Lavatrici, frigo e tv, al riciclo mancano 600 mila tonnellate

Un decreto attuativo fermo da tre anni al ministero dell’Ambiente che dovrebbe predisporre un quadro certo di sanzioni e verifiche. E 600mila tonnellate all’anno di imagesrifiuti elettrici ed elettronici che mancano all’appello, almeno in rapporto allo stock di prodotti che gli altri Paesi riescono a smaltire.«Sfruttando i mille rivoli del processo di trattamento dei Raee» (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), segnala Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, uno dei maggiori sistemi collettivi di smaltimento a cui sono associati aziende come Whirlpool, Ariston Thermo, Bosch, Candy.

L’Italia smaltisce ogni anno circa 290 mila tonnellate di questi rifiuti, 4,2 chili per abitante. Un numero non troppo lusinghiero se paragonato alle best practice Svezia, Svizzera e Norvegia che veleggiano oltre gli otto chili per abitante, ma anche lontano dai volumi pro-capite di Francia e Germania.«Spesso sfugge anche alle municipalizzate come Ama, Amsa ed Hera — spiega Arienti — l’effettivo percorso di un elettrodomestico». Ci sono una serie di riciclatori, provvisti soltanto dell’autorizzazione al trattamento dei Raee, che s’infilano nelle pieghe della normativa per prendersi in carico dei rifiuti in maniera approssimativa. Quasi nessuno dichiara effettivamente la quantità di rifiuti gestita. I centri di coordinamento Raee, composti dai consorzi di produttori, vengono spesso scavalcati perché i controlli sono quasi inesistenti e le sanzioni assolutamente discrezionali. «Una buona parte di questi rifiuti — denuncia Arienti — finiscono per essere caricati sui tir e trasportati in Paesi del terzo mondo come se fossero elettrodomestici usati e non invece più funzionali».

Eppure c’è un’interessante novità che dovrebbe aiutare anche i consumatori ad essere più consapevoli. É da qualche mese in vigore una norma che consente a chiunque di smaltire gratuitamente prodotti informatici fino a 25 centimetri di lunghezza nei negozi di largo consumo di almeno 1.400 metri quadri. Mediaworld, Euronics, Trony. Hanno l’obbligo di ritirarli senza chiedere un acquisto in cambio.

a cura di Maria Parente

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