tattica della May di scommettere tutto sulla Brexit e sulla sua presunta capacità di leadership nella grande battaglia in arrivo. Se interrogati esplicitamente sulla Brexit, comunque, gli elettori delle periferie non hanno dubbi: anche se quello conservatore è “un partito di snob che mangiano caviale e ostriche” (sic!), Theresa May resta il leader più adatto per condurre il negoziato per l’uscita dall’Unione europea. Ma in un’epoca in cui la personalizzazone della politica è sempre più enfatizzata, lo stile impaziente ed altezzoso della premier, le sue incoerenze e, soprattutto, il suo rifiuto di partecipare a un dibattito televisivo con gli altri candidati (confronto che si è svolto il 31 maggio scorso) l’hanno danneggiata in modo forse irreparabile.

In contrasto, il personaggio Corbyn sta raccogliendo sempre più consensi, a dispetto di tutti i pronostici disastrosi che avevano accompagnato la sua comparsa sulla scena: è l’effetto Bernie Sanders, confermato da Sanders stesso. Il Manifesto del Partito laburista ha raccolto consensi anche da parte di quelli che si rendono conto che molte delle sue innumerevoli proposte (spalmate su 123 pagine) non potrebbero mai essere realizzate.
Corbyn è evidentemente più a suo agio in mezzo alle folle di ordinary people, ed è riuscito a mantenere il suo seguito tra i giovani grazie a Facebook e Twitter. Le sue dichiarazioni programmatiche toccano molti punti dolenti per il grande pubblico. Ma è impossibile ignorare i gravi difetti del leader laburista e della sua squadra: la loro quasi totale mancanza di esperienza governativa, la debolezza politica ed intellettuale di molti esponenti della sinistra britannica, l’incapacità di valorizzare tutti i giovani fin qui reclutati, la perdurante e opaca ombra dei sindacati che sembrano reduci di un’altra epoca.

fonte:affarinternazionali.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: