Le nuove “geografie umane” nel Mediterraneo

La mobilità nel Mediterraneo dei rifugiati, è stato uno dei temi affrontati dal XXXII Congresso Geografico Italiano.L’evento, che s’è svolto a Roma in giugno, si tiene ogni 4-5 anni : Questa edizione ha permesso di sviluppare un’ampia serie di dibattiti e sessioni riguardanti migrazioni, narrazioni di realtà tra atlanti e mappe, geografia fisica e geografia umana.Di particolare interesse è apparso il panel sulle Mediterranean mobilities dei rifugiati, tra campi istituzionali e campi spontanei: questi sono stati caratterizzati come “spazi sospesi di eccezione” caratterizzati da una bivalente dialettica securitaria/umanitaria. download.jpgFenomeno relativamente nuovo nell’Occidente europeo, il proliferare dei campi profughi visti come spazi di eccezione è invece esperienza e laboratorio socio-geografico da lungo tempo conosciuto in Paesi mediorientali come il Libano. Nel Paese dei Cedri esistono, infatti, da diversi decenni campi palestinesi gestiti dall’Unrwa. Veri e propri micro-cosmi complessi, suddivisi in aree interne secondo le diverse fazioni presenti (Fatah, Hamas e componenti minori), cui negli ultimi anni si sono sommate nuove pressioni migratorie dallearee di crisi contermini più recenti.
Proprio rispetto al flusso umanitario siriano, la Giordania, dal canto suo, ospita dal 2012 – tra gli altri – un enorme campo a Zaatari, che ha raggiunto transitoriamentele oltre 100.000 unità residenti, diventando di fatto la quarta città più popolosa del Paese. La Turchia accoglie a sua volta strutture di dimensioni rilevanti, con diversi campi oltre i 10.000 residenti e taluni – secondo stime Unhcr di maggio – oltrei 20.000/30.000 residenti.
Lo scrittore irlandese Francis Hackett si esprimeva così quasi cento anni fa, in un lavoro datato 1918 dal titolo Ireland, a study in nationalism: “Credo in tutti i proventi di un sano materialismo: buona cucina, case asciutte, piedi asciutti, fognature, tubi di scarico, acqua calda, luce elettrica, buone strade, strade illuminate.Credo in tutto questo per tutti. Si può essere umanamente straordinari come santi e interiormente ricchi come poeti, ma lo si è nonostante queste privazioni e non a causa di esse”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’intervento fatto presso la Società Geografica Italiana a maggio per i 150 anni dalla sua fondazione, aveva evidenziato le specificità delle nuove geografie globali che caratterizzano la contemporaneità. Solo un tentativo di nuova razionalizzazione degli inediti rapporti tra spazi, realtà territoriali e relazioni umane potrà aiutare agestire le “diversità condivise” tra progettualità e possibile sostenibilità di lungo periodo.

fonte: affarinternazionali.it

a cura di Maria Parente

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